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Da Berti, Milano: il giardino segreto dove la città rallenta

A Milano, nei pressi di Porta Nuova, Da Berti rinnova la sua proposta per l’estate 2026: protagonista la griglia    

A Milano la transizione è spesso immediata: vetro, acciaio, velocità. Poi, a pochi passi dai grattacieli di Porta Nuova, la città cambia frequenza. Da Berti è un’eccezione urbana: un ristorante storico che non si limita a sopravvivere al tempo, ma lo piega alla propria grammatica. Qui la Milano contemporanea si dissolve lentamente in una dimensione più antica, fatta di legno, luce calda e tavole che invitano alla sosta. Nato nell’800 come stazione di posta con locanda, il locale è da sempre un osservatorio privilegiato della città. Oggi, sotto la guida dei fratelli Dante e Giuseppe Di Paolo — già dietro A’ Riccione — Da Berti entra in una nuova stagione senza rinnegare la propria identità.

Un restauro che lavora per sottrazione

Cozy restaurant dining room with round tables covered in white cloths set with glasses and cutlery, wood-paneled walls.

Il progetto di rinnovamento ha scelto una strada precisa: non aggiungere, ma rivelare. Le sale interne — Domus, 1866, Imperiale, Affresco — conservano un’impronta storica, ma filtrata attraverso un’eleganza più essenziale, quasi cinematografica. Boiserie, volumi pieni, luce morbida: tutto contribuisce a costruire un’idea di ospitalità che non rincorre la spettacolarità, ma la misura. E poi l’esterno. Dove Milano, improvvisamente, si allarga.

Il giardino: una parentesi verde nel centro della città

Outdoor garden cafe with green wrought-iron chairs and round tables under a leafy canopy, glassware set on tables the scene ready for guests.

Sotto un magnifico glicine centenario – da solo vale la visita al locale -, il giardino di Da Berti è uno dei luoghi più sorprendenti della ristorazione milanese. Non è solo un semplice spazio all’aperto, ma è un dispositivo di sospensione. Il rumore della città si attenua, il servizio rallenta, la percezione del tempo cambia. Con oltre cento coperti sotto il pergolato, è una delle più ampie e rare oasi urbane della città. In estate diventa la vera anima del ristorante.

La brace come linguaggio

La stagione calda porta con sé un gesto preciso: il fuoco. La griglia è il centro della proposta estiva firmata da Simone Ranucci. Non una tecnica decorativa, ma una dichiarazione di identità gastronomica. La carne è protagonista assoluta, in una selezione che attraversa geografie e stili: Black Angus australiano, Rubia Gallega, Fassona piemontese, Marchigiana, Angus argentino, fino al Wagyu. La cottura alla brace restituisce essenzialità e struttura, riducendo il piatto alla sua sostanza primaria.

Milano nel piatto

Accanto alla brace, Da Berti continua a raccontare la cucina milanese con precisione quasi archeologica. Il Risotto alla milanese, l’Ossobuco, la Cassoeula, la Costoletta e il risotto al salto non vengono reinterpretati: vengono rispettati. È una cucina che non cerca la rottura, ma la continuità, e che trova nella materia prima la sua forma più moderna.

L’estate, in chiave gastronomica

Il menù stagionale introduce una scrittura più leggera, pensata per il dehors e per una convivialità meno strutturata. Il Roast Beef con rucola e caprino alle erbe, il Pan de Cristal con pastrami e senape, gli Agnolotti con zucchine trombetta e fiori di zucca, i Ravioli di ricotta e limone in salsa all’amatriciana: piatti che lavorano sulla freschezza senza perdere densità. Una cucina che si muove tra comfort e precisione.

Una cantina nascosta nella pietra

Rustic underground wine cellar with brick arched ceiling, a long wooden table, and shelves of bottled wine along the walls.

Sotto il ristorante, nelle mura storiche, si apre uno degli spazi più discreti e affascinanti della casa: la cantina. Oltre 800 etichette costruiscono una geografia del vino che attraversa l’Italia e le principali regioni internazionali. Molto più di un semplice archivio, una stanza di relazione tra cucina e territorio.

