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Ruggiero Francavilla è il Pizza Ambassador Dallagiovanna 2027-2028

A Gragnano Trebbiense, sede di Molino Dallagiovanna, la finale della Pizza Bit Competition incorona Ruggiero Francavilla di Barletta                

Vent’anni minuti. Un impasto da interpretare, una Margherita da costruire, il forno come ultimo banco di prova. A volte è proprio nella semplicità che la tecnica si rivela senza possibilità di nascondersi. È accaduto a Gragnano Trebbiense, nel Piacentino, dove sabato 12 settembre la sede di Molino Dallagiovanna ha ospitato la finale della quarta edizione della Pizza Bit Competition, nell’ambito della tradizionale Festa dei Granai. A vincere è stato Ruggiero Francavilla, 33 anni, pizzaiolo di Barletta, che si aggiudica il titolo di Dallagiovanna Pizza Ambassador 2027-2028. Un traguardo arrivato al termine di un percorso lungo oltre un anno, iniziato con 135 professionisti e sviluppato attraverso nove gare regionali e successive semifinali nelle località balneari italiane. Alla fine, soltanto nove pizzaioli sono arrivati all’appuntamento decisivo.

La Margherita come prova di carattere

Nove professionisti, nove storie, un’unica pizza. La Margherita, nella sua apparente essenzialità, è stata il terreno sul quale misurare tecnica, gestione dell’impasto, cottura, equilibrio e capacità interpretativa. Ogni finalista ha avuto venti minuti per portare davanti alla giuria la propria idea di Margherita. Nessun ingrediente superfluo a fare da schermo: farina, impasto, pomodoro, mozzarella, basilico, cottura. E tutto ciò che distingue un pizzaiolo dall’altro. Ad imporsi è stato Francavilla, cresciuto in una famiglia da sempre legata all’arte bianca e oggi alla guida della Pizzeria Oltre e del Panificio Francavilla di Barletta. Un percorso costruito tra memoria familiare e ricerca, con una particolare attenzione alle farine e alla capacità di trasformare la materia prima in identità.

Dalla tradizione alla ricerca

La pizza di Francavilla non si ferma alla tradizione. Tra le sue creazioni più rappresentative c’è la Pizza “Bea”, dedicata alla figlia: un progetto personale che diventa anche esercizio di ricerca. L’impasto al cacao, realizzato con miscela Blackery e acqua di carota fermentata, porta la pizza verso un territorio più contemporaneo, dove la tecnica incontra la creatività e la componente affettiva diventa parte integrante del racconto. È una cifra che appartiene alla cucina contemporanea: partire dalla conoscenza della materia per poi spostarne i confini, senza perdere il legame con la propria storia.

Due anni da ambasciatore della pizza italiana

La vittoria consegna a Francavilla un incarico che va oltre il trofeo. Per i prossimi due anni sarà, infatti, Dallagiovanna Pizza Ambassador, rappresentando Molino Dallagiovanna in manifestazioni, eventi e attività di formazione in Italia e all’estero. Un ruolo che il pizzaiolo pugliese interpreta come responsabilità, ma anche come occasione per portare fuori dai confini regionali la propria idea di pizza.

Dal campo al forno: il Chicco d’Oro

La Festa dei Granai ha celebrato, però, anche ciò che viene prima della pizza: il grano, gli agricoltori e il lavoro nei campi. Con il Premio “Chicco d’Oro”, Molino Dallagiovanna ha riconosciuto gli agricoltori che si sono distinti nella produzione di grani di qualità. Nella categoria Biscottiero il premio è andato a Fabio Capelli; per il Panificabile a Rodolfo Milani; per il Grano di Forza a Pierluigi Arata e, nella categoria Grano Taylor, all’Azienda Agricola Giudeo di Binelli. Un riconoscimento che sposta lo sguardo dal prodotto finito alla sua origine e ribadisce una visione della filiera in cui la qualità della pizza comincia molto prima dell’impasto: comincia nel campo.

Il premio a Matteo Sanna

Tra i protagonisti della finale anche Matteo Sanna, pizzaiolo della pizzeria L’Era della Pizza di Sassari, al quale è stato assegnato il Premio TheFork Manager al Merito. Il riconoscimento, consegnato da Andrea Arizzi di TheFork, ha premiato il percorso e l’impegno dimostrati da Sanna durante la competizione.

Una festa tra pizza, cucina e musica

La finale è stata anche una giornata di incontro. A scandire il programma, gli show-cooking degli chef Daniele Persegani e Andrea Mainardi, protagonisti di un appuntamento dedicato ai sapori della tradizione italiana. A completare l’atmosfera festosa, il DJ set di RDS 100% Grandi Successi, Official Radio della competizione. La pizza è così uscita dal suo perimetro professionale per diventare racconto, spettacolo e momento di condivisione.

Nove finalisti, una nuova geografia della pizza

Accanto a Francavilla, la finale ha riunito professionisti arrivati da diverse regioni italiane: Francesco Barcaro, oggi pizzaiolo al Bvlgari Hotel Milano; Nicola Guizzardi, titolare di All’Insolita a Cerea; Gennaro Capparelli di 52 Gradi a Conegliano; Antonio Del Galdo della Pizzeria Zio Tony di Calci; Luca Caimmi del Bar Baraonda di Chiaravalle; Ivan Correnti de Il Principà Pizzeria di Enna; Francesco Pio Comune della Trattoria Pizzeria Da Cesira – Pizza e Cucina Sannita di San Salvatore Telesino; e Matteo Sanna di L’Era della Pizza di Sassari. Professionisti differenti per formazione, territorio e stile, riuniti dalla stessa materia prima e dalla stessa sfida.

La pizza che guarda avanti

Con la vittoria di Ruggiero Francavilla si chiude la quarta edizione della Pizza Bit Competition, ma soprattutto si apre un nuovo capitolo per il pizzaiolo pugliese. Per i prossimi due anni sarà lui il volto di Molino Dallagiovanna nel mondo: un ambasciatore chiamato a raccontare una pizza italiana che non sceglie tra tradizione e innovazione, ma le fa dialogare. Da Barletta a Gragnano Trebbiense, passando per farine, impasti, ricerca e memoria familiare, il messaggio è chiaro: la nuova pizza italiana parte dalle radici, ma non smette di guardare oltre.

Per informazioni

https://www.dallagiovanna.it/

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Carlo Bellino