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Sconfine, il bianco friulano nel segno della libertà

Da Cantina Puiatti nasce un blend inedito: Sconfine, un bianco che interpreta la terra di confine come luogo d’incontro   

In Friuli il confine non è mai soltanto una linea sulla carta. È un paesaggio che cambia, una trama di culture che si incontrano, un dialogo continuo tra le Prealpi e l’Adriatico. È da questa identità composita, sospesa tra sensibilità latina, slava e balcanica, che prende forma Sconfine, il nuovo vino di Cantina Puiatti, a Romans d’Isonzo, in provincia di Gorizia. Il progetto segna un passaggio significativo per la tenuta, dal 1967 interprete di una filosofia enologica incentrata sulla purezza varietale e sull’assenza del legno. Dopo oltre cinquant’anni dedicati all’espressione delle singole uve, Cantina Puiatti apre un nuovo capitolo: non una rinuncia alla propria identità, ma la sua evoluzione attraverso l’incontro di tre vitigni. Il nome è già una dichiarazione d’intenti. Sconfine invita a superare le categorie, a considerare la diversità non come una distanza da colmare, ma come una possibilità di arricchimento. Un manifesto di apertura che trova nel calice la propria traduzione più concreta.

Tre vitigni, un’unica voce

Chardonnay al 55%, Friulano al 30% e Sauvignon al 15%: tre varietà, tre registri aromatici, un equilibrio costruito sulla complementarità. Lo Chardonnay porta ampiezza ed eleganza, il Friulano restituisce la memoria dei suoli isontini, mentre il Sauvignon introduce slancio e luminosità. Nessuna voce prevale sulle altre: il risultato cerca una sintesi capace di conservare la personalità di ciascun vitigno. La scelta del cemento accanto all’acciaio rappresenta l’altra novità del progetto. Se quest’ultimo è da sempre il segno distintivo della cantina, il cemento offre un ambiente neutro in cui il vino può evolvere senza apporti aromatici esterni, favorendo l’integrazione delle componenti e una trama più ampia e raffinata. La vinificazione comincia con una selezione dei grappoli in vigneto e una raccolta a completa maturazione, indicativamente all’inizio di settembre. La pressatura pre-fermentativa a freddo viene modulata in funzione delle varietà; la fermentazione dura 10-12 giorni. Seguono sei mesi sulle fecce fini in cemento e almeno altri tre mesi di affinamento in bottiglia. I vigneti, con un’età media di 15 anni e allevati a Guyot doppio capovolto, affondano le radici in terreni eterogenei, tra componenti sassose, argillose e calcaree. Una varietà geologica che contribuisce alla complessità del progetto.

Anche l’etichetta racconta il progetto

La filosofia di Sconfine prende forma anche nel design della bottiglia. L’etichetta gioca su una superficie essenziale, attraversata da una tipografia che si confronta con un perimetro netto. Il limite non viene cancellato, ma reinterpretato: da elemento di separazione diventa occasione di relazione. È la stessa idea che guida il vino, dove identità differenti convivono senza perdere riconoscibilità. Un’estetica misurata, coerente con il linguaggio contemporaneo della cantina e con la volontà di trasformare un concetto geografico in una dichiarazione culturale.

La purezza come linguaggio contemporaneo

Dal 1967 Cantina Puiatti ha costruito la propria reputazione su una scelta allora controcorrente: escludere il legno dalla maturazione dei vini per preservare freschezza, sapidità e identità varietale. Una filosofia che ha anticipato sensibilità oggi centrali nel panorama enologico. Parte di Angelini Wines & Estates dal 2010, la tenuta mantiene questa coerenza anche nel nuovo progetto. Sconfine non abbandona la ricerca della nitidezza, ma la porta su un terreno diverso: dalla valorizzazione del singolo vitigno alla costruzione di un blend in cui le differenze diventano risorsa. Una ricerca di precisione che, tuttavia, non si esaurisce nella tecnica. Perché interpretare un territorio significa anche accettarne le incertezze, lasciando che siano le caratteristiche di ogni annata a suggerire nuove soluzioni.

Sconfine – Friuli Bianco Doc

Note di degustazione

Esame visivo: luminoso e vivace paglierino.

Esame olfattivo: è un naso elegante che rimanda a fragranze di frutti a polpa bianca, come la pesca, e agrumi, per poi condurci su un corredo erbaceo di timo e salvia che si tinge di nuance ammandorlate.

Esame gusto-olfattivo: piace anche in bocca per la gradevole scia fresco-sapida che rilascia, mentre si avvia verso una persistenza giocata sull’equilibrio.

Abbinamento: ottimo con cruditè di pesce, crostacei.

Un nuovo capitolo per Puiatti

Con Sconfine, Cantina Puiatti trasforma una storia di coerenza in un esercizio di apertura. La purezza, da sempre principio fondante della tenuta, non viene intesa come isolamento, ma come capacità di riconoscere e rispettare le differenze. È qui che il progetto trova il suo significato più interessante: in un Friuli da sempre abituato a essere crocevia, il vino diventa espressione di una cultura che non teme l’incontro. Il debutto è previsto per ottobre 2026, con distribuzione attraverso enoteche selezionate e canale horeca.

Per informazioni

https://puiatti.com/it/

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Carlo Bellino