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Il vino come ponte tra mondi diversi: Amedeo Bellini e la prestigiosa cantina di La Maison 1888

Da Milano a Da Nang, il viaggio del sommelier italiano che accompagna gli ospiti alla scoperta delle grandi etichette internazionali  

In un ristorante di fine dining, sia esso in Italia o all’estero, il vino non accompagna semplicemente il cibo. Lo interpreta, lo completa e talvolta lo trasforma, diventando parte integrante dell’esperienza stessa. È questa la filosofia che guida il lavoro di Amedeo Bellini, Head Sommelier di La Maison 1888, unico ristorante stellato del Vietnam centrale e fiore all’occhiello del prestigioso InterContinental Danang Sun Peninsula Resort, annoverato da Travel + Leisure tra i 500 migliori hotel del mondo.

Amedeo Bellini, lombardo d’origine e certificato AIS con importanti esperienze professionali maturate tra Italia, Londra, Caraibi e Asia, è da due anni il custode di una delle cantine più prestigiose e meglio fornite del Vietnam.

Una sfida avvincente che gli ha permesso di confrontarsi con culture, sensibilità e abitudini di consumo molto diverse tra loro, dialogando quotidianamente con una clientela di alta fascia proveniente da ogni parte del mondo. Un osservatorio privilegiato dal quale cogliere le evoluzioni dei consumi e come il vino, pur parlando linguaggi diversi, riesca a creare connessioni universali attraverso il gusto e l’emozione. Del resto, il patrimonio enologico di La Maison 1888 rappresenta uno degli elementi distintivi dell’esperienza gourmet offerta da questo esclusivo ristorante francese.

Nascosta tra le sale dell’elegante dimora coloniale, si cela una cantina con oltre 450 etichette, costituita per l’80% da grandi vini francesi provenienti da Borgogna, Bordeaux e Champagne. Una selezione che ha contribuito a far ottenere a La Maison 1888 il prestigioso Best of Award of Excellence di Wine Spectator, riconoscimento riservato ai ristoranti dotati di programmi enologici di eccellenza e assegnato nel 2026 a soli due ristoranti in tutto il Vietnam.

Varcare la soglia di questo santuario del vino significa entrare in un universo parallelo fatto di bottiglie rare, annate leggendarie e grandi nomi dell’enologia mondiale. Qui è custodita una delle referenze più prestigiose del Paese: l’unica bottiglia presente in Vietnam di Henri Jayer Vosne-Romanée Cros Parantoux 1994, tra i vini più ricercati dai collezionisti internazionali, una vera e propria rarità per veri intenditori valutata circa 90.000 dollari. A questo capolavoro si affiancano altri mostri sacri come ad esempio Château d’Yquem, Domaine Armand Rousseau e Domaine François Lamarche, oltre a esponenti dell’enologia italiana del calibro di Gaja, Sassicaia e Biondi Santi, solo per citarne alcuni, che rendono La Maison 1888 una meta attraente anche per tutti gli appassionati di vino in viaggio in Vietnam.

Sarebbe tuttavia riduttivo descrivere la cantina soltanto attraverso le sue pregiate etichette. La vera ricchezza risiede, infatti, nell’eccellente lavoro di interpretazione che accompagna ogni servizio. Il vero valore sta nella capacità di realizzare un wine pairing sartoriale e armonico, capace di dialogare con sapori diversi e di valorizzare ogni piatto, elevando e completando l’esperienza gustativa. Un lavoro spesso non facile, soprattutto per un sommelier italiano, considerando i gusti dei diversi commensali e un tipo di cucina spesso profondamente diversa dalla nostra, incentrata su un raffinato gioco di equilibri dove freschezza, acidità, sapidità, spezie e delicate note aromatiche si rincorrono senza mai prevalere l’una sull’altra.

