Wine Experience

Cantina De Vigili: quando il Teroldego riscrive il proprio futuro

Tradizione, ricerca, innovazione e visione: il Teroldego che rompe gli schemi e conquista il mondo delle bollicine

Nella viticoltura italiana sono sempre più numerosi i giovani produttori che scelgono di non limitarsi a custodire un’eredità familiare, ma reinterpretarla. Non si tratta di rompere con il passato, quanto piuttosto di rileggerlo attraverso una sensibilità contemporanea, capace di coniugare identità territoriale, sostenibilità e sperimentazione, introducendo nuovi concept che talvolta rivoluzionano il mondo del vino. È una generazione che non teme di mettere in discussione modelli consolidati, persino all’interno della propria famiglia, per inseguire una visione personale del vino. Una tendenza che attraversa molte regioni italiane e che trova nella Piana Rotaliana uno dei suoi esempi più interessanti: la Cantina De Vigili.

La Piana Rotaliana, la patria del Teroldego

Situata a nord di Trento, tra Mezzolombardo e Mezzocorona, la Piana Rotaliana, una conca alluvionale modellata nei secoli dal torrente Noce, è da sempre considerata la culla storica del più importante vitigno autoctono a bacca rossa del Trentino: il Teroldego. Le forti escursioni termiche, i suoli ricchi di scheletro e la particolare ventilazione creano condizioni ideali per vini capaci di unire struttura, freschezza e profondità aromatica. Un territorio piccolo, ma dalla personalità straordinaria, che negli ultimi anni sta vivendo una nuova stagione grazie a una generazione di vignaioli intenzionata a valorizzarne le sfumature più autentiche. È in questo contesto che s’inserisce la storia di Francesco De Vigili, giovane avvocato appartenente ad una famiglia di viticoltori da generazioni, che all’età di 23 anni ha deciso di inseguire i propri sogni, diventando produttore di vino.

La sfida di Francesco De Vigili: tornare alle origini guardando avanti

La storia della famiglia De Vigili affonda le proprie radici nei primi anni dell’Ottocento. Il bisnonno possedeva una piccola cantina che cessò l’attività nel 1939 a causa delle gravi difficoltà economiche legate al periodo delle guerre mondiali. Un reperto conservato nell’antica cantina testimonia come già Ottavio De Vigili marchiasse le botti destinate ai mercati dell’Impero Austro-Ungarico con le proprie iniziali. Un’ interruzione segnò la fine di un’epoca, anche se la memoria di quell’attività è rimasta fortemente presente all’interno della famiglia.

Successivamente la famiglia si dedicò prevalentemente alla coltivazione delle vigne per conferire le uve al Consorzio, di cui il padre di Francesco è stato per diverso tempo Direttore, fino al suo arrivo. Francesco, operando una scelta tutt’altro che scontata, decide di raccogliere il testimone del nonno: nel 2015 decide di riportare il cognome di famiglia sulle etichette, lo fa seguendo una strada diversa da quella immaginata dal padre e più vicina alla tradizione originaria della famiglia. Inizia quasi in punta di piedi, con pochi ettari acquistati in prima persona e una produzione limitata, ma con un’idea molto chiara: costruire una cantina profondamente radicata nel territorio e capace di raccontarlo attraverso vini autentici. Lo fa partendo senza una formazione enologica formale, imparando attraverso l’esperienza diretta in vigna e in cantina guidato da curiosità, disciplina ed un forte legame con il territorio. Quello che poteva sembrare un azzardo si è trasformato in pochi anni in una delle realtà più interessanti della nuova viticoltura trentina, grazie a un approccio che combina rigore tecnico, rispetto della materia prima e desiderio di sperimentare senza tradire l’identità di questa bellissima area vitivinicola.

