EsperienzeFood Experience

Ricci Osteria porta un angolo di Puglia a Milano

Ricci Osteria, un luogo dove cucina, atmosfera e accoglienza si fondono per raccontare l’anima della Puglia a Milano       

Ci sono dettagli che, più di altri, raccontano l’identità di un ristorante. Da Ricci Osteria, a Milano, l’ambiente è caldo, ospitale e accogliente. In una delle sale al piano inferiore sembra davvero di essere ad Alberobello e non a Milano. Oggi sono gli strofinacci utilizzati in cucina e in sala a diventare simbolo di una storia che parla di territorio, persone e inclusione. Realizzati a mano dall’associazione I Portatori di Gioia di Ceglie Messapica, il paese d’origine della chef Antonella Ricci, questi tessuti entrano nella quotidianità del ristorante trasformandosi in un gesto concreto di sostegno a un progetto sociale che intreccia artigianato, creatività e partecipazione.

Cozy dining room with white-clothed tables, warm lighting, and framed chef photos on a curved ceiling wall. A logo appears in the corner.

Un filo diretto tra Milano e la Valle d’Itria

Da quando ha aperto le sue porte, Ricci Osteria ha costruito la propria identità sulla capacità di trasportare un frammento di Puglia a Milano. Non solo attraverso le ricette, ma anche grazie a un modo di intendere l’ospitalità fatto di memoria, gesti quotidiani e legami autentici. L’arrivo degli strofinacci prodotti dai laboratori dell’associazione rafforza proprio questa connessione. Ogni pezzo nasce dal recupero di tessuti donati e viene realizzato da persone con diverse abilità che trasformano materiali semplici in oggetti destinati a durare, portando con sé il valore del lavoro manuale e dell’inclusione.

Una Puglia che si vive, prima ancora che si assaggi

Tambourine on a wall with a rooster-adorned plate and a lamp below, in a dim, green-toned corner.

L’iniziativa offre anche l’occasione per riscoprire l’anima del ristorante, oggi uno dei principali indirizzi milanesi dedicati alla cucina pugliese contemporanea. Il menù, firmato da Antonella Ricci insieme agli chef Vinod Sookar e Francesco Bordone, nasce da un lavoro quotidiano che mette al centro pasta fresca, pane e dolci preparati ogni giorno, nel rispetto delle ricette della tradizione e con uno sguardo aperto alle esperienze internazionali maturate dalla brigata. Le radici affondano nello storico ristorante di famiglia Al Fornello da Ricci, a Ceglie Messapica, uno dei centri gastronomici della Valle d’Itria. Da lì prende forma un percorso che arriva fino a Milano grazie all’incontro con Massimiliano Paradisi, Marco Postiglione e Sergio Maiorino, soci del progetto che hanno contribuito alla nascita di Ricci Osteria.

La degustazione – Un viaggio tra i sapori di Puglia: tradizione, tecnica e materie prime d’eccellenza

Un percorso gastronomico che racconta la Puglia più autentica e valorizza materie prime del territorio e tecniche di cucina contemporanee. Il menù si sviluppa come un itinerario che unisce identità e creatività, dove ogni portata interpreta la tradizione con eleganza e precisione. Ci accoglie il talentuoso chef Francesco Bordone. Di seguito le nostre impressioni.

Antipasti

Molded white mousse with almond slices on a plate, left side of the dish.

L’apertura è affidata ad una tartare di scottona marinata, impreziosita dalla salsa Pimà, da un cremoso al caciocavallo, dai datterini gialli semi-dry e da un profumato olio alle erbe mediterranee. Un piatto che gioca sui contrasti tra la delicatezza della carne, la sapidità del formaggio e la dolcezza concentrata del pomodoro, regalando un equilibrio di consistenze e aromi.

Raw marbled beef slices arranged on a wooden cutting board with white asparagus spears and a fork nearby

Segue un tagliere di capocollo di Martina Franca e salame Fratelli Gentile, accompagnato da un formaggio della Masseria Seppunisi. Una proposta che celebra alcune delle eccellenze della salumeria e della produzione casearia pugliese, esaltando lavorazioni artigianali e sapori genuini.

