Monsupello lancia il nuovo seducente Metodo Classico Extra Brut
Monsupello lancia il nuovo Blanc de Noirs e racconta il futuro in un short film d’autore al Merano Wine Festival
Un nuovo vino e un nuovo racconto per celebrare il tempo, la pazienza e l’eredità di una famiglia che da oltre un secolo interpreta l’Oltrepò Pavese con passione e visione. A Torricella Verzate, cuore pulsante di Monsupello, la famiglia Boatti firma un duplice debutto al Merano Wine Festival: quello del nuovo Blanc de Noirs Oltrepò Pavese DOCG Pinot Nero Metodo Classico Extra Brut e del supercorto Future is our Heritage, diretto da Carlo Guttadauro. Due linguaggi diversi, un’unica voce: quella del tempo, della continuità e del rispetto per la propria storia.
L’anima di un Pinot Nero
Il nuovo Blanc de Noirs nasce da un percorso lungo e meditato, dal desiderio di esplorare il Pinot Nero nella sua espressione più autentica e territoriale. «È un progetto a cui teniamo molto – raccontano Carla, Laura e Pierangelo Boatti – perché racchiude la nostra idea di Pinot Nero: pulizia, eleganza, identità territoriale. È un Metodo Classico che parla del nostro modo di lavorare e del nostro modo di essere. In questo vino c’è il rispetto del tempo, della materia e dell’equilibrio tra tradizione e sperimentazione». Il Blanc de Noirs nasce dai vigneti più vocati dell’Oltrepò Pavese, con una produzione limitata di 10.000 bottiglie, e porta in etichetta la firma dello Chef de Cave Pierangelo Boatti. È una dichiarazione di stile più che una nuova etichetta: un Metodo Classico che racconta l’Oltrepò con autenticità, precisione e orgoglio.
Future is our Heritage: il tempo come protagonista
Nel supercorto Future is our Heritage, la regia di Carlo Guttadauro interpreta l’anima del Metodo Classico come metafora della vita. Il tempo, la luce e la pazienza diventano protagonisti di un racconto visivo in cui il lavoro in vigna assume il tono di una preghiera quotidiana. Le bottiglie, illuminate in controluce, vibrano come strumenti che suonano la musica del futuro: una sinfonia fatta di dedizione, mani e pensieri. La voce intensa e spirituale di Sherrita Duran accompagna le immagini come un canto che evangelizza, in perfetta sintonia con la visione poetica di Laura Boatti, anima creativa della cantina. Tra le scene più evocative, l’abbraccio dei protagonisti sulle scale del Santuario della Passione di Torricella Verzate: un gesto simbolico che unisce passato e futuro, radici e aspirazioni. E poi c’è Donna Carla, 91 anni, sguardo affettuoso e presenza vigile, testimone di una storia che continua a ispirare. L’anteprima del corto al Merano Wine Festival, seguita dalla degustazione del nuovo Blanc de Noirs, ha siglato un incontro poetico tra arte e vino, tra eredità e visione.
L’eredità di Carlo Boatti
Dietro ogni bottiglia Monsupello c’è una storia familiare che attraversa oltre un secolo. La denominazione sociale, Monsupello Eredi, custodisce già nel nome la volontà di raccogliere e rinnovare l’eredità di Carlo Boatti, figura visionaria e determinata che dagli anni Cinquanta trasformò la cantina in un simbolo dell’Oltrepò Pavese. Accanto a lui, Carla Dallera Boatti, donna moderna e appassionata, con cui costruì un modello di vino fondato su equilibrio, autenticità e rigore tecnico. Dopo la scomparsa di Carlo nel 2010, l’eredità è passata ai figli Pierangelo e Laura, quinta generazione di una famiglia che continua a credere nel vino come linguaggio identitario. Pierangelo, pragmatico e appassionato, segue personalmente ogni fase della produzione, dalla vigna alla bottiglia, mentre Laura, insegnante di tango e amante dell’arte, cura l’immagine, la comunicazione e l’accoglienza, portando in azienda una visione sensibile e contemporanea.
Una squadra, un territorio
Oggi Monsupello conta 50 ettari di vigneti tra Oliva Gessi e Torricella Verzate: suoli argillosi e calcarei che accolgono Pinot Nero, Chardonnay e altre varietà storiche dell’Oltrepò. Le vigne sono coltivate con approccio sostenibile, tra inerbimenti e sovesci, in un equilibrio naturale che tutela biodiversità e fertilità del suolo. «Non c’è fretta» è il mantra di casa Boatti: il tempo è parte integrante della qualità.
Sostenibilità e valori
Da Monsupello la sostenibilità è anche umana. Il progetto “Sprigionato”, realizzato con il carcere di Voghera e l’Associazione Terre di Mezzo, coinvolge detenuti e studenti in una vendemmia simbolica, dove il lavoro diventa riscatto e il vino strumento di libertà.
Lo stile Monsupello
Otto spumanti Metodo Classico e una linea di vini fermi raccontano oggi la coerenza stilistica di Monsupello: eleganza, equilibrio, riconoscibilità. Ogni etichetta è un racconto di territorio, una sintesi di luce e precisione. Noi abbiamo degustato Blanc de Noirs Oltrepò Pavese DOCG Pinot Nero Metodo Classico Extra Brut. Di seguito le nostre impressioni.
Blanc de Noirs Oltrepò Pavese DOCG Pinot Nero Metodo Classico Extra Brut

Note di degustazione
Esame visivo: giallo paglierino luminoso, vivacizzato da vigoroso perlage.
Esame olfattivo: grande intensità olfattiva, caratterizzata da ricordi di fiori bianchi e biancospino, frutta secca e crosta di pane.
Esame gusto-olfattivo: l’ingresso in bocca è gradevole e richiama i sentori floreali e tostati. Il sorso sapido, equilibrato nell’apporto carbonico, amplifica l’idea di un prodotto di buona qualità gusto-olfattiva e generosa persistenza.
Abbinamento: ottimo con antipasti di pesce, cruditè di pesce.
Con il nuovo Blanc de Noirs e il film Future is our Heritage, Monsupello apre un nuovo capitolo della propria storia, unendo arte, famiglia e visione in un’unica promessa: custodire il passato guardando al futuro.