Una filosofia fatta di rispetto e ricerca

La filosofia aziendale parte da un principio semplice: il vino nasce prima di tutto in vigna. Nei filari, gestiti con grande attenzione all’equilibrio naturale, Francesco cerca di intervenire il meno possibile, favorendo pratiche agronomiche rispettose dell’ambiente e una gestione che valorizzi le peculiarità di ogni parcella. In cantina la parola d’ordine è interpretazione. Nessuna ricetta immutabile, ma scelte che cambiano in funzione dell’annata e delle caratteristiche delle uve. Acciaio, cemento, botti grandi e barrique diventano strumenti da utilizzare con misura, sempre al servizio dell’espressione varietale. L’obiettivo non è costruire vini muscolari o “internazionali”, ma restituire nel bicchiere la voce della Piana Rotaliana. Una filosofia che emerge chiaramente anche nell’esperienza enoturistica della cantina. I vigneti ospitano opere dello scultore trentino Paolo Colombini e diventano una sorta di museo a cielo aperto, dove arte e vino dialogano continuamente.

La grande scommessa: trasformare il Teroldego in bollicina

Se esiste una caratteristica che distingue De Vigili da molte altre aziende del territorio è la volontà di esplorare nuove strade e nuove interpretazioni del Teroldego. Per decenni il vitigno è stato identificato quasi esclusivamente con versioni rosse strutturate e profonde. Francesco De Vigili ha invece scelto di interrogarsi sulle potenzialità ancora inesplorate di questo varietale sperimentandone espressioni differenti, dal rosato fino a letture più contemporanee del vitigno. Accanto al Teroldego, l’azienda ha sviluppato un importante progetto dedicato alle bollicine Metodo Classico, culminato nel Trento Doc ART. Un percorso che testimonia la volontà di ampliare gli orizzonti produttivi della cantina senza perdere il legame con le proprie radici. È proprio questa tensione verso la sperimentazione a rendere De Vigili una delle realtà più dinamiche della zona: la convinzione che anche un vitigno identitario possa essere raccontato con linguaggi diversi, mantenendo intatta la propria anima.

Viaggio tra le etichette più rappresentative della Cantina

Pariamo dalla Linea Contro Corrente, un nome che racconta molto della filosofia aziendale e rappresenta l’espressione più immediata e dinamica del Teroldego De Vigili.

Metodo Classico Contro Corrente Teroldego – Vigneti delle Dolomiti IGT

iMetodo Classico Contro Corrente Teroldego Vigneti delle Dolomiti IGT

Sperimentazione e innovazione animano questo metodo classico, 100% Teroldego in purezza, che viene vinificato in acciaio e punta sulla fragranza del frutto e sulla bevibilità. Eleganti bollicine solcano un manto color oro brillante. Vendemmia anticipata, pressatura a grappolo intero, fermentazione in barrique esauste contribuiscono a conferire note leggermente ossidative e a dar vista ad uno stile personale e identitario. Al naso esibisce un corredo odoroso ampio e complesso: profumi di crosta di pane, agrumi, pompelmo ed erbe di montagna che s’intrecciano con sentori di mela croccante, pera e frutta matura e con leggere sfumature floreali. Ad impreziosire il bouquet cenni di frutta secca con riconoscimenti di nocciole. Il sorso è teso, verticale, di grande precisione, sostenuto da una vibrante sapidità alpina con ritorni di mela cotogna, tipica del vitigno.

Controcorrente Rotaliano Doc 2023

Controcorrente Rotaliano Doc 2023 Vigneti delle Dolomiti IGT De Virgili

Questo rosso moderno ed immediato punta innanzitutto sulla freschezza e sulla bevibilità. Nel calice emergono mora selvatica, lampone e piccoli frutti rossi, accompagnati da una delicata nota speziata. Il sorso è scorrevole, succoso, con tannini morbidi e una piacevole freschezza che invita al secondo bicchiere. Un teroldego fuori dagli schemi che sorprende per la sua versatilità a tavola.

