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Modena, terra di autentiche eccellenze del Made in Italy

Prosciutto, aceto balsamico, lambrusco e cooperative vinicole di Modena sono veri e propri ambasciatori del gusto italiano nel mondo        

L’Emilia è una terra che racconta la sua identità attraverso sapori autentici e tradizioni millenarie. Modena (vedi articolo), in particolare, custodisce un patrimonio enogastronomico che è diventato simbolo dell’Italia nel mondo: dal Prosciutto di Modena DOP all’Aceto Balsamico, dal Lambrusco alle storiche cantine cooperative, ogni prodotto porta con sé una storia di territorio, persone e passione.

Prosciutto di Modena DOP: il gusto autentico delle colline emiliane

Il Prosciutto di Modena DOP, tutelato dal Consorzio del Prosciutto di Modena DOP (Direttrice Anna Anceschi), è uno dei simboli più autentici della tradizione gastronomica emiliana. Nasce nella fascia collinare e nelle valli che circondano il bacino del fiume Panaro, un territorio dal microclima unico: scarsa piovosità, brezze costanti e aria pulita rendono l’ambiente ideale per la stagionatura naturale. La sua ricetta è tanto semplice quanto perfetta: coscia di suino di alta qualità e sale, senza alcun additivo. La stagionatura minima di 14 mesi gli dona un gusto inconfondibile: sapido ma mai eccessivamente salato, dolce e intenso, con una fetta dal colore rosso vivo e dal profumo fragrante.

Caratteristica peculiare è l’ampia scopertura in corona, che permette al sale di penetrare in modo uniforme, regalando al prosciutto equilibrio e armonia. Ottimo da affettare a macchina, preferibilmente manuale per non scaldare la fetta, è ideale anche al coltello quando la stagionatura è più lunga. Oltre alla bontà, il Prosciutto di Modena DOP è un alimento naturale, nutriente, facilmente digeribile, bilanciato nel contenuto di proteine, grassi e vitamine: perfetto in ogni dieta. La zona di produzione si estende nelle province di Modena, Bologna e Reggio Emilia, fino a un’altitudine di 900 metri. Un’area che, grazie alla sua tradizione e al sapere artigianale tramandato nei secoli, continua a offrire uno dei salumi più pregiati d’Italia.

L’Aceto Balsamico di Modena IGP: ambasciatore del gusto italiano nel mondo

Con oltre il 93% della produzione destinata all’export e una presenza in più di 130 Paesi, l’Aceto Balsamico di Modena IGP è tra i prodotti agroalimentari italiani più conosciuti e apprezzati a livello globale. Le sue radici affondano nelle terre fertili di Modena e Reggio Emilia, aree vocate alla viticoltura e custodi di una tradizione millenaria che unisce mosto cotto e aceto di vino in un condimento unico al mondo. La sua forza sta nella versatilità: perfetto per arricchire piatti semplici e quotidiani, sorprende nelle creazioni gourmet di chef e appassionati. Dalla goccia sul Parmigiano Reggiano alle marinature di carne e pesce, fino ai dessert, l’Aceto Balsamico di Modena IGP regala sempre un tocco equilibrato di dolcezza e acidità.

Il prodotto può fregiarsi delle diciture “Invecchiato” (oltre 3 anni in legno) e, dal 2025, “Riserva” (oltre 5 anni), con caratteristiche sensoriali più intense e una densità superiore. A tutelarne l’autenticità è il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP (vicepresidente Mariangela Grosoli), fondato nel 1993 e riconosciuto ufficialmente nel 2014. Oggi rappresenta oltre l’83% della produzione certificata, con un impegno costante nella promozione internazionale, vigilanza contro le imitazioni e valorizzazione della cultura del “Balsamico”. I numeri confermano il suo primato: 94 milioni di litri prodotti nel 2024, un valore alla produzione di circa 380 milioni di euro e un giro d’affari al consumo vicino al miliardo. Una filiera che coinvolge 2.400 aziende agricole, 165 produttori di mosto e aceto di vino e 59 acetaie, con oltre 25.000 addetti. Autentico simbolo dell’Emilia e dell’Italia intera, l’Aceto Balsamico di Modena IGP è una storia che unisce passato e futuro, radici locali e vocazione internazionale.

