Bolzano da scoprire tra mercatini, cantine e tradizione culinaria
Week end a Bolzano: mercatini di Natale, esperienze culinarie autentiche e contemporanee e visita alle splendide cantine
Il mese di dicembre rappresenta il momento migliore per visitare Bolzano tra atmosfera natalizia e itinerari enogastronomici che svelano l’eccellenza vinicola dell’Alto Adige. Dal 23 novembre, la città si accende con i tipici Mercatini di Natale, dove bancarelle addobbate a festa offrono prodotti locali, artigianato, decorazioni e specialità tipiche come lo strudel, i biscotti speziati e il vin brulé che riscalda le fredde giornate invernali. La cornice è quella del centro storico, illuminato dalle luci natalizie, con in sottofondo le voci dei turisti che animano le piazze principali e si alternano con i cori natalizi ed i concerti di questo periodo.
Bolzano: cosa vedere in città
Oltre al fascino dei noti mercatini e dell’atmosfera natalizia, Bolzano offre numerosi ed interessanti attrazioni culturali, con un centro storico molto grazioso ricco di edifici gotici, come il Duomo di Bolzano, e musei di grande interesse, tra cui il Museo Archeologico che ospita la famosa mummia Ötzi. Passeggiare per la città in questo periodo significa vivere un’esperienza che mescola la tradizione tedesca con l’ospitalità e la cultura italiane. Un soggiorno che serba molte sorprese e meriterebbe una visita anche durante tutto l’anno.
Dove alloggiare: le nostre scelte
Situato in centro, a pochi passi dalla Stazione, l’Hotel Stadt è il posto ideale dove soggiornare in città, con le sue camere accoglienti, l’eccellente colazione e la location comoda per raggiungere le principali attrazioni, locali e ristoranti. Un luogo raffinato ed elegante che regala ai propri ospiti la Bolzano Card, biglietto d’ingresso per tante attrazioni turistiche.

Esperienze gastronomiche tra tradizione e modernità
La proposta culinaria a Bolzano è un viaggio tra tradizione e innovazione, capace di riflettere l’identità unica di questa città che unisce l’anima altoatesina a quella italiana. Qui, piatti tipici della cucina tirolese, come lo speck, i canederli e i formaggi di malga, spesso accompagnati da miele e marmellate fatte in casa, si affiancano alle proposte innovative e contemporanee degli chef. Negli ultimi tempi stanno sorgendo molti ristoranti che rivisitano la tradizione in chiave contemporanea e creativa, aggiungendo ingredienti mediterranei o provenienti da altre culture e utilizzando tecniche di cottura moderne e all’avanguardia per dar vita ad una fusione unica di sapori. File rouge delle diverse proposte è sempre l’altissima qualità delle materie prime.
Pranzo in un maso: un assaggio della cucina Alto Atesina più autentica e genuina

Un must per conoscere meglio la tradizione del territorio è la visita ad un “maso”, nome dato alle abitazioni rurali tipiche del Sudtirolo (Alto Adige), che uniscono al loro interno la casa, la stalla e il fienile. Normalmente sono costruzioni tradizionali in legno e pietra, situate in montagna o in aree collinari, che incarnano la vita contadina altoatesina e sono una parte importante del patrimonio culturale della regione. Oggi, molti masi sudtirolesi sono stati ristrutturati e accolgono i turisti, spesso con la possibilità di degustare e acquistare prodotti locali come latte, formaggi, speck, vino e miele e addirittura soggiornare tra le loro mura.

