I grandi vini friulani dell’azienda Aquila del Torre

Tre etichette che interpretano il territorio in modo non convenzionale, tra cui l’Oasi a base di picolit non appassito     

Lunedì 7 febbraio è stata presentata Aquila del Torre (vedi altro nostro articolo), un’azienda vitivinicola di proprietà della famiglia Ciani dal 1996, che produce vini longevi, ottenuti principalmente da vitigni tipici del territorio, che si valorizzano soprattutto col tempo.

L’azienda ha recentemente completato il proprio percorso di conversione al biologico e al biodinamico e da qualche anno si sta presentando sul mercato con vini d’eccellente qualità, molto interessanti e particolari, che meritano decisamente l’assaggio.

Per l’occasione sono state proposte in degustazione le seguenti etichette:

  • At Friulano 2019 – Friuli Colli Orientali DOC
  • Oasi 2018 – Bianco Friuli Colli Orientali DOC – Picolit senza appassimento
  • At Refosco dal Peduncolo Rosso 2018 – Friuli Colli Orientali DOC

In abbinamento è stato proposto un menù accuratamente pensato dallo chef del ristorante “Il Liberty” di Milano per esaltare al massimo le caratteristiche dei vini ed evidenziare il loro potenziale gastronomico.

Due parole sulla filosofia aziendale incentrata su ricerca e rispetto dell’ambiente

Il racconto dell’azienda, della sua filosofia e di queste tre chicche dell’enologia italiana è stato affidato a Michele Ciani, succeduto al padre nella gestione di questa realtà enoica.

Ciò che ci ha colpito, già nelle sue prime frasi, è il grande lavoro di ricerca fortemente voluto da Michele e portato avanti con grande passione e determinazione. Sia nella coltivazione della vite che in cantina nulla viene lasciato al caso, anzi tutto è pensato per valorizzare al meglio le caratteristiche del vitigno e del territorio: dalla lavorazione delle fecce fini, allo studio dei tappi, fino alla scelta dei contenitori da usare nella fermentazione. Da qualche anno è stato introdotto un contenitore in cemento crudo non vetrificato a forma di uovo, dello spessore di 15/20 cm, da 17 ettolitri di capacità e con un’altezza di 2 metri. Una scelta pensata per risolvere alcuni problemi del Friulano legati alla riduzione, un’idea nata dal confronto con produttori di altre tipologie di vini con le medesime peculiarità.

La degustazione

At Friulano 2019 – Friuli Colli Orientali DOC

Rappresenta un’interpretazione del Friulano veramente molto interessante. E’ un vino bianco secco, dal grande potenziale evolutivo, che esprime in modo eccellente il territorio. Per coglierne a pieno tutte le potenzialità si consiglia di non berlo troppo freddo e di assaggiarlo in momenti diversi, in modo da coglierne anche la sua evoluzione nel bicchiere.

Il sottosuolo su cui sorgono le vigne è formato dal famoso flysch o “ponca” in friulano, una stratificazione oceanica di marne e arenarie, d’antica origine marina, ricca di minerali. Le vigne di Friulano hanno un’età media di circa 20 anni e sono coltivate a un‘altitudine compresa tra i 200 e i 300 metri s.l.m., con esposizione che varia da sud-est a sud-ovest. Gli impianti sono a guyot, con una densità di 5.000 ceppi per ettaro e una bassa produzione di circa 1,2 kg d’uva per pianta. La vendemmia è manuale, con selezione dei migliori grappoli in vigna. La fermentazione si svolge in modo spontaneo con lieviti indigeni partendo dalla pressatura a grappolo intero in tini d’acciaio. Il vino matura, poi, sempre in acciaio, sui propri lieviti, per circa 9 mesi.

Esame visivo: paglierino luminoso con riflessi verdognoli.

Esame olfattivo: al naso l’incipit esprime raffinati sbuffi floreali, uniti ad una delicata e suadente miscellanea di frutta bianca, note agrumate e tropicali, caratteristica tipica della zona di appartenenza. Rispetto agli altri vini appartenenti alla categoria Friulano, i sentori di mandorla risultano secondari e più sfumati, a favore di sensazioni più incentrate su accattivanti note erbacee e speziate che fanno capolino progressivamente.

Esame gusto-olfattivo: al palato fa mostra di grande eleganza e carattere. In bocca risulta avvolgente e svela un connubio equilibrato di sapidità e vibrante freschezza. Note saline emergono in primo piano e si intrecciano con percezioni di frutta a polpa bianca. Epilogo in cui emergono vaghi riconoscimenti ammandorlati e note lievemente amaricanti, che si esprimono sempre con grande finezza e delicatezza, invogliando alla beva. Chiusura lunga su note quasi pungenti di pepe bianco.

Abbinamenti: ottimo coi formaggi, perchè si sposa molto bene con la loro grassezza. In alternativa, interessante anche l’accostamento proposto dallo chef del Ristorante “Il Liberty” “Parmigiana incartata“, un tortino a base di sfogliatina di melanzane, con stracciatella, pomodori secchi e zucchine croccanti. Si presta, inoltre, molto bene ad accompagnare anche zuppe, vellutate di verdure, asparagi, uova e pescato.

