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Strattoria: il viaggio sensoriale di Alessio Rossi tra lago, bosco e creatività

Il ristorante Strattoria ad Arona, sul Lago Maggiore, guidato dallo chef Alessio Rossi, punta su una cucina fine dining     

Nelle prime alture che circondano il Lago Maggiore, a pochi chilometri dalla celebre statua di San Carlo ad Arona, il ristorante Strattoria sta diventando un punto di riferimento della gastronomia locale. Alla guida c’è il giovane e talentuoso chef Alessio Rossi, che ha scelto di puntare su una cucina fine dining capace di sorprendere, mettendo al centro la stagionalità e la qualità delle materie prime selezionate con cura tra piccoli produttori del territorio.

Il locale, aperto dal 2017, si distingue per l’atmosfera accogliente e colorata e per una filosofia che esalta la biodiversità e le eccellenze locali. Non a caso, Strattoria aderisce al progetto “Alleanza Slow Food dei Cuochi”, utilizzando presìdi e prodotti tradizionali frutto di filiere virtuose e sostenibili.

Il riconoscimento della critica

Nel 2024 Strattoria è entrata nella Guida Michelin Italia, che la descrive come “un locale molto accogliente… con ricette che mettono in evidenza il talento dello chef e prodotti impeccabili. Un esempio: lingua di vitello, gambero e carote BBQ. Scelta enoica interessante e servizio cordiale”. Dal 2023 è inoltre presente nella Guida de L’Espresso e in Golosaria, confermando il crescente apprezzamento della critica.

Piatti signature tra terra e lago

La cucina di Alessio Rossi è un racconto del territorio, reinterpretato con tecnica e creatività. Tra i piatti più rappresentativi:

  • uovo poché al carbone vegetale, fonduta di Preséf, patate alla vaniglia, erbette e caviale siberiano;
  • spaghetto di Gragnano con vongole veraci, ricci di mare e bottarga di Orbetello;
  • cervo al sottobosco.

Il menù propone sia carne che pesce, con particolare attenzione al pescato di lago, interpretato in chiave contemporanea senza tradire le radici della cucina locale.

Una cantina da scoprire

Altro fiore all’occhiello è la cantina, con oltre 400 etichette italiane e francesi, frutto di anni di ricerca e visite personali nelle aziende più interessanti. La selezione spazia dai grandi classici alle etichette meno conosciute, vere chicche enologiche pensate per sorprendere gli ospiti.

La degustazione

Il menu degustazione a mano libera in quattro portate è un raffinato intreccio di memoria, tecnica e visione contemporanea, in cui la tradizione si esprime attraverso un linguaggio nuovo e personale. Il territorio emerge come protagonista assoluto in un percorso che si snoda dall’acqua al bosco, tra leggerezza e profondità, radici e creatività. Ogni portata è concepita come un piccolo racconto capace di sorprendere senza ostentare: accattivante alla vista, salutare ma con gusto.

Il preludio: attesa che diventa esperienza

Ad aprire le danze, in attesa del tavolo, una giardiniera di Morgan e formaggi locali accompagnati da un calice di bollicine Franciacorta PR Brut Monte Rossa, cantina storica della Franciacorta. Un vino ampio, suadente, strutturato ed elegante, 65% Chardonnay, dal sapore ricco ed intrigante complici le uve riserva di diversi anni. Un inizio che rivela l’attenzione al dettaglio e la vocazione per l’accoglienza. Un inno ai prodotti tipici della Regione e alla qualità della materia prima.

A dare il benvenuto una tavolozza di sapori, colori e consistenze

Come in un’opera d‘arte, la prima entrata porta in tavola una composizione di diversi finger food: un cannolo di sfoglia croccante di patate con ripieno di mortadella e pistacchi, un bicchierino con sifonata di patate ed olio al prezzemolo (da mescolare rigorosamente prima dell’assaggio), uno gnocco fritto al nero di seppia con ricotta, uova di trota e finocchietto. A seguire la bavarese alla barbabietola e topinambur, composta da meringa salata ed una sfera turchese di coregone glassato, simbolo delle dolci acque del lago. Una sinfonia di sapori, colori e consistenze, in cui ogni boccone racconta una storia diversa, ma coerente in un crescendo di sensazioni. In abbinamento, la freschezza dell’Erbaluce Barbaglia delle Colline Novaresi, un vino autoctono molto raffinato che dona verticalità, eleganza e freschezza al piatto.

