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Natura Bibenda Est: Vendemmia 2026 al Castello di Cigognola

Al Castello di Cigognola la fine della vendemmia diventa un viaggio tra vino, arte, territorio, storia e filosofia nonchè uno spunto di riflessione su tempo, natura e non solo

La vendemmia non è soltanto la conclusione di un ciclo agricolo. È un momento di passaggio, il punto in cui dopo mesi di lavoro in vigna si raccolgono i frutti delle proprie fatiche, che diventeranno, più avanti, vino. Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, la fine della raccolta dell’uva diventa occasione per raccontare un progetto in cui vino, paesaggio, architettura, cultura, arte, natura e filosofia si incontrano. Accade nel borgo di Cigognola, dove la Tenuta Castello di Cigognola, guidata da Gabriele Moratti, celebra questo importante momento dell’anno con Natura bibenda est, una serata speciale per celebrare la chiusura della vendemmia.

Questo appuntamento enologico,  uno dei più interessanti e originali dell’autunno lombardo, nasce dalla collaborazione tra Émilie Fouilloux, direttrice creativa del Castello di Cigognola, e Marco Cordani, agronomo e responsabile della Cantina del Castello, per ricordare. che l’uomo non deve dominare o distruggere la natura, ma rispettarla e custodirla affinché possa restituire i suoi frutti.

Il Castello di Cigognola, luogo di storia e cultura

Durante la serata sono state aperte le porte del Castello di Cigognola, antico maniero, costruito nel 1212 come presidio militare della valle dello Scuropasso e successivamente trasformato in residenza neogotica.

#Castello_di_Cigognola_Dimora_storica

L’iniziativa si inserisce nel programma culturale promosso dal Castello, storicamente luogo d’incontro di intellettuali e protagonisti della cultura italiana, da Benedetto Croce a Eugenio Montale, da Guido Piovene a Luigi Einaudi, ospitati dalla famiglia Ajroldi di Robbiate, antenati di Letizia Moratti. Una tradizione che prosegue ancora oggi attraverso manifestazioni di diverso tipo (per saperne di più leggi  “Cigognola Live Performance 2025, arte, vino e identità territoriale”). Gli ospiti hanno avuto, così, l’opportunità di vivere un’esperienza immersiva fuori dagli schemi tra i vigneti, la cantina e gli storici ambienti dell’incantevole dimora privata, restaurata da Renzo Mongiardino, e di riflettere sulla natura e sul tempo.

Una vendemmia tra cambiamenti climatici e capacità di adattamento

Castello di Cigognola Vendemmia

La serata è iniziata nella sede principale della Tenuta, situata poco fuori dal centro di Cigognola a pochi passi dal Castello, con un dibattito dedicato alla vendemmia appena conclusa, al quale hanno partecipato diversi ospiti speciali e inusuali in questo tipo di contesto.

A raccontare l’andamento di quest’annata è stato Marco Cordani, che ha affrontato uno dei temi oggi più importanti per la viticoltura: la necessità di adattarsi a condizioni climatiche sempre variabili e imprevedibili. Le alte temperature hanno imposto un anticipo significativo dei tempi di raccolta, introducendo nuove sfide e riflessioni sulla gestione organizzativa della vendemmia e dei vigneti. La raccolta delle uve destinate alle basi spumante è iniziata già tra fine luglio e i primi giorni di agosto, mentre le ultime uve di nebbiolo sono state raccolte ai primi di settembre, circa un mese prima rispetto alle tempistiche che in passato caratterizzavano la zona.

In questo scenario completamente nuovo è emersa in modo sempre più evidente l’importanza di curare adeguatamente la vigna, approccio già fortunatamente insito nel DNA aziendale. L’eccellente lavoro fatto in vigneto, dalla gestione della vegetazione alla fogliazione, avviato nel corso degli ultimi anni dall’azienda, ha permesso di accompagnare la maturazione delle uve preservandone la qualità e riducendone le perdite. Questo ha dimostrato come la capacità di osservare, anticipare e interpretare ogni annata sia ormai parte integrante e fondamentale del lavoro del viticoltore. Ma la serata ha voluto andare oltre gli aspetti tecnici della vendemmia. Perché parlare di vino significa inevitabilmente parlare anche di tempo.

Il tempo tra natura, cultura e filosofia

A tal fine, sono stati invitati a partecipare a questo confronto tre studiosi e docenti di filosofia – Roberto Mordacci, Adriano Fabris e Lorenza Bottacin Cantoni – che hanno portato la riflessione oltre i confini del vigneto, interrogandosi sul rapporto tra natura, cultura, territorio e tempo. Si è partiti dall’assunto che il vino nasce dalla natura, ma è il risultato di una cultura costruita attraverso gesti, conoscenze, attese e scelte. La vendemmia rappresenta soltanto uno dei momenti di un processo molto più lungo, nel quale l’uomo non può sostituirsi alla natura, ma deve imparare ad assecondarla, anticiparla, ascoltarla e, soprattutto, rispettarla.

Il dibattito si è sviluppato tra citazioni, aneddoti, racconti e riflessioni filosofiche, tra passato, presente e futuro: dal Simposio di Platone, dove il nettare di Bacco diventa veicolo di verità, ad Heidegger, che tramite una brocca offre a Fabbris lo spunto per parlare delle connessioni tra cose e persone. Terra, vite, lavoro dell’uomo, ritualità e cultura sono parti di un unico sistema, nel quale non siamo individui isolati, ma esseri inseriti in una rete di relazioni. Roberto Mordacci ha ribadito che solo una natura rispettata può restituirci i suoi frutti, mettendo al centro la cura della piante, intesa come responsabilità. Tutte pillole di oinosofia rese leggere e divertenti soprattutto se ascoltate  con un buon calice di bollicine in mano come il Moratti Pas Dosè, uno dei vini più iconici della Cantina.