Oasi 2018 – Bianco Friuli Colli Orientali DOC

Il vino “Oasi” Bianco di Aquila del Torre è un’etichetta rara, prodotta solo in un migliaio di esemplari: nasce da viti coltivate col sistema del guyot, la cui età si aggira intorno ai 14 anni, situate ad un’altezza compresa fra i 175 e i 350 metri s.l.m. Viene prodotto con grappoli scelti di picolit, le cui rese in vigneto sono bassissime.

L’aggettivo che meglio descrive quest’incredibile vino è sicuramente “non convenzionale”. Si tratta, infatti, di una vera e propria chicca che merita sicuramente attenzione, frutto di un’interpretazione personale del territorio e destinato a fare da apripista per evoluzioni future.

E’ un vino secco bianco, 100% picolit, lavorato in modo alternativo e inusuale. Contrariamente alla tradizione locale, le uve in questo caso non vengono, infatti, appassite.

E’ un vino che esprime complessità ed eleganza, reso ancora più intrigante e sorprendente dal contrasto che si riscontra tra naso e bocca. Un vino che evoca i grandi vini Alsaziani e Austriaci del Nord che crescono in altitudine, come il Veltliner, di cui ricorda il timbro aromatico e la vibrante freschezza.

Durante la vendemmia vengono selezionati i migliori grappoli e, dopo la pressatura soffice, il mosto è avviato alla fermentazione spontanea con lieviti indigeni in botti di rovere francese di secondo passaggio. Il vino viene, infine, affinato e imbottigliato prima della messa in vendita.

Note di degustazione

Esame visivo: giallo dorato lucente.

Esame olfattivo: naso delicato ma di grande finezza. L’impronta floreale con sentori di mughetto e mimosa apre l’elegante comparto odoroso. Alla frutta fresca si aggiungono, poi, inconfondibili sentori di fiori di tiglio e miele d’acacia misto a ricordi di confetto. Seguono tocchi di agrumi canditi, cenni di vaniglia e riconoscimenti di spezie molto particolari, tra cui il pepe bianco. Sbuffi balsamici in chiusura contribuiscono a rendere questo vino decisamente intrigante.

Esame gusto-olfattivo: le chiare note dolci percepite all’olfatto, vengono piacevolmente disattese all’assaggio, dove a prevalere è la sapidità e la sensazione di humami. Al palato si ritrova tutta la morbidezza tipica del picolit, che risulta perfettamente bilanciata dall’elegante mineralità arricchita da note fumè e dall’invitante freschezza, che contribuisce ad accrescere la salivazione. Interessante il procedere con simmetria gustativa verso un finale lungo e sapido con ritorni di pepe bianco e buccia di mela.

Abbinamenti: ideale con formaggi a pasta molle e medio erborinati, primi con frutti di mare, baccalà alla vicentina. Particolarmente azzeccato anche il piatto proposto da Il Liberty: eccellenti ravioli ripieni di brasato con spuma di latte e fondo di vitello.

At Refosco dal Peduncolo Rosso 2018 – Friuli Colli Orientali DOC

Questo vino è prodotto con le uve di “Refoscolo dal peduncolo rosso”. Il nome di questo vitigno autoctono tipico del Friuli deriva dal colore rosso delle larghe foglie a forma di stella. E’ un vitigno che richiede un accurato lavoro di potatura per esprimersi al meglio. Le vigne nelle quali sono raccolte le uve che lo compongono sono esposte a sud. L’“AT” Refosco viene realizzato partendo da vigneti la cui età si aggira intorno ai 20 anni. Ci troviamo in parcelle situate ad un’altezza compresa fra i 175 e i 350 metri s.l.m. caratterizzate da un dolce profilo collinare e da un sottosuolo principalmente composto da marne e argille.

Nella produzione si segue la stessa filosofia dei bianchi. Le uve vengono raccolte a mano, sottoposte, poi, ad una diraspatura con acino intero ed a macerazione carbonica, che contribuisce a esaltarne la freschezza. La fermentazione del mosto avviene spontaneamente, grazie alla presenza di lieviti autoctoni in acciaio inox, con la macerazione sulle bucce. La malolattica avviene, infine, in vasche di cemento. Il successivo affinamento ha una durata di un anno ed è svolto nuovamente in contenitori in cemento alternato a legno di primo passaggio.

E’ un vino particolarmente gastronomico che richiede attenzione, non di grande impatto immediato, ma che seduce lentamente con le sue note fresche e speziate. Con i suoi toni contenuti rappresenta in modo eccellente il territorio ed è adatto ad evolvere nel tempo.

Note di degustazione

Esame visivo: veste rosso rubino tendente al porpora.

Esame olfattivo: esprime eleganti profumi di piccoli frutti rossi, ciliegia selvatica, viola essiccata e cacao, che lasciano il posto ad intriganti sentori speziati ed erbacei che. costituiscono l’imprinting del vitigno e della zona. Chiudono accattivanti sensazioni di tabacco.

Esame gusto-olfattivo: all’assaggio colpisce per l’avvolgente freschezza che accompagna il tannino ben smussato. Congedo lento.

Abbinamenti: ottimo con carni di medio corpo, selvaggina, arrosti, tipo l’arrosto di vitello avvolto nella rete di maiale, cotto confit col suo fondo con fave di cacao e verdure. Da provare anche con il cotechino.

Per informazioni

Aquila del Torre srl soc. agr.

via Attimis, 25 / Fraz. Savorgnano del Torre – 33040 Povoletto (Ud)

info@aquiladeltorre.it

https://www.aquiladeltorre.it/