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP: eccellenza unica e rara

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP rappresenta una delle più antiche e preziose tradizioni gastronomiche italiane. Riconosciuto dall’Unione Europea come Denominazione di Origine Protetta dal 17 aprile 2000, è il frutto di un sapere millenario che lega indissolubilmente il territorio modenese alla sua produzione che è estremamente limitata: appena 16.500 litri all’anno, pari a circa 142.000 bottigliette da 100 ml, unico formato ammesso dal disciplinare e disegnato dal celebre Giorgetto Giugiaro. Il valore al consumo è stimato intorno ai 5 milioni di euro, con un prezzo che varia tra i 500 e i 1.000 euro al litro. Numeri che testimoniano la rarità e l’altissimo pregio del prodotto, oggi esportato in oltre 70 Paesi. Le sue origini risalgono all’epoca romana, quando il mosto cotto era già utilizzato come condimento e conservante. Nei secoli, il “Balsamico” è divenuto protagonista delle tavole nobiliari: apprezzato dall’imperatore Enrico III nel 1046, citato nei documenti estensi, donato alle corti europee come bene di lusso. Nel tempo, custodito gelosamente nelle soffitte modenesi, è stato considerato una vera dote familiare e un prezioso rimedio naturale, fino al riconoscimento ufficiale come DOP.

Prodotto esclusivamente nella provincia di Modena, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP nasce da solo mosto d’uva cotto a fuoco diretto e fatto maturare in batterie di botticelle di legni diversi (rovere, castagno, ginepro, ciliegio, gelso). Il processo è lentissimo: servono almeno 12 anni per il prodotto base e 25 per l’“Extravecchio” (capsula oro). A garantirne la qualità, una commissione di assaggiatori che valuta ogni lotto prima dell’imbottigliamento ufficiale. Scuro, denso, profumato, di straordinaria complessità aromatica, regala al palato un equilibrio unico tra dolce e agro, con lunga persistenza. La sua vocazione è l’uso a crudo: poche gocce bastano per esaltare Parmigiano Reggiano, fragole, verdure lesse, bolliti e perfino gelato o dessert al cucchiaio. Un condimento che nobilita ogni piatto, dal più semplice al più raffinato. Dal 1994 il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP (vicepresidente Leonardo Giacobazzi) riunisce oltre l’80% dei produttori certificati, con l’obiettivo di promuovere, difendere e valorizzare questa eccellenza. In collaborazione con l’ente di certificazione KiwaCermet, garantisce l’osservanza del disciplinare e combatte le numerose imitazioni, assicurando al consumatore l’autenticità di un prodotto unico al mondo.

Consorzio Tutela Lambrusco: custode delle bollicine emiliane

Il Consorzio Tutela Lambrusco è l’ente che rappresenta e valorizza sei denominazioni tra Modena e Reggio Emilia: Modena DOC, Lambrusco di Sorbara DOC, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC, Reggiano DOC e Colli di Scandiano e di Canossa DOC. A queste si affiancano anche Reno DOC e Bianco di Castelfranco Emilia IGT. In totale si contano 16.600 ettari vitati, di cui circa 10.000 dedicati al Lambrusco, con una produzione che nel 2024 ha superato i 40 milioni di bottiglie DOC, a cui si aggiungono oltre 100 milioni di bottiglie di Emilia IGT. Nato nel 2021 dalla fusione di tre consorzi, il Consorzio è guidato dal presidente Claudio Biondi, con il vicepresidente Dante Chiletti e il direttore Giacomo Savorini.

