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Gerardo Cesari, 90 anni di storia e 50 vendemmie di Amarone

Al Moebius, una masterclass con Gambero Rosso ripercorre le annate storiche della cantina veronese Cesari, dal 2003 al 2021   

Ci sono vini che raccontano un territorio e altri che ne custodiscono la memoria. L’Amarone appartiene a entrambe le categorie: è espressione della Valpolicella, ma anche il risultato di un sapere che attraversa generazioni, vendemmie e interpretazioni. È intorno a questa eredità che Gerardo Cesari celebra 90 anni di storia e 50 vendemmie di Amarone Classico, con una serata speciale organizzata insieme a Gambero Rosso. L’appuntamento del 20 ottobre al Moebius di Milano, indirizzo di riferimento della scena gastronomica e della mixology internazionale, ha riunito il racconto della cantina e il confronto diretto con alcune delle sue annate più significative. Un percorso pensato per osservare come il tempo trasformi il vino, mettendo in luce l’evoluzione del frutto, la trama dei tannini e la complessità dei profumi.

Una masterclass attraverso le annate

A guidare la degustazione, a quattro mani, Giovanni Lai, direttore generale di Cesari, e Giuseppe Carrus, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso. Il percorso ha attraversato otto etichette, dal Cesari Amarone della Valpolicella Classico 2021 fino all’annata 2003, passando per una selezione di Riserva Bosan che permette di leggere nel calice le diverse sfumature dell’invecchiamento. Protagonista della masterclass anche il Bosan Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2017, presentato in anteprima e insignito dei Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2027. Un riconoscimento che sottolinea il valore di una delle espressioni più rappresentative della cantina. La degustazione verticale ha offerto l’occasione per confrontare annate differenti, cogliendo il dialogo tra concentrazione, freschezza, struttura e capacità evolutiva. Nell’Amarone, infatti, la ricchezza del frutto appassito non è che il punto di partenza: a definire la personalità del vino sono anche l’equilibrio alcolico, la profondità aromatica e la progressiva integrazione delle componenti gustative.

La degustazione

Cesari Amarone della Valpolicella DOCG Classico 2021

Giovinezza e struttura. Il profilo atteso è quello di un Amarone ancora in evoluzione, con frutta scura matura, ciliegia sotto spirito e spezie dolci. Al palato, la ricchezza del frutto incontra una trama tannica che accompagna il finale.

Cesari Bosan Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva 2017

Intensità e profondità. La componente di frutta nera matura si intreccia con sensazioni speziate e richiami di cacao e liquirizia. La struttura importante trova il suo punto di equilibrio nella persistenza e nella progressiva articolazione del finale.

Cesari Bosan Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva 2016

Equilibrio e stratificazione. Un’annata da leggere attraverso il dialogo tra materia, freschezza e complessità aromatica. Le note di ciliegia matura e prugna possono accompagnarsi a spezie, erbe essiccate e sfumature balsamiche.

Cesari Bosan Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva 2013

La maturità del frutto. Con l’evoluzione, il profilo aromatico può ampliarsi verso sentori di confettura, sottobosco e spezie, mentre il sorso tende a privilegiare integrazione e continuità.

Cesari Bosan Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva 2012

Complessità e finezza. Le note fruttate possono lasciare maggiore spazio a tabacco, cacao, spezie e richiami balsamici. La persistenza diventa una chiave di lettura importante per apprezzarne l’evoluzione. A nostro avviso l’annata più interessante.

Cesari Bosan Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva 2007

Il tempo come ingrediente. La frutta matura incontra sensazioni terziarie di cuoio, sottobosco e spezie. Il sorso si gioca sulla fusione delle componenti e sulla capacità di conservare profondità.

Cesari Bosan Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva 2006

Profondità e note terziarie. Un’annata che, con un’evoluzione favorevole, può esprimere aromi di frutta essiccata, tabacco, cacao e spezie scure, con un finale lungo e articolato. Anche questa annata degna di nota.

Cesari Bosan Amarone della Valpolicella DOC 2003

La testimonianza del tempo. Il calice più maturo del percorso apre alla dimensione della memoria: frutta disidratata, confettura, spezie e sfumature evolutive possono comporre un profilo complesso, nel quale la persistenza conta più della sola potenza. Altra annata da ricordare.

A tavola, il dialogo continua

Dopo la masterclass, la celebrazione è proseguita con una cena degustazione firmata da Enrico Croatti, costruita intorno a consistenze, sapidità e contrasti capaci di accompagnare le diverse espressioni della gamma Cesari.

Il benvenuto ha aperto la serata con una sequenza di piccoli assaggi: prosciutto di Cinta Senese, essenza di Parmigiano Reggiano, biscotto salato ai porcini e cantuccio alle olive taggiasche. In abbinamento, Cesari Centofilari Lugana DOC 2025, un bianco che, nella sua vocazione territoriale, offre una chiave di lettura fresca e misurata per accompagnare la varietà degli snack.

Dalla Valpolicella al risotto

La steak tartare in salsa bernese è stata accompagnata con Cesari Valpolicella DOC Classico 2025. Il carattere del piatto, tra delicatezza della carne e componente grassa della salsa, trova nel profilo fruttato e nella freschezza del rosso un contrappunto naturale.

Il percorso è entrato, poi, nel cuore della cucina con il risotto alla parmigiana, salsiccia di coniglio e mirtilli selvatici, a nostro avviso piatto migliore della serata, accompagnato dal Cesari Valpolicella Ripasso DOC Classico Superiore 2023. La cremosità del riso e la sapidità del Parmigiano incontrano la struttura del Ripasso, mentre la componente fruttata del vino dialoga con la nota selvatica dei mirtilli.

L’Amarone incontra la carne

Il momento più intenso della cena è arrivato con il biancostato all’Amarone e purea di patate, abbinato a due annate del Bosan: Riserva 2016 e Riserva 2017. La lunga cottura e la succulenza della carne richiedono un vino capace di sostenere il piatto senza perdere equilibrio. La concentrazione dell’Amarone, le sue sfumature speziate e la persistenza aromatica ne fanno un interlocutore naturale, mentre il confronto tra le due annate permette di cogliere differenze di espressione e maturità.

In chiusura, il fogliame al pistacchio agrumato ha accompagnato il Cesari Recioto della Valpolicella DOCG Classico 2020. La dolcezza del vino, la componente fruttata e la morbidezza del sorso offrono un finale in cui la nota lievemente agrumata del dessert può introdurre una piacevole tensione, evitando che l’abbinamento risulti eccessivamente opulento.

Novant’anni, uno sguardo al futuro

Celebrare 90 anni di storia e 50 vendemmie di Amarone Classico significa ripercorrere una parte importante dell’identità enologica veronese. La verticale al Moebius ha dato forma a questo racconto attraverso il confronto tra annate, mentre la cena ha trasferito la stessa ricerca di equilibrio nel linguaggio della cucina contemporanea. Il filo conduttore è la capacità di un vino di cambiare senza perdere la propria identità: dal frutto delle annate più giovani alla complessità delle bottiglie mature, l’Amarone continua a essere una delle espressioni più riconoscibili della Valpolicella. Un patrimonio che si misura nel tempo, ma trova nella tavola e nella condivisione la sua forma più immediata.

Per informazioni

Cesari

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Carlo Bellino