La degustazione

Noi abbiamo provato diverse portate à la carte. Di seguito le nostre impressioni.

Antipasti

Top-left collage: mixed cured meats and vegetables, top-right plate with breaded croquettes, bottom-left green herb dip with several croquettes, bottom-right skewered grilled meat.

Gli Arrosticini Abruzzesi portano in tavola tutta la forza della tradizione pastorale, con il loro profilo rustico e la cottura essenziale che esalta la succulenza della carne. Accanto, i Mondeghili con salsa verde omaggiano la cucina milanese più autentica: polpette morbide e saporite, alleggerite dalla freschezza erbacea della salsa. Il riso saltato introduce una dimensione più dinamica e immediata, mentre la giardiniera aggiunge acidità e croccantezza, pulendo il palato e preparando alle successive intensità. Il Tagliere di “Berti” è un autentico spettacolo: Culatello di Zibello, Mariola di Salame, speck affumicato, coppa, pancetta cotta e lardo di Patanegra. Una sequenza di grassi nobili e speziature delicate, bilanciata dalla giardiniera di verdure, che ne riequilibra la struttura con freschezza e verticalità.

Primi

Ravioli in tomato sauce topped with grated cheese on a green plate.

I Ravioli di ricotta e limone in salsa all’amatriciana mettono in dialogo due mondi: la delicatezza agrumata del ripieno incontra la profondità sapida della salsa, in una tensione gustativa continua ma armonica. A nostro avviso un must del locale.

Tagliatelle in creamy green pesto with asparagus, parmesan, crispy bacon, and fried onions on a white plate.

I Tagliolini con crema di zucchine trombetta, fiori di zucca, culatello croccante e ricotta salata costruiscono, invece, una progressione più vegetale e stratificata, dove dolcezza, sapidità e croccantezza si alternano con precisione quasi architettonica.

Secondo

Sliced medium-rare roast beef on a large platter with roasted potatoes, two small dipping sauces, and carrot garnishes on top, set at a dining table.

Il Filetto alla brace con patate novelle al forno rappresenta la sintesi del menù: cottura diretta, materia prima protagonista e accompagnamento sobrio. La carne mantiene succosità e intensità, mentre le patate aggiungono una componente morbida e terrosa. La carne è decisamente il punto forte del locale.

Dessert: chiusura tra comfort e freschezza

Layered dessert in a glass cup with cocoa powder on top, served on a dark napkin atop a white plate outdoors.

Il tiramisù classico è un ritorno alla tradizione più rassicurante, con il suo equilibrio tra crema, caffè e cacao.

Two pale green ice cream scoops in a white bowl atop a decorative pale plate outdoors on a woven placemat.

Il sorbetto alla mela verde con Calvados chiude, invece, su una nota più vivace e aromatica, giocata su acidità, freschezza e una lieve scia alcolica che accompagna la conclusione del percorso.

Una Milano diversa, possibile

Da Berti non è un’operazione nostalgia, né un esercizio di stile contemporaneo. È un equilibrio raro tra continuità e trasformazione. In una città che cambia velocemente, rappresenta una forma di resistenza elegante: quella del tempo condiviso, del servizio che non corre, della tavola come spazio centrale dell’esperienza urbana. E soprattutto, d’estate, di un giardino che sembra non appartenere più alla città — pur essendone perfettamente all’interno.

Un servizio impeccabile e molto attento, con personale molto gentile e col sorriso sempre sulle labbra, testimonia l’eccellente gestione da parte dei proprietari, attenti in particolare al benessere dei propri collaboratori: non è una cosa comune in una città metropolitana.

Per informazioni

DA BERTI

Via F. Algarotti, 22 Milano

Tel. +39 02 6694627

info@daberti.it

https://www.daberti.it/

@daberti.milano

@ Da’Berti

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Carlo Bellino