Wine Experience

Château Le Puy: l’altra anima di Bordeaux

Il Bordeaux biodinamico che sfida la tradizione. Dalla verticale di Barthélemy a Retour des Îles, il vino che viaggia nell’oceano

Nel mondo di Bordeaux, dove spesso dominano classificazioni storiche, grandi investimenti e stili enologici improntati sulla produzione di vini austeri, esistono realtà che hanno scelto da tempo una strada diversa. Château Le Puy è una di queste. Qui il vino è l’espressione diretta del territorio e di un ecosistema vivo, costruito nel tempo con pazienza e rispetto adottando pratiche biologiche e biodinamiche certificate. Non stupisce che sia entrato a far parte del mosaico di produttori Triple AAA selezionati da Velier, sempre attento a individuare Cantine che portano avanti un’idea precisa di vino: identità territoriale, autenticità e fedeltà ai ritmi naturali.

Château Le Puy: un’azienda storica situata sul lato destro della Gironda

La tenuta si trova a Saint-Cibard, sulla riva destra della Gironda, su un altopiano argillo-calcareo che guarda idealmente Pomerol e Saint-Émilion. I vitigni sono adagiati nel punto più alto dell’area di Bordeaux. Una posizione geografica particolare, appena fuori dai territori delle denominazioni più blasonate, che diventa quasi una dichiarazione d’indipendenza e anticipa la filosofia aziendale: qui non si inseguono modelli, ma si producono vini identitari, capaci di esprimere e valorizzare al meglio le caratteristiche uniche di questo incredibile terroir.

La famiglia Amoreau coltiva queste vigne dal XVII secolo. Oggi Jean-Pierre e Pascal Amoreau portano avanti un approccio profondamente rispettoso dell’ambiente: agricoltura biologica e biodinamica certificate, nessun diserbo chimico, fermentazioni spontanee, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione e uso minimo — quando non nullo — di solforosa. In un contesto dove spesso dominano concentrazione e muscolarità, Château Le Puy sceglie finezza, freschezza e trasparenza. Il vino deve essere innanzitutto espressione del territorio, senza essere sovrastato dal legno, come spesso accade nei tagli bordolesi. Il risultato è un vino che privilegia verticalità, finezza e sapidità, pur conservando un grande potenziale evolutivo, senza risultare eccessivamente opulento. L’azienda adotta un approccio integrato che combina pratiche di biodinamica e agroforestazione, affiancando principi di permacultura alla viticoltura tradizionale. In cantina dominano cemento e grandi botti, preferite alle barrique nuove per evitare che il legno diventi troppo invasivo. Per affrontare il cambiamento climatico e adattarsi alle mutate esigenze dei consumatori, la cantina sta portando avanti diverse sperimentazioni, sia per contenere il grado alcolico che, a livello agricolo, per proteggere maggiormente la vite.

Il terroir e la biodiversità

Dei 124 ettari complessivi, 78 sono dedicati alla produzione vitivinicola, mentre 46 sono destinati a creare un ecosistema articolato che comprende zone non coltivate, boschi, laghetti, frutteti e prati che convivono con la vite. L’intera area è caratterizzata da una grande biodiversità grazie alla presenza di cavalli (utilizzati anche per la concimazione naturale del terreno), api e giardini. Una biodiversità che favorisce la simbiosi tra vino, uomo e ambiente, e che si ritrova in ogni calice. I vigneti sono posizionati a 110 metri sul livello del mare, un’altitudine che contribuisce a donare freschezza, tensione e dinamismo ai vini. Il suolo argilloso-calcareo presenta caratteristiche diverse, con alcune aree ricche di roccia friabile che costringe la vite ad affondare le radici in profondità. Il vitigno principe è il Merlot, affiancato da Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Malbec e Carménère.