Tonalite Teroldego Rotaliano DOC Riserva 2023

Tonalite Teroldego Rotaliano DOC Riserva 2023 De Virgili

È probabilmente il vino che meglio sintetizza eleganza territoriale e precisione tecnica. Il nome richiama la roccia magmatica formatasi dal lento raffreddamento del magma in profondità nella crosta terrestre che ha contribuito a modellare il paesaggio della Rotaliana. È simile al granito, ma si distingue perché contiene soprattutto plagioclasio e quarzo, mentre è povera di feldspati alcalini. Un omaggio alla composizione del terroir e alla mineralità che conferisce al vino. Il legame tra il vino e l’origine geologica si ritrova idealmente anche nelle righe presenti in etichetta. Il profilo aromatico propone lampone maturo, marasca, ciliegia, viola e spezie fini con leggere sfumature balsamiche. In bocca conquista per equilibrio, profondità e tessitura tannica vellutata, che non rinuncia a profondità e struttura. Un Teroldego raffinato, capace di valorizzare il volto più elegante del vitigno.

Ottavio Teroldego Rotaliano Superiore Riserva 2023

Ottavio Teroldego Rotaliano Superiore Riserva 2023 De Virgili

È l’etichetta simbolo dell’azienda e un omaggio all’antenato che per primo legò il proprio nome al vino di famiglia. In etichetta, il simbolo dell’infinito che sottolinea la continuità tra le diverse generazioni della famiglia e un richiamo al numero otto, espressione di equilibrio e longevità. Nasce dalle migliori selezioni aziendali e da un percorso di affinamento più lungo. Il risultato è un rosso complesso e profondo, caratterizzato da frutti neri maturi, cacao, spezie dolci, tabacco e leggere note balsamiche. Il sorso è ampio, stratificato, con una prospettiva evolutiva importante. Un vino che racconta memoria, territorio e ambizione.

ART Trento Doc

ART Trento Doc De Virgili

Terminiamo con uno Chardonnay Metodo Classico che dimostra come la visione di Francesco De Vigili non si fermi ai confini del Teroldego. Espressione elegante e verticale dello Chardonnay trentino, ART Trento DOC Brut nasce da vigneti situati a circa 750 metri di altitudine e affinato secondo il Metodo Classico. Un elegante e vibrante Trento DOC ottenuto da 100% uve chardonnay coltivate nel rispetto dell’ambiente e della materia prima. Nel calice si presenta di un luminoso giallo paglierino, attraversato da un perlage fine e persistente. Il bouquet, fresco e raffinato, si apre con richiami di agrumi maturi e mela, ai quali si aggiungono delicate note floreali, zenzero candito, camomilla e accenni di gesso che cedono il passo ad una piacevole sfumatura di lievito e crosta di pane. Al palato è teso e sapido, con una bollicina ben integrata e una piacevole freschezza che accompagna un finale pulito e agrumato. Un Trentodoc di grande bevibilità, ideale dall’aperitivo a tutto pasto, particolarmente indicato con antipasti, pesce, crostacei e preparazioni leggere.

Una presentazione che ha conquistato il pubblico del Liberty di Milano

I vini De Vigili sono stati recentemente presentati direttamente dal produttore durante una degustazione al Liberty, occasione che ha permesso di cogliere non soltanto la qualità delle etichette, ma anche la passione che anima il progetto. Dietro ogni bottiglia emerge infatti una storia di determinazione, di recupero delle radici familiari e di fiducia nelle potenzialità della Piana Rotaliana. In un territorio che continua a essere identificato quasi esclusivamente con il Teroldego tradizionale, Francesco De Vigili ha scelto di percorrere una strada personale. Talvolta controcorrente, proprio come uno dei suoi vini più rappresentativi. Ma è spesso da queste scelte coraggiose che nascono le storie più interessanti del vino italiano contemporaneo.

Per informazioni

https://www.devigili.wine/it/