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Suavia: la vera anima del Soave al Vinitaly

Suavia, il Soave nel cuore e nell’anima: storia e vini di una delle eccellenze di questa DOC del Veneto           

Girovagando per gli stand del Vinitaly, ci siamo imbattuti in Suavia, l’azienda biologica che ha lanciato il Soave nell’Olimpo dei Top vini italiani, premiati da Wine Spectator in questa edizione di Opera Wine 2025. Suavia rappresenta uno dei gioielli enoici italiani nonché una delle massime espressioni del Soave, D.O.C. veneta famosa per i suoi vini bianchi freschi e aromatici. L’azienda produce una gamma di vini bianchi di alta qualità, che interpretano in modo eccellente le diverse caratteristiche di questa splendida denominazione.

Due parole sulla D.O.C. Soave

Il Soave viene prodotto principalmente con uve Garganega (70%), con l’aggiunta di un eventuale 30% di Trebbiano di Soave coltivato nella zona collinare a est della città di Verona. La zona del Soave gode di condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli: il clima è mite e ventilato e i terreni, che risalgono a circa 50 milioni di anni fa, in origine erano sommersi dalle acque e occupati da vulcani sottomarini. La composizione del sottosuolo, ricca di basalto e altri minerali come ferro, manganese e zinco, riflette la storia geologica della regione, conferendo ai vini una grande sapidità. Oltre alle spiccate note minerali, i vini appartenenti a questa denominazione si distinguono per la loro aromaticità ed eleganza.

La storia della Cantina Suavia

La storia della Cantina Suavia è strettamente legata a quella della famiglia Tessari, dedita da generazioni alla viticoltura. In origine solo conferitori di uva alla Cantina Sociale, poi nel 1982 Giovanni Tessari e la moglie Rosetta decisero di creare un’azienda dedicata alla produzione di vino in proprio. Un atto di coraggio mosso dalla convinzione dell’enorme potenziale del territorio. Oggi l’azienda rappresenta uno splendido esempio di imprenditoria femminile: a guidarla sono, infatti, le tre figlie Meri, Valentina e Alessandra, che si occupano con passione e competenza della gestione dell’azienda, dalla vigna alle vinificazioni, fino all’imbottigliamento e alla commercializzazione.

Il Soave come scelta distintiva

I 30 ettari di terreno di proprietà della famiglia Tessari si trovano nella parte più alta della collina, nei pressi di Fittà, un piccolo paese di pochi abitanti immerso in una natura spettacolare e incontaminata. Le uve beneficiano dell’altitudine, dei venti freschi provenienti dai Monti Lessini e della particolare composizione del terreno, che varia nel giro di pochi metri, dando origine a vini dalle caratteristiche molto diverse. Lo stretto legame col territorio, e in particolare col Soave, della famiglia Tessari, si evince già dal nome: Suavia era, infatti, l’antico nome di Soave. Una scelta di fedeltà al territorio, ribadita anche dalla decisione di specializzarsi nella produzione solo di vini bianchi, espressione di questa denominazione Soave. Un approccio che ha portato anche a studiare il territorio e la produzione storica di questo tipo di vino.

I Vini di Suavia

L’azienda, che opera in regime biologico certificato dal 2019, propone una serie di diverse etichette, capaci di esprimere in modo molto differente il territorio di appartenenza. Tra i fattori comuni: elevato livello qualitativo, finezza, eleganza e personalità sia olfattiva che gustativa dei vini, unite a sapidità e freschezza, preludio di longevità ed evoluzione nel tempo. Dal punto di vista produttivo, l’azienda ha scelto di vinificare in acciaio, per non coprire le caratteristiche del varietale. Grande attenzione è rivolta, inoltre, alla sostenibilità sia in vigna che in cantina. Per ridurre al minimo i rischi legati al sughero, si è optato per l’uso di tappi a vite “Kelvin”.

Soave Classico 2024 (Garganega 100%)

Soave Classico è un elegante vino bianco garganega in purezza. Le uve, raccolte nella seconda metà di settembre, dopo la pressatura soffice vengono fatte fermentare circa 5 mesi in acciaio. Segue 1 mese di sosta in bottiglia prima della commercializzazione. Nel calice il vino si presenta giallo paglierino, mentre al naso esibisce un bouquet fine e raffinato, con sentori di fiori bianchi d’acacia che fanno da sfondo a note di pesca, agrumi, cenni di nocciola, ricordi di frutta secca e sbuffi minerali. Al palato il sorso è fresco, dinamico, sostenuto da un’intrigante sapidità quasi salina, tipica del vitigno, che invoglia a ritornare all’assaggio. Ideale sia come aperitivo che in abbinamento a piatti leggeri primaverili ed estivi.

