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Emilia Trattoria Bolognese: l’eccellenza della cucina emiliana in Brianza

Dalle tagliatelle al ragù alle lasagne: Emilia Trattoria Bolognese porta a Seregno i grandi classici dell’Emilia-Romagna                      

Pasta fresca tirata ogni giorno, ragù preparato con cotture lente e piatti che raccontano una delle tradizioni gastronomiche più amate d’Italia. Aperta a maggio 2024, Emilia Trattoria Bolognese rappresenta un indirizzo ideale per chi desidera ritrovare in Brianza i sapori autentici dell’Emilia-Romagna, attraverso una cucina fedele alle ricette originali e valorizzata da ingredienti accuratamente selezionati. Il ristorante dispone di circa 60 coperti nella sala interna e di un ampio dehor esterno da circa 100 posti, particolarmente apprezzato durante la stagione estiva.

Il fulcro della proposta è la pasta fresca fatta in casa, lavorata quotidianamente e protagonista di alcune delle preparazioni più iconiche del menù. Le tagliatelle al ragù, ricche e avvolgenti, e le lasagne, generose e stratificate, rappresentano due capisaldi della tradizione bolognese eseguiti con rigore e attenzione. Tra i secondi spicca la cotoletta alla bolognese, piatto sostanzioso e appagante, mentre tra le proposte più apprezzate si distinguono anche le Ruote alla Vodka: un omaggio ai sapori degli anni ’80 che ha saputo conquistare rapidamente il pubblico, diventando uno dei piatti più richiesti. Il percorso gastronomico si apre con antipasti che evocano immediatamente la convivialità emiliana: salumi misti e tortellini fritti, perfetti da condividere e ideali per introdurre il pasto. A chiudere, il gelato fiordilatte preparato espresso, realizzato al momento per garantire una texture cremosa e una freschezza immediata.

Accanto alla proposta serale, Emilia Trattoria Bolognese dedica particolare attenzione anche al pranzo, con una formula business pensata per chi lavora o frequenta la zona. Dal lunedì al venerdì, dalle 12:00 alle 14:30, è possibile scegliere tra primo piatto, secondo con contorno oppure un menù completo con primo, secondo e contorno. La formula include acqua, pane e caffè, con la possibilità di aggiungere il dolce del giorno, mantenendo inalterata la qualità della cucina espressa.

La selezione delle materie prime rappresenta un ulteriore elemento distintivo del progetto: dalle uova di Le Selvagge al latte della Centrale del Latte di Cesena, fino alle farine Petra, ogni ingrediente è scelto con cura per garantire autenticità e resa in cucina. La carta dei vini accompagna coerentemente la proposta gastronomica, con etichette provenienti da realtà come Ceci Otello, G.D. Vajra e Andreola.

La degustazione

Noi abbiamo provato alcuni piatti del locale che raccontano l’Emilia con qualche raffinata incursione milanese, costruiti con l’obiettivo preciso di evocare memoria, convivialità e quella sensazione di casa che solo certe ricette sanno restituire. È una proposta che si muove tra tradizione codificata e piccoli accenti contemporanei, mantenendo sempre al centro la materia prima di elevato livello qualitativo e la riconoscibilità dei sapori. Di seguito le nostre impressioni.

Antipasti: il rito della condivisione

Si parte con un grande classico: tagliere di salumi e gnocco fritto. Qui non c’è bisogno di reinventare nulla. Il valore sta nella selezione: salumi emiliani di qualità, serviti con gnocco fritto dorato, gonfio e fragrante, ancora caldo. È il piatto che detta il ritmo della tavola, quello che invita a rallentare e condividere, tra gesti semplici e sapori netti.

Primi: tradizione e identità territoriale

Le tagliatelle fresche alla bolognese rappresentano il canone: pasta all’uovo ruvida, capace di trattenere un ragù profondo e stratificato. È il simbolo della cucina italiana nel mondo, ma qui torna alla sua dimensione più autentica, senza concessioni.

Accanto, le tagliatelle al cuore di Milano introducono una variazione elegante: crema allo zafferano e fondo di vitello. Un richiamo diretto alla tradizione lombarda, con una costruzione più morbida e avvolgente, dove la speziatura dello zafferano dialoga con la struttura della carne.

Secondi: sostanza e memoria

La cotoletta alla bolognese è un esercizio di golosità controllata: 400 grammi di carne lavorata con burro chiarificato, prosciutto crudo di Parma e Parmigiano. È un piatto opulento ma equilibrato, che gioca su succulenza, sapidità e croccantezza. Una ricetta che, più che raccontare un territorio, racconta un’emozione precisa: quella di casa. A completare, il purè di patate al tartufo. Cremoso, raffinato, con una componente aromatica che eleva il contorno a elemento centrale del piatto. Non un semplice accompagnamento, ma parte integrante dell’esperienza gustativa.

In abbinamento, Emilia Lambrusco Rosso Frizzante IGT “Otello NerodiLambrusco” di Cantine Ceci. Rosso rubino dai riflessi violacei. La fragranza del bouquet si compone di fragole, lamponi e mora di rovo. Il sorso, fresco e lievemente tannico, regala un finale fruttato.

Dolci e chiusura: il comfort finale

Il finale è affidato a un intramontabile: il tiramisù. Servito in un bicchiere, punta tutto su equilibrio e freschezza, senza eccessi zuccherini o strutture pesanti.

A chiudere, una selezione di digestivi che strizza l’occhio alla convivialità: limoncello, meloncello e un amaro della casa che rappresenta il giusto mix tra Amaro del Capo e Braulio. Una conclusione coerente, che prolunga il racconto gastronomico fino all’ultimo sorso.

Un indirizzo che si distingue per una cucina generosa, profondamente radicata nella tradizione e capace di offrire un’esperienza gastronomica di qualità in un contesto informale e accogliente.

Per informazioni

www.emiliatrattoria.it

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Carlo Bellino