Barthélemy:il vino più rappresentativo di Château Le Puy

Barthélemy è la cuvée più identitaria di Château Le Puy e rappresenta in modo perfetto la sintesi della visione di Le Puy: un Bordeaux che privilegia l’espressione del luogo e il rispetto dei ritmi naturali. È un vino che vive di equilibrio naturale, capace di attraversare il tempo con una grazia quasi sorprendente per un Bordeaux senza interventi correttivi. Prodotto principalmente da Merlot (85%), con piccole percentuali di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Malbec e Carménère, nasce da vigne poste sull’altopiano di Saint-Cibard. Nonostante l’assenza di solforosa aggiunta, Barthélemy è noto per la sua straordinaria capacità di invecchiamento.

Degustazione verticale di Barthélemy: il tempo nel bicchiere

La degustazione dal 2008 al 2020 mostra in modo evidente il potenziale evolutivo di questo grande vino rosso evidenziando le differenze tra le diverse annate, ciascuna delle quali è espressioni del luogo e del ritmo naturale delle stagioni. La degustazione è stata svolta partendo dall’annata più recente.

2020 – La promessa

Un vino moderno, snello, fresco ed energico, che suggerisce una lunga traiettoria evolutiva. Nel calice appare granato con riflessi rubino. Al naso emergono mora selvatica e frutti scuri, accompagnati da note di erbe officinali e terra umida. In bocca la struttura sostiene una freschezza vibrante con tannini ancora scalpitanti. Il sorso è pieno, teso e dinamico.

2014 – L’eleganza verticale

Al naso emergono frutti rossi di sottobosco croccanti, prugna, violetta, seguiti da sentori balsamici, con cenni di grafite, cacao amaro e spezie Tessitura setosa, slancio minerale, grande equilibrio. I tannini e acidità sono più bilanciati, anche se rimangono ancora vivaci. La tessitura è setosa, con slancio minerale e grande equilibrio.

2011 – L’energia inattesa

Il profilo olfattivo è suadente e complesso: mora, pepe nero e cenni balsamici che evolvono verso tabacco ed eucalipto. In bocca è ancora dinamico, con tannino vivo ma ben integrato ed elegante. Un millesimo interessante che dimostra la capacità di Le Puy di valorizzare anche le annate meno celebrate.

2008 – Il classicismo

Granato luminoso, naso ampio e complesso con sottobosco, grafite, ribes disidratato e frutti neri maturi. Con l’evoluzione emerge il tabacco e si accentuano le note di cacao amaro e liquirizia. Il sorso è sottile e maturo, con tannino perfettamente integrato e finale salino. È il tempo che si è fatto armonia.

Retour des Îles – memoria e sperimentazione – il vino che viaggia su di un veliero

Retour des Îles è una sperimentazione che recupera una pratica storica legata ai commerci marittimi. Nel XVIII e XIX secolo i vini bordolesi affrontavano lunghi viaggi oceanici verso le colonie, durante i quali il movimento costante della nave e le variazioni di temperatura favorivano un’evoluzione particolare. Château Le Puy riprede questa tradizione: alcune bottiglie di Barthélemy 2018 hanno attraversato l’Atlantico sopra una nave fino ai Caraibi, sostando per circa un anno sull’isola di Barbados prima di rientrare in Francia.

Le Puy Retour des Îles©Le Puy

Dal confronto con la stessa annata emerge che le bottiglia che ha navigato attraverso l’oceano evidenzia un profilo organolettico più armonico ed interessante rispetto a quella rimasta in cantina: il frutto appare più disteso, emergono spezie dolci, cacao e liquirizia, echi di salsedine che danzano in totale armonia con le altre note odorose. In bocca la tessitura è più levigata, profonda, con tannino sorprendentemente setoso. Il sorso è appagante, profondo e ben strutturato e chiude in modo persistente lasciando una scia sapida. La sensazione è di maggiore integrazione, pur mantenendo freschezza e identità, arricchita da suggestivi ricordi salini.

Più che una semplice degustazione, la verticale di Barthélemy diventa così un viaggio nel tempo, nello spazio e nella filosofia naturale di Château Le Puy. Ogni annata racconta una stagione, una scelta agricola, un equilibrio diverso tra natura e intervento umano.

Per informazioni

https://www.triplea.it/it/produttori-vino/le-puy-27.html

https://www.velier.it/it/

https://www.chateau-le-puy.com/