L’osteria Baummannhof (Baumannhof – Agriturismo e Osteria a Bolzano in Alto Adige), situata a pochi minuti di macchina da Bolzano, vicino a Signato sulla strada che porta a Renon, rappresenta un’ottima scelta per vivere un’esperienza culinaria autentica ed immergersi nei sapori forti della cucina tirolese. Situata all’interno del maso, oggi è di proprietà della Famiglia Höller ed è un agriturismo con possibilità di B&B dove si coltivano cereali. La specialità che ha reso celebre questo posto anche oltre i confini è rappresentata dagli Schlutzkrapfen, un tipo di raviolo ripieno di ricotta e spinaci che vengono serviti con burro fuso, una vera e propria leccornia fatta ancora a mano secondo la ricetta di famiglia. In alternativa, eccellenti sono anche gli iconici canederli al formaggio, le costine, le salsicce con patate arrosto e krauti e il sanguinaccio con aglio e cipolla.
Come dolce vengono serviti gli sfiziosi Strauben, frittelle tirolesi con marmellata, o le frittelle di mele in pastella. Tutti piatti eccellenti da abbinare coi vini del territorio, come quelli di Cantine Bozen, di cui l’azienda agricola è uno dei soci conferitori. A completare degnamente un pasto sontuoso, il liquore di Genziana o la grappa. Quando il tempo lo permette si può mangiare anche fuori, con vista mozzafiato sulle Dolomiti e sulle tre cime di Lavaredo, ma anche gli spazi interni e la stube sono veramente molto caratteristici.

Un’esperienza di fine dining in città: una degli indirizzi più apprezzati
Zur Kaiserkron (Homepage Zur Kaiserkron – Zur KaiserKron), situato in un edificio storico a pochi passi dal Duomo, è uno dei ristoranti più iconici e apprezzati della città, conosciuto per la sua offerta di alta cucina che unisce tradizione altoatesina e sperimentazione moderna. Il ristorante prende il nome dall’antica insegna della “Corona Imperiale” e incarna l’eleganza e l’accoglienza tipiche di questa regione alpina. Lo chef Filippo Sinisgalli, vicepresidente di Euro-Toques Italia, coadiuvato dalla sua brigata, propone un menù con piatti creativi che omaggiano l’Alto Adige, da abbinare con i vini del territorio della denominazione Alto Adige Doc.
Tra i piatti signature del percorso di degustazione autunnale o à la carte troviamo come antipasti la Tartare razza Laugenrind 120 g, olio EVO tapenade e crostini di pane di Altamura (perfetto con un calice di Riesling Hochkafler del 2023 o con un Sauvignon Riserva Greel sempre 2023 firmati Cantine Bozen). In alternativa, molto gustoso è anche l’Uovo di Millefiori di Lonigo, provola di bufala affumicata, patata e olio alla curcuma, da abbinare allo Chardonnay Kleinstein 2018. Lo Spaghettone pastificio Mancini, burro di malga, alici e mollica al Plancton si sposa perfettamente con Chardonnay Riserva 2016, un vero capolavoro di equilibrio gustativo ed eleganza, che esalta il sapore del piatto.

Un assoluto must tra i secondi è il Capriolo arrostito, zucca, funghi e ribes, un’opera d‘arte sia dal punto di vista estetico che gustativo composto da una tavolozza di sapori e di colori molto ben equilibrata, servito in abbinamento a Merlot Riserva Siebenreich, un’etichetta presa dagli archivi storici. Un piatto che celebra la cacciagione, molto diffusa nelle valli altoatesine, che diventa oggetto di sperimentazione. Per finire, un dessert dedicato all’autunno da accompagnare al Moscato Giallo Passito.
Lo chef propone due percorsi di degustazione, uno da 5 e l’altro da 7 portate, ma si può ordinare anche à la carte. Ampia anche la selezione di vini, con la possibilità di farsi accompagnare negli abbinamenti da un esperto sommelier per un’esperienza sensoriale veramente completa e appagante.
Visita alla Cantina Bozen: un capolavoro di design e innovazione che celebra la sostenibilità e l’amore per il territorio con vini eleganti per tutti i gusti
Per i wine lovers, il viaggio non può dirsi completo senza una visita alla nuova Kellerei Bozen ( o Cantina Bolzano), un vero e proprio capolavoro di design, ingegneria e sostenibilità, con degustazione finale di alcuni tra gli eccellenti vini della Cooperativa, uno dei gioielli enoici dell’Alto Adige (ce n’è veramente per tutti i gusti).
Lo scenografico cubo e la cantina ipogea: tra design, bellezza artistica, funzionalità e avanguardia

