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Il Bistrot Gardenia del Garden Toscana Resort e la firma di Simone Salvini

Un intrigante viaggio nel gusto con lo Chef Simone Salvini, ambasciatore della cucina vegetale ayurvedica e non solo     

Tra i filari di pini marittimi e la brezza salmastra della costa toscana, il Garden Toscana Resort (vedi articolo) è un laboratorio di esperienze sensoriali, dove la natura, il benessere e la cultura del cibo si incontrano in perfetta armonia.

Il resort ospita ben cinque ristoranti, ciascuno con un’identità gastronomica propria con in comune un unico filo conduttore, il #PrincipioNaturale. Un concept olistico che guida ogni scelta di gestione di tutte le attività del resort e che si ritrova in ogni minimo dettaglio, dalla materia prima, alla selezione dei fