Soul Restaurant a Legnano: un ristorante gourmet con l’anima
Un ristorante di fine dining a Legnano, fondato da due giovani talenti, dove cibo e vino si trasformano in emozione
A pochi chilometri da Milano, nel cuore di Legnano in via Goito 9, si trova il Soul Restaurant, un luogo dove cibo e vino diventano l’occasione per vivere entusiasmanti ed eclettiche esperienze gastronomiche, che invitano a scoprire nuovi orizzonti del gusto.
All’esterno il ristorante fondato da Fabio Mecchina e Gloria Marchesoni, giovane e talentuoso chef lui e competente sommelier lei, può sembrare quasi anonimo, ma basta varcare la soglia per essere trasportati in un mondo vibrante di colori ed energia, dove la passione dei due giovani titolari diventa contagiosa e tangibile in ogni dettaglio.
Inaugurato nel 2018, questo tempio del gusto si distingue per la sua proposta gastronomica innovativa, che esalta ingredienti di alta qualità, puntando su rivisitazioni creative della tradizione in stile fusion, arricchite da abbinamenti non convenzionali, sempre elegantemente bilanciati.
Eleganza minimal tra pareti color ottanio e bianco candido

Arredi e allestimenti sono moderni e si ispirano ad un concept di sobria e raffinata eleganza. I graziosi quadri in resina di Cristina Artuso aggiungono un tocco artistico al locale. La presenza di libri, bicchieri di vario tipo e bottiglie esposte in bella vista crea un’atmosfera familiare, facendo sentire l’ospite a proprio agio, proprio come casa.
A conferire un carattere inconfondibile all’ambiente contribuiscono le cromie molto particolari, le poltroncine bicolore, gli oggetti artigianali e di design.
Nelle due piccole sale il contrasto tra bianco candido e ottanio, un colore acceso e sgargiante ottenuto dal mix tra verde e turchese oggi molto di moda, crea un armonioso impatto visivo denso di luce e colore. Questa bellissima sfumatura dell’azzurro, in particolare, evoca il ricordo delle vacanze e del mare, contribuendo a creare un’atmosfera spensierata, allegra ed accogliente, che trasmette un senso di relax e predispone la mente al viaggio culinario che sta per incominciare.
Una coppia di giovani imprenditori con competenze che si completano uniti da un sogno comune

Il Soul Restaurant interpreta in modo perfetto l’obiettivo dei due titolari: aprire un locale di fine dining dallo stile internazionale, dove proporre una cucina contemporanea. Un luogo in grado di valorizzare le competenze di ciascuno per deliziare i propri commensali.
Fabio Mecchina, chef originario di Busto Arsizio, ha maturato una significativa esperienza sia in Italia che all’estero, soprattutto a Londra, dove ha lavorato in ristoranti stellati come Rhodes 24, Fat Duck di Heston Blumenthal, Pétrus di Gordon Ramsay, The Greenhouse e The Connaught di Hélène Darroze. Da poco è entrato a far parte dei JRE-Jeunes Restaurateurs, associazione che riunisce giovani chef particolarmente dotati presieduta dallo chef Daniel Canzian.
Gloria Marchesoni, che si occupa del vino e del servizio, ha fatto esperienza al St. Hubertus di Norbert Niederkofler e Villa Feltrinelli, poi dal Trentino è volata prima in Australia e poi a Londra per perfezionandosi al The Greenhouse e Five Fields. Diplomata AIS, ha iniziato a frequentare anche i corsi di WSET livello 3 e il Master dell’accademia di Master di Blumenthal. Gloria è una profonda conoscitrice del mondo del vino sia italiano che internazionale ed ha un vero e proprio talento sia come wine-scouting che nel consigliare il calice più adeguato ad ogni portata.
Galeotto per i due giovani fu l’incontro al The Greenhouse, dove entrambi hanno lavorato, che ha trasformato il loro rapporto professionale in unione nella vita, facendo crescere il desiderio di tornare in Italia e dar vita a questo progetto comune.
La filosofia del ristorante
La cucina dello chef Fabio Mecchina celebra un concetto di raffinata creatività, che coniuga tradizione, innovazione, e contaminazioni culinarie, unendo mare e monti, Italia e paesi lontani. Una fusione audace che dà vita a piatti che non solo rispettano la cucina tipica mediterranea, ma la arricchiscono con influenze globali, rompendo gli schemi e accompagnando l’ospite in un viaggio sensoriale attraverso sapori e aromi nuovi e familiari al tempo stesso.
Ogni piatto racconta una storia che intreccia sapientemente ingredienti esotici e prodotti genuini, tipici delle diverse regioni italiani. Accade così che materie prime stravaganti come il tamarindo, il rabarbaro e lo yuzu – un agrume originario della Cina spesso utilizzato in Giappone e Corea – vengano accostati a cibi tipici della nostra cucina, come i pomodori, le barbabietole o le fave, spesso presenti sulle tavole degli italiani.
A rendere la proposta più sofisticata contribuisce, inoltre, l’impiego di prelibatezze sia di mare, come i cannolicchi, l’astice e i ricci, che di terra, come il piccione, piatto iconico dell’alta cucina francese, sempre armoniosamente integrati all’interno della ricetta. Le preparazioni vengono, inoltre, impreziosite con prodotti inusuali e ricercati, spesso provenienti dall’oriente, come lo shizo, una pianta aromatica di origine orientale simile al basilico per l’aspetto, ma unica per il suo profumo e sapore.
Combinazioni fuori dagli schemi, sempre ben calmierate e bilanciate nel gusto, che portano anche a dare nuova vita agli ingredienti, usati anche in modo diverso dal consueto. È ciò che succede, per esempio, con il grue di cacao, solitamente appannaggio della pasticceria, sposato con il salato nel “pomodoro arrostito con cannolicchi, tamarindo, origano e grue di cacao”, innaffiato con acqua di pomodoro.
Particolare importanza viene data alla sostenibilità, con una grande attenzione per la selezione di prodotti freschi e di stagione, e alla riduzione degli sprechi. Spesso le verdure dell’orto svolgono un ruolo fondamentale all’interno del piatto, tanto che su richiesta è possibile rendere il menù anche solo vegetariano.
Ciò che sorprende è la capacità dello chef di valorizzare anche ortaggi, spesso considerati nell’immaginario collettivo poco invitanti e relegati al ruolo di semplice contorno, rendendoli protagonisti di una narrazione originale, che offre esperienze di gusto inaspettate. Il cavolfiore, ad esempio, proposto come finger food nel Benvenuto dello chef all’interno di una tartelletta condita con burro alle noci accompagnato dai gherigli di questa gustosa frutta secca , si trasforma in una sorprendente e squisita leccornia.
Al Soul Restaurant il menù varia stagionalmente per garantire freschezza e autenticità. Ogni piatto è una scoperta sensoriale pensata per sorprendere e deliziare anche i palati più esigenti.
Un intrigante gioco tra sapori, diversi strati e consistenze, che si alternano e si completano aprendo le porte ad un crescendo di sensazioni diverse, che variano durante l’assaggio e che il giusto abbinamento cibo-vino contribuisce ad amplificare.
Il menù è stato affinato nel tempo a seconda dei gusti dei clienti, sempre ascoltati con molta attenzione.
Il Giappone, dove i titolari hanno recentemente fatto un viaggio, rappresenta la fonte di ispirazione di svariati piatti di questo nuovo menù estivo. A rendere ancora più sfiziose alcune pietanze concorrono anche salse rubate dalla cucina nipponica, come la teriyaki e la ponzu, che insaporiscono aggiungendo profondità e complessità ai sapori.
Particolare importanza viene data anche alla mise en place, sempre accattivante ed impeccabile, ed al servizio, affabile e professionale oltre che attento al cliente.
La Cantina: un mondo tutto da scoprire con alcune chicche poco note

Uno dei punti di forza del Soul Restaurant è sicuramente la Cantina e l’abbinamento cibo-vino, curato direttamente da Gloria, sempre molto attenta nel selezionare l’etichetta più adatta ad ogni portata.
Così come il menù, anche la scelta dei vini è frutto di un lavoro di continua ricerca rivolta all’individuazione di autentiche chicche, capaci di regalare un’esperienza unica, dinamica e non scontata.
In carta si trovano, infatti, le bottiglie delle più conosciute Cantine italiane, Champagne ed altri brand francesi, ma anche etichette insolite, spesso persino numerate e rare, espressione di vignaioli emergenti o piccoli produttori selezionati in Italia e nel mondo, che si distinguono per l’alto livello qualitativo.
Prodotti di nicchia, difficili da trovare in giro, eccellenti ambasciatori del proprio territorio, che celebrano vitigni autoctoni o blend sperimentali.
Tra le rarità presenti nella Carta dei vini ci ha colpito Flow, il primo temporary Wine di AM Project di Andrea Moser, un vino toscano composto da Trebbiano, Malvasia Bianca, Cannaiolo, Vermentino e una piccola quantità di altre varietà, prodotto da vigne vecchie di oltre 80 anni abbandonate e posizionate ad un’altitudine di 450 metri.
Un vino dalle caratteristiche uniche ed irripetibili, frutto di una sperimentazione che varia di anno in anno. Un’opportunità unica per gli appassionati del nettare di Bacco di degustare vini al di fuori dei soliti percorsi tornando a casa molto soddisfatti.
La proposta gastronomica: due percorsi di degustazione e menù à la carte
Il ristorante offre diversi tipi di menù, da pasti gustosi e leggeri a piatti tradizionali e proposte inconsuete, tutte pensate per garantire un’esperienza di gusto indimenticabile.
Due i percorsi di degustazione, entrambi con prezzi decisamente ragionevoli, il Soul Experience ( 70 € per 7 portate, che arriva a 100 € col pairing) e il menù Soul Essence, che prevede menù più ricchi al prezzo di 120 e 140 €. Inoltre, è possibile scegliere tra le varie portate alla carta, con la possibilità di adattare il menù alle esigenze dei clienti vegetariani, trasformando il contorno in main course.
Cosa mangiare al Soul Restaurant: i piatti da non perdere del nuovo menù estivo
Il Soul Restaurant di Legnano offre un’avventura culinaria che trasporta i suoi ospiti in un viaggio sensoriale che va oltre i confini. Tecniche di preparazioni, ingredienti esotici o ispirati ad altre culture e tradizioni gastronomiche diventano lo spunto per un appassionante gioco di sapori e consistenze.
Ogni piatto ha una sua anima ed è frutto di studio e passione per rendere l’esperienza culinaria dei propri commensali ogni volta diversa e appassionante. Si parte dalla selezione delle primizie e delle migliori materie prime, per proseguire con la ricerca degli accostamenti più armonici ed azzeccati, con particolare attenzione per l’abbinamento cibo-vino, spesso una vera sfida anche nei ristoranti stellati.
Qui di seguito il menù di degustazione e i piatti assolutamente da non perdere.
Amuse Bouche: un benvenuto capace di trasformare il cavolfiore in una leccornia

Il viaggio per scoprire l’anima di questo ristorante inizia col Benvenuto dello Chef, una serie di tre diversi finger food: tartelletta di cavolfiore caramellato con burro di nocciola, bigné salato ripieno di calamari con crema al basilico e foie gras glassato al lampone. Tre stuzzichini mignon, pensati per essere mangiati con le mani, originali e ricchi di gusto, che esprimono perfettamente lo spirito del locale: un luogo dove assaggiare qualcosa di particolare e farsi stupire. In abbinamento uno spumante metodo classico rosè di un piccolo produttore del Trentodoc “Maso Alesiera”, Brut Nature Riserva, Cantina Le Vide 2016.
Il pane fatto in casa, leggero e fragrante, proposto in diverse varianti

Il pane, rigorosamente fatto in casa, si declina in diverse varianti tutte molto gustose. Ideali per stuzzicare l’appetito, i croccanti grissini artigianali alle erbe o la schiaccia di cipolla. Eccellente anche la brioche sfogliata alle erbe o la focaccia al rosmarino da gustare insieme a dell’olio toscano.
Pomodoro arrostito con cannolicchi, tamarindo, origano e grue di cacao

Tra gli antipasti più interessanti di questo nuovo menù estivo spicca il pomodoro arrostito con cannolicchi, tamarindo, origano e grue di cacao, completato da acqua di pomodoro. Un piatto che celebra uno dei prodotti più tipici della tradizione italiana, proposto in diverse consistenze. Una variante elaborata, inedita e ricercata di questo ortaggio spesso presente sulle tavole degli italiani durante il periodo estivo, molto ricca di gusto e aromaticità, che lo chef impreziosisce tramite abbinamenti originali ed ingredienti prelibati ed esotici. A dare un tocco di raffinata eleganza l’acqua di pomodoro. In abbinamento, Cerasuolo d’Abruzzo Fosso Concelli Azienda Ciavolich 2021.
Polpo con cavolo, cipolla rossa, shiso e ponzu

Il viaggio tra occidente ed oriente continua col polpo con cavolo, cipolla rossa, shiso e ponzu, senza dubbio uno dei must del locale, una sinfonia di sapori e consistenze ben integrati che riassume in modo superlativo l’alternanza tra cucina mediterranea e sapori internazionali. Il tentacolo di polpo viene prima cotto a bassa temperatura e poi passato alla brace in BBQ, per infondere quella giusta alternanza tra croccantezza e morbidezza. Ad intensificare l’esperienza gustativa sopraggiungono delicati cenni affumicati, che si combinano perfettamente con le note di agrodolce date dal cavolo e dalla cipolla rossa, con lo shiso a dare un tocco vagamente erbaceo. In abbinamento, il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore “Insieme” Cantina Terra Libera 2023.
Astice, zucchine, finferli e basilico

Un piatto che conquista già per il suo aspetto ed il profumo. Un altro capolavoro del locale, ricco di gusto, che si sposa perfettamente con l’eccellente Vermentino Poggio Paterno Colli di Luni DOC Azienda Monticello 2022.
Risotto con ricotta, ortica, salmerino e ibisco

Tra i primi piatti, il risotto con ricotta, ortica, salmerino e ibisco omaggia la cucina contadina e gli ingredienti di stagione, proponendo un interessante mix di aromaticità e sensazioni dolci, col salmerino, pesce tipico che vive nei torrenti del Trentino e dell’Alto Adige, a dare sapidità. In abbinamento Pinot Bianco Quintessenz Alto Adige DOC Cantina di Caldaro.
Fettuccine con seppie, salsa di ricci e yuzu

Le fettuccine con seppie, salsa di ricci e yuzu offrono una versione della pasta con i ricci decisamente inedita, resa particolare soprattutto grazie all’abbinamento tra ingredienti marini e agrumi orientali. Un piatto che stempera la forte personalità del riccio, rendendolo appetitoso anche per coloro che non amano particolarmente il sapore di questi prelibati frutti di mare, per porre maggiormente l’accento sulle note fresche e citrine.
Anguilla con rabarbaro, barbabietola rossa e salsa teriyaki e il piccione d’Anjou con fave, ciliegie, verbena, noci di macadamia e miso

Questo viaggio alla scoperta del mondo e delle sue diverse sfaccettature tra tradizione e contaminazioni continua con i secondi, anguilla con rabarbaro, barbabietola rossa e salsa teriyaki e il piccione d’Anjou con fave, ciliegie, verbena, noci di macadamia e miso. Due piatti intriganti e complessi che celebrano la grande maestria dello Chef e raccontano il suo grande lavoro di ricerca delle materie prime e degli accostamenti.

In particolare, abbiamo particolarmente apprezzato l’anguilla, che combina in modo equilibrato sapori terrosi e dolci creando un contrasto invitante e sofisticato. Un piatto ricco di contrasti che si completano in modo armonico. All’assaggio il palato è conquistato dalla consistenza morbida e succulenta dell’anguilla, che cede il passo alla sensazione di croccantezza della pelle, derivante dalla cottura alla brace. Il gusto ricco ed intenso del pesce apre ad una successione di diverse sensazioni che si avvicendano in modo armonico: la dolcezza della barbabietola e la nota aspra del rabarbaro che pulisce il palato, alla quale subentra la delicata salinità e speziatura della salsa teriyaki, spesso usata per le marinature nella cucina giapponese. Un intrigante equilibrio di sapori e consistente. A ripulire il palato un Valpolicella Superiore Sassella DOCG PG40 Azienda Agricola La Spia 2019.

Dessert
Come pre-dessert, patate dolci, segale, crema allo zafferano e gelato alloro, veramente molto fresco e gradevole. Una vera scoperta anche il dolce finale di Espresso Martini con bavarese al caffè e crumble di cioccolato, che chiude il pasto in modo perfetto, regalando un crescendo di emozioni gustative.
Per informazioni
Soul Restaurant – Via Goito, 9 – Legnano (MI) – Tel. 0331 1528524