La nuova cantina ipogea rappresenta un perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione: perfettamente integrata nel paesaggio circostante è costruita secondo criteri di sostenibilità ambientale e utilizza per la produzione vinicola tecnologie all’avanguardia basate sul principio della forza gravitazionale. Prima a ricevere il prestigioso certificato di Okoinstitut Alto Adige, la sostenibilità si declina sia nel design che nel modo di lavorazione delle uve. La struttura, completamente interrata ad eccezione dello scenografico Prisma che si vede da lontano e con il suo gioco di luci ricorda le foglie, mantiene una temperatura naturale ottimale per il vino, riducendo l’impatto energetico. Sulla sommità sono installati pannelli fotovoltaici perfettamente integrati con il paesaggio, che coprono circa il 30% dei consumi energetici.
Ad accogliere il visitatore all’arrivo, oltre al prisma che di sera si illumina creando un effetto molto suggestivo, la Cantina “Show Room”, dove campeggiano, come opere d’arte, antiche botti di legno finemente cesellate ed il moderno wine shop Vinarius. Durante la visita alla Cantina Bozen si possono esplorare i diversi spazi dedicati alla produzione, basata sul principio gravitazionale: uve, vini e mosti scivolano delicatamente verso il basso per cinque livelli, sfruttando il peso della materia, con conseguente risparmio energetico. Serbatoi separati sono dedicati ai cru.

Particolare risalto nella progettazione della struttura è stato dato anche agli aspetti pratici, come la logistica, che gioca un ruolo decisamente importante durante la vendemmia. I camion possono accedere da una strada che porta al luogo del conferimento e ad anello permette l’uscita, evitando così intasamenti. Un aspetto non di poco conto considerato che la Cantina è una cooperativa con oltre 224 soci conferitori.
La storia della Cantina: dal 1908 fino ad oggi
La Cantina fu fondata in forma di cooperativa nel 1908, con focus inizialmente sulla zona di Gries e sul Lagrein, prodotto nelle varianti Kretzter e Dunkel. Nel periodo buio della seconda guerra mondiale, la Cantina Gries e la Cantina Maddalena (fondata nel 1930) produssero insieme vino per affrontare le sfide dell’epoca, fusione che divenne poi effettiva nel 2001. Oggi conta circa 224 soci, discendenti sia da nobili che da contadini, che coltivano diverse tipologie di terreni posizionati sia a fondovalle che sui pendii più scoscesi. Gli appezzamenti si trovano in diverse zone intorno a Bolzano, come Santa Maddalena, fino a raggiungere la Valle Isarco. Ad accomunarli, un grande senso di identificazione con la Cantina, considerata come una grande famiglia. La Cantina, presieduta da Mesner come CEO, è in costante evoluzione, con un orientamento continuo verso l’eccellenza qualitativa, perseguita sia nella scelta delle uve e nella vinificazione che nelle tecniche agronomiche e nel trattamento della vigna.
Degustazioni ed esperienze sensoriali

La Cantina Bozen propone diversi percorsi di degustazione, accompagnati da esperti sommelier che raccontano la storia e le peculiarità di ogni vino, portando i visitatori a scoprire le sfumature organolettiche dei vitigni autoctoni e internazionali coltivati in zona.
Vini iconici di Cantina Bozen e ultime novità
Le degustazioni guidate offrono l’opportunità di assaporare alcune delle eccellenze altoatesine. In tutto la Cantina produce circa 42 referenze, di cui 52% rossi e 48% bianchi. I vini sono suddivisi in 7 categorie: superior, election, collection, classici, bio, riserva e dessert. Tra le etichette più iconiche il Lagrein Riserva Taber, St. Magdalener Huck am Bach, Chardonnay Riserva Kleinstein, Gewürztraminer Kleinstein e Moscato Giallo Passito Quintessenz. Tra le novità merita un assaggio il Tal, un vero capolavoro prodotto per la prima volta nel 2020, vinificato sia bianco che rosso che si posiziona come Top di gamma.
Un week-end indimenticabile a Bolzano
Passare Sant’Ambrogio a Bolzano significa vivere un perfetto mix di tradizione, cultura e piaceri enogastronomici. Tra l’atmosfera dei mercatini, le meraviglie del centro storico e l’eccellenza della Cantina Bozen, i visitatori trovano una proposta completa e varia, capace di soddisfare le aspettative più elevate e di regalare momenti di autentico spirito natalizio.