L’obiettivo di Bellini è innanzitutto creare armonia: non inseguire le mode del momento né stupire a tutti i costi con bottiglie rare o prestigiose, ma raggiungere quella sottile alchimia che si compie quando sapori, aromi e struttura si fondono in un equilibrio perfetto. È questo bilanciamento che compie la vera magia, trascendendo i gusti e preferenze personali. Un concept profondamente francese che prende forma tra le mura di questa elegante dimora coloniale, dove il rigore dell’haute cuisine dialoga con la ricchezza delle materie prime vietnamite e con una cultura del vino di altissimo livello.

Una filosofia che nel tempo ha raccolto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il prestigioso Michelin Guide Sommelier Award 2024 assegnato a Toan Nguyen, giovane talento originario di Da Nang che affianca Bellini nella gestione della cantina. Un premio che celebra non solo il valore del singolo professionista, ma anche l’eccellenza, la ricerca e la competenza che caratterizzano l’intero programma enologico di La Maison 1888.

A completare i menù degustazione firmati dal tristellato Michelin Christian Le Squer e dall’Executive Chef Jean-Louis Angulo, La Maison 1888 propone raffinati percorsi di wine pairing, pensati per esaltare ogni portata. In alternativa, gli ospiti possono affidarsi al piacere di una singola bottiglia o lasciarsi guidare in una degustazione al calice, costruita su misura in base ai piatti scelti, ai propri gusti e alle proprie esigenze. È qui che il servizio assume una dimensione più profonda: il sommelier diventa interprete e narratore, svelando storie di vitigni, territori e culture enologiche da ogni parte del mondo e trasformando ogni abbinamento in un racconto nel racconto.

Il successo nasce dal lavoro di squadra e dalla stretta sinergia tra cucina e sala: ogni nuova creazione viene prima degustata per studiare abbinamenti in grado di esaltare aromi, consistenze e sfumature gustative. A volte il percorso si costruisce sul piatto, ma, talvolta accade persino il contrario: una bottiglia eccezionale o una grande annata possono diventare l’ispirazione per la creatività degli chef.

Tra le esperienze più iconiche spicca il Tour de France, un viaggio enologico tra le regioni vinicole più celebri d’Oltralpe che dialoga con la cucina affiancato dal privilegio raro di poter degustare Champagne Krug al calice.

Ma il futuro, secondo Bellini, guarda anche oltre. I nuovi consumatori cercano percorsi sempre più personalizzati, nuove etichette da provare, mentre cocktail gastronomici e pairing analcolici stanno conquistando uno spazio crescente anche all’interno dell’alta ristorazione internazionale. Questo impone una costante ricerca e sperimentazione, che può celare delle insidie. Dietro l’apparente naturalezza di una degustazione si nasconde, infatti, un complesso lavoro di oculata pianificazione.

Tra le principali sfide di un sommelier in Vietnam – ci rivela Bellini durante la nostra intervista – vi sono i problemi legati all’importazione in Vietnam di vini provenienti dall’Europa, che portano con se procedure burocratiche e tempi di approvvigionamento non sempre prevedibili. Tra la scelta di un prodotto e il suo arrivo a Danang possono trascorrere settimane, rendendo indispensabile una programmazione rigorosa e una gestione accurata della logistica. Una sfida quotidiana che il team affronta senza compromessi, mantenendo elevati standard qualitativi e preservando quell’equilibrio tra eccellenze francesi e risorse del territorio vietnamita che rappresenta uno dei tratti distintivi della Maison.

In sintesi, a La Maison 1888 il vino non è un semplice accompagnamento, ma è parte integrante dell’esperienza. E mentre il sole tramonta lentamente sulla penisola di Son Tra, tingendo d’oro il mare e la foresta tropicale, ogni elemento trova la propria armonia: la precisione dell’alta cucina francese, la vitalità degli ingredienti vietnamiti, la discrezione e la gentilezza del personale di sala, la profondità dei grandi vini e le atmosfere senza tempo della maison.

Alla fine della cena non resta soltanto un piatto o un’etichetta prestigiosa, ma la sensazione di aver vissuto un’esperienza unica, che trascende il piacere della tavola, trasformandosi in emozione destinata a durare ben oltre l’ultimo calice.