Round pale dumpling resting in a green sauce in a shallow ceramic bowl, topped with a small crispy garnish.

Tra gli antipasti spiccano anche le gocce di ricotta avvolte nella semola, servite con pesto, chips di zucchine, olio al tartufo e capocollo croccante. Il risultato è un piatto che alterna morbidezza e croccantezza, con note aromatiche che si fondono armoniosamente senza coprire la delicatezza della ricotta.

Primo

Plate of gnocchi with sausage in tomato sauce, topped with shaved parmesan and a basil leaf

Il primo rende omaggio alla pasta simbolo della regione: orecchiette di semola rimacinata fatte in casa ai tre pomodorini con cacioricotta. La freschezza dei pomodorini, nelle loro diverse sfumature di gusto, incontra la sapidità del cacioricotta in una preparazione essenziale, capace di valorizzare la qualità degli ingredienti e la tradizione della pasta fresca fatta a mano.

Secondo

Braised beef in a dark brown sauce with a few pickled vegetables on a pink plate.

Per il secondo arriva in tavola un cappello del prete di manzo cotto a bassa temperatura, servito con riduzione di Primitivo di Manduria, crema allo zafferano e chips di polenta. La lunga cottura conferisce alla carne una consistenza particolarmente tenera, mentre la riduzione di vino dona profondità e intensità aromatica. La crema di zafferano aggiunge una nota elegante e le chips di polenta completano il piatto con una piacevole componente croccante. A nostro avviso il piatto forte della serata.

In accompagnamento, Rosato del Salento IGP Moi Varvaglione, prodotto da uve Negroamaro in purezza. Di un elegante rosa tenue, esprime un bouquet raffinato, dominato da piccoli frutti rossi cui si affiancano sfumature floreali di rosa. Freschezza e sapidità sostengono l’avvolgente morbidezza. Il finale è lungo e fruttato, con una lieve nota speziata.

Dessert

Flaky pastry pieces dusted with powdered sugar, drizzled with berry sauce, and topped with raspberries, blueberries, and a blackberry on a plate.

Il finale è affidato a un dessert che richiama uno dei simboli della pasticceria pugliese: gelato al gusto biscotto cegliese. Un omaggio a uno dei dolci più rappresentativi della Valle d’Itria, reinterpretato in una versione fresca che conserva il caratteristico profumo di mandorla e la piacevole nota fruttata della ciliegia.

Dulcis in fundo, amaro Bordone, un infuso di erbe e radici aromatiche prodotto in limited edition dallo chef Bordone, davvero eccellente.

Tutte le portate dimostrano come la cucina pugliese possa evolversi senza perdere la propria identità, mantenendo al centro la qualità delle materie prime, il rispetto delle ricette della tradizione e una presentazione contemporanea capace di conquistare tanto gli appassionati quanto i palati più esigenti.

Un indirizzo che continua a collezionare riconoscimenti

Negli ultimi anni Ricci Osteria si è affermata come uno degli indirizzi più interessanti della ristorazione milanese, ottenendo importanti riconoscimenti dalle principali guide gastronomiche. È presente nell’edizione 2026 di Gambero Rosso Lombardia – Il Meglio di Milano e delle altre province e, nel 2024, le sue orecchiette sono entrate nella selezione del New York Times dei 25 piatti essenziali da mangiare in Italia. Ma al di là dei premi, è forse proprio questa nuova collaborazione a raccontare meglio la filosofia del locale: una cucina che non porta in tavola solo sapori pugliesi, ma anche il valore delle persone, delle relazioni e delle comunità da cui quei sapori prendono vita.

Per informazioni

Ricci Osteria – Dal 1966

Via Pasquale Sottocorno 27 – 20129  Milano

Tel. 02 49705612

info@ricciosteria.it

ricciosteria.it

Instagram

Aperto dal lunedì al venerdì ore 19:00 – 23:00 / Sabato e domenica ore 12:00 – 15:30 / 19:00 – 23:00

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Carlo Bellino