Argomentazioni che trovano una particolare sintonia proprio con la Cantina del Castello di Cigognola, per cui il tempo, la responsabilità e la cura del vigneto rappresentano elementi imprescindibili attraverso i quali si costruisce lo stile che accomuna le diverse referenze, dalle bollicine ai vini fermi.

Una cena nel giardino del Castello

Il momento conviviale della serata è stata la cena all’aperto, allestita nel giardino sotto la torre del Castello, con i vini della Tenuta in abbinamento alle diverse portate. Una tavola immersa nel paesaggio, dove il vino è diventato il naturale punto d’incontro tra il lavoro appena concluso nei vigneti, la storia, il design e la suggestiva bellezza della dimora secolare.

Un’occasione unica, anche per noi, per confrontare alcune delle etichette più rappresentative della Tenuta con le degustazioni fatte in passato e coglierne differenze, prospettive e potenziale evolutivo  (per approfondimenti leggi “Natale con l’eleganza delle bollicine del Castello di Cigognola” e I vini di Castello di Cigognola, identitari dell’Oltrepò)

Cuvée dell’Angelo 2020, quando il tempo migliora il vino

Cuvée dellAngelo 2020  Oltrepò Pavese DOCG Metodo Classico ©foodandwinemagazineit

Tra gli assaggi della serata, ci ha colpito in particolare la Cuvée dell’Angelo 2020, massima espressione del percorso intrapreso dal Castello di Cigognola nel Metodo Classico, già degustata circa sei mesi fa. Questo elegante Metodo Classico Pas Dosé, ottenuto da uve 100% Pinot Nero, affina 72 mesi sui lieviti ed è la prima etichetta seguita integralmente da Nicolas Secondé, dalla vendemmia alla sboccatura.

Più che sulla potenza, la Cuvée dell’Angelo gioca su armonia, finezza, intensità e ricchezza aromatica. Nel calice si presenta con un manto giallo paglierino brillante, solcato da un perlage fine e persistente. Al naso, raffinati sentori di pasticceria e ricordi di pan brioche si intrecciano armoniosamente con note di frutti gialli maturi, cenni di cedro ed echi di nocciola. Al palato, sapidità, acidità e struttura risultano perfettamente integrate in una trama gustativa raffinata e persistente, dove la freschezza incontra la complessità maturata con l’affinamento. Il tempo trascorso dall’ultimo assaggio in bottiglia ne ha ulteriormente definito e impreziosito il profilo organolettico, restituendo una cuvée più coinvolgente e compiuta, nella quale emerge con maggiore nitidezza l’eleganza, la profondità e l’identità del Pinot Nero.

È uno spumante di altissima gamma, dotato di un grande potenziale evolutivo, che sa ripagare l’attesa svelando, con la maturazione, sfumature e sensazioni organolettiche sempre nuove. Il tempo, qui, diventa un elemento attivo, capace di plasmare e trasformare il contenuto. In questo senso, la Cuvée dell’Angelo interpreta pienamente il tema della serata: la dimensione temporale come materia attraverso cui il vino acquista misura, armonia, profondità, complessità e identità.

Il valore di saper comprendere quando aspettare e quando agire

La vendemmia, dunque, non è soltanto una festa di fine raccolto. A Cigognola diventa un modo per fermarsi, osservare il paesaggio, incontrarsi, discutere, riflettere e interrogarsi sul vino, sulla natura, sul tempo e sulla vita in genere. Un tempo che in vigna non può essere accelerato e che in Cantina può richiedere pazienza e capacità di ascolto. Un tempo da interpretare, per capire quando aspettare e quando, invece, è arrivato il momento di agire. Perché l’attesa non è immobilità: è qualcosa di vivo e dinamico, un tempo che, attraverso la cultura e determinate condizioni, può trasformarsi in memoria.

Ma il vino e la vita insegnano anche che esiste un’altra dimensione del tempo: quella di saper cogliere l’attimo per assaporare ogni momento. Lo racconta bene una scena di Sideways di Alexander Payne, citata da Lorenza Bottacin Cantoni durante il talk. Il protagonista custodisce per anni una pregiata etichetta, alla ricerca dell’occasione perfetta per aprirla, salvo poi berla in un anonimo bar, lontano da ogni celebrazione, direttamente da un bicchiere di plastica.

Così, sotto le stelle del Castello di Cigognola, davanti a un calice di Cuvée dell’Angelo, il tempo assume un significato più ampio: quello della natura, che non si può forzare; quello dell’uomo, che deve saperlo interpretare, con pazienza e coraggio; e quello della vita, che ci ricorda che ogni momento è quello giusto per bere un grande vino e festeggiare.

Per informazioni

Tenuta Castello di Cigognola 

Castello: Piazza Castello, 1 – Cigognola (PV)
Punto vendita: Strada vicinale del Pozzetto, snc
Cigognola (PV)
Lun – Ven h. 9 – 16
Sab – Dom su appuntamento

È inoltre possibile prenotare esclusive degustazioni organizzate nella sua Sala Degustazione o presso il
punto vendita, a seconda della disponibilità e del numero di partecipanti. Ogni degustazione comprende
quattro etichette o più etichette, accompagnate da una selezione di prodotti locali.

Prenotazioni: degustazioni@castellodicigognola.com

CONTATTACI

Strada Vicinale del Pozzetto, SNC
27040 Cigognola PV
T. +39 0385 284263

Visite del Castello di Cigognola

Pur mantenendo la sua identità di residenza privata, il Castello apre le sue porte in occasione delle
Giornate FAI e per iniziative artistiche e filosofiche di rilievo.