Monte Carbonare (Garganega 100%)

Questo nettare color giallo paglierino nasce da uve di oltre 60 anni provenienti da un appezzamento di 7 ettari di terreni di natura vulcanica e argillosa arricchiti da basalto, esposti a nord-est e appartenenti alla UGA più alta. Il colore del suolo è scuro come il carbone (da cui prende ispirazione il nome). L’aria fresca dei monti favorisce lo sviluppo di una bella acidità, che si aggiunge ad una spiccata mineralità. Per dare maggiore rotondità, viene fatto un affinamento in bottiglia di un anno. Complesso, intenso e inebriante, strega il naso con le sue delicate note floreali, di agrumi, frutta esotica, fiori di campo ed erbe di montagna, che fanno da sfondo a tocchi sulfurei e fumé. Al sorso è sapido, verticale, diretto, anche se ben bilanciato. La caratterizzante mineralità sfuma in modo armonioso in una vibrante acidità. Epilogo lungo e persistente.

Massifitti: Bianco Veronese IGT (100% Trebbiano di Soave)

Questo vino bianco monovitigno, Trebbiano di Soave in purezza, si inserisce tra i progetti in corso dedicati alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e dell’identità del territorio. Frutto di una collaborazione tra l’università e i custodi della tradizione viticola locale, questo vino mira a recuperare un’antica eccellenza e a far riscoprire la vera origine del Soave. Paradossalmente, questo vino, espressione autentica di un vitigno storico del Soave, soppiantato nel corso degli anni dalla più generosa Garganega, non può attualmente fregiarsi della sua denominazione, in attesa di una revisione normativa. Le uve con cui viene prodotto crescono su una superficie di circa 2 ettari di basalto esposta a sud a un’altitudine di 300 metri, dove sono stati impiantati cloni di vecchie vigne. Dal ventaglio olfattivo caratterizzato da effluvi di spezie dolci, percezioni marine e tocchi minerali, al palato si presenta nitido, verticale, diretto, sorretto da vivace acidità e da un’elegante struttura, ben integrata all’interno di una piacevole matrice sapida.

Il progetto “I Luoghi”: le diverse sfumature del Soave

Per toccare le diverse espressioni del Soave, Suavia ha lanciato il progetto “I Luoghi”: tre vini speciali, ottenuti da tre piccole vinificazioni, tutti Garganega in purezza, prodotti in modo identico, ma provenienti da tre cru differenti. Tre vini identitari del territorio a produzione limitata, vendibili solo insieme all’interno di un cofanetto. Una vera e propria esperienza per i wine lover che va ben oltre la semplice degustazione.

Fittà: questo vino nasce da un piccolo terreno esposto in parte a sud e a est, situato nei pressi dell’azienda ad un’altitudine di 255 metri s.l.m. con pendenze che variano dal 15% al 45%. Qui la composizione del terreno prevalentemente argillosa conferisce al suolo una tessitura compatta. Il risultato è un bianco dal colore dorato tenue, che al naso svela un bouquet dominato dalla frutta bianca, impreziosito da accenti di frutta tropicale e riconoscimenti vegetali. In bocca, la sua mineralità vibrante emerge subito, dando vita ad un sorso ricco e coinvolgente.

Castellaro risulta nel calice più verticale e deciso. Il piccolo vigneto da cui provengono le uve è adagiato sul Monte Castellaro, che dà il nome alla bottiglia e gode di un panorama mozzafiato. Il paesaggio si contraddistingue per la presenza di roccia madre che imprime la sua forte identità al terreno, ricco di scheletro, basalto e sostanze minerali. Il vino che ne deriva condivide una tonalità simile al precedente, ma al naso i profumi sono più delicati e dolci, arricchiti da note speziate di pepe bianco e soffi di gelsomino. L’acidità, pur presente, si presenta in modo armonioso, regalando un sorso teso, dinamico, con ritorni salini.

Tremenalto: questo assaggio ci porta su un suolo di origine vulcanica, dalle origini più antiche, dove la terra, ricca di minerali e basalto, si colora di sfumature rossastre. Questo vino, dal manto giallo vivace, nella sua evoluzione gustativa regala un finale più morbido e avvolgente. Al naso spiccano nette sensazioni di marmellata di mela cotogna, fiori d’arancio e frutta candita. Il sorso è caldo, ricco, ampio e rotondo.

Quest’azienda rappresenta nel panorama enoico italiano un vero e proprio gioiello, nitida ed eccellente espressione della vera anima del Soave.

Per informazioni

https://www.suavia.it/