L’ente ha definito una nuova brand identity che richiama le tonalità del Lambrusco, dal rosa al porpora, e la vivacità delle sue bollicine. Una scelta di immagine che esprime la pluralità di sfumature di questo vino, ben raccontate anche dal portale www.lambrusco.net e sui social ufficiali. Il termine Lambrusco identifica una famiglia di dodici vitigni autoctoni, tra cui Sorbara, Grasparossa, Salamino, Maestri e Marani. Le denominazioni spaziano dai vini monovarietali modenesi a quelli ottenuti da blend reggiani, a testimonianza di un mosaico enologico unico. Fresco, conviviale e con una gamma che spazia dai frizzanti agli spumanti Metodo Classico, dal secco all’amabile, il Lambrusco è un vino trasversale e versatile, capace di accompagnare l’intero pasto. La sua fama va ben oltre i confini regionali: è infatti esportato in oltre 90 Paesi, con Stati Uniti, Germania, Francia, Messico e Spagna tra i principali mercati, per un totale di circa il 60% della produzione.

Il Consorzio investe sulla comunicazione con i “Giovani del Lambrusco”, una rete di produttori under 40 che portano energia, esperienza internazionale e desiderio di raccontare il Lambrusco alle nuove generazioni di consumatori. Dal 2023 il Consorzio celebra il World Lambrusco Day (Parigi nel 2023, Matera nel 2024), evento di riferimento per la promozione internazionale del vino simbolo dell’Emilia. Il Consorzio Tutela Lambrusco si conferma, così, punto di riferimento per la difesa, la promozione e la valorizzazione di un vino che, pur radicato nella tradizione, continua a esprimere tutta la sua modernità.

Cantina Settecani: un secolo di cooperazione e qualità enologica

Nata nel 1923 a Settecani, frazione di Castelvetro di Modena, Cantina Settecani rappresenta oggi una delle cooperative vitivinicole più storiche dell’Emilia. Da un gruppo iniziale di 48 viticoltori, la cantina è cresciuta fino a riunire 150 soci che coltivano 400 ettari di vigneto e raccolgono circa 50.000 quintali di uva all’anno. Una produzione che valorizza i vitigni simbolo del territorio, dal Lambrusco Grasparossa al Pignoletto e al Trebbiano. Il nome Settecani affonda le radici nel XII secolo e racconta, con leggenda e ironia, la trasformazione in cani di sette uomini colpevoli di blasfemia. Oggi, sette musetti di cani decorano la storica facciata della cantina, a testimonianza della storia e della tradizione locale. Il territorio di Castelvetro, con colline argillose e calcaree, rappresenta un patrimonio prezioso: Cantina Settecani lo tutela attraverso pratiche sostenibili certificate V.I.V.A. e il progetto Minerva, garantendo qualità, rispetto ambientale e sicurezza sul lavoro.

La gamma di vini è ampia e prestigiosa. La linea Vini del Re raccoglie le migliori uve per produrre Lambrusco Grasparossa, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco di Modena Rosato e Pignoletto, mentre le bollicine Sette e il 7Bio Grasparossa raccontano innovazione e sostenibilità. Recentemente, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP Secco 2022 ha conquistato i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, un traguardo storico per la cantina. Oltre al vino, Cantina Settecani propone aceti balsamici, grappe e nocino, mantenendo vive le tradizioni enogastronomiche locali. La cantina è anche luogo di esperienze: vendemmie, picnic in vigna e visite guidate tra le uve e la pigiatura permettono di vivere la terra emiliana in prima persona. Cantina Settecani, cent’anni di storia e passione, continua a guardare al futuro con lo spirito delle origini: una grande famiglia che lavora insieme per offrire vini autentici, accessibili e di qualità.

Prosciutto, aceto balsamico, lambrusco e cooperative come Cantina Settecani sono veri e propri ambasciatori del gusto italiano nel mondo. Il loro valore non risiede soltanto nella qualità gastronomica, ma nella capacità di custodire tradizioni, creare lavoro, innovare e dialogare col mondo. Modena, con i suoi consorzi, i produttori e i vignaioli, dimostra che la forza della comunità, l’amore per il territorio e la capacità di innovare senza tradire le radici sono gli ingredienti più autentici delle sue eccellenze. Un patrimonio che, come i suoi sapori, continua a maturare col tempo, diventando sempre più prezioso.

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Carlo Bellino