Dal lago al bosco: la ricerca e l’equilibrio come filo conduttore

Le tartare di luccioperca, impreziosita da una maionese arancione ricavata dagli scarti del gambero, irrorata da una salsa verde di plancton e lattuga, unisce rigore tecnico, senso estetico e immaginazione, col limone sotto sale che conferisce un tocco di spiccata personalità. A rendere l’esperienza gustativa ancora più avvolgente, il calice di passito valdostano servito in abbinamento, un Grosjean Flétry che rivela il lato inedito di un pairing molto ben studiato dimostrando quanto lo studio sugli abbinamenti sia centrale nella filosofia di Strattoria.

Non meno audace è la terrina di foie gras con scampi, lamponi fermentati e aceto invecchiato, arricchita da un aspic di crostacei e una cialda croccante al lampone. Qui il talentuoso chef Alessio Rossi mette in scena con estrema maestria un alternarsi giocoso di contrasti che si bilanciano tra loro in modo ineccepibile: dolcezza, acidità, grassezza e croccantezza, tutti elementi che dialogano con armonia, sostenuti dalle note balsamiche di un Barbaresco Teorema Molino.

Secondi che sorprendono spaziando tra carne e pesce

Il viaggio prosegue con piatti che raccontano la forza della contaminazione creativa che combina carne o pesce, frutta e vegetali, punto di partenza verso una nuova rivisitazione del territorio. È il caso della ricciola alla milanese, in panatura leggera di panko, accompagnata da agrumi canditi, chips di patate viola e maionese al cerfoglio.

Deliziosa nel gusto, quanto impeccabile nella mise en place, così come il cervo al sottobosco avvolto in polvere color verde acceso, con frutti rossi a fare da file rouge. Portate che esaltano la materia prima con leggerezza e inventiva, accompagnate da un calice di Pinot Nero, servito freddo, in perfetto equilibrio con le sfumature aromatiche della cucina o in alternativa abbinabili anche al bianco fruttato e floreale precedentemente degustato.

Un intermezzo con piccoli dettagli che fanno la differenza

Come pre-dessert viene servito un piatto fresco e dinamico: un sorbetto al limone e menta con un tocco di polvere di cacao, accompagnato da un Rosé Metodo Classico. Un intermezzo che lascia il palato pulito e la memoria colma di suggestioni, pronta per concludere con un dolce altrettanto spettacolare da abbinare con un calice di Malvasia delle Lipari Hauner.

L’intima complicità di un perfetto gioco di squadra

Ogni piatto, ogni calice, ogni dettaglio di mise en place raccontano di una cucina che vuole stupire ed emozionare in modo garbato, semplice, senza eccessi o ostentate esagerazioni. A fare la differenza è il ricercato equilibrio di sapori, strutture e consistenze, insieme a quei piccoli particolari capaci di lasciare il segno. A dare un grande valore aggiunto all’esperienza gustativa, amplificando il gusto delle diverse portate, è la grande abilità di Elisa Tufoni di orchestrare gli abbinamenti con precisione sartoriale, proponendo piccole chicche di enologia mai scontate, cambiando persino i calici per permettere ad ogni vino di esprimere al meglio le proprie caratteristiche.

Tradizione, innovazione e personalità

Strattoria è un luogo dove la tradizione viene riletta con spirito creativo in piatti leggeri, salutari, cromaticamente vivaci ed esteticamente impeccabili. La mano di Alessio Rossi dimostra una maturità sorprendente: una cucina fatta di ricerca, rispetto per la materia prima e capacità di guardare oltre, senza mai perdere il legame col territorio.

Un percorso di degustazione che non è solo un pasto, ma un viaggio multisensoriale capace di rimanere impresso nella memoria.

Per informazioni

Strattoria

Piazza Gnemmi, Montrigiasco di Arona

Tel. 0322 57142

strattoriaarona@gmail.com

https://www.strattoria.it/

Orari di apertura: 12:30 – 14:30 / 19.30 – 22:00 / Chiuso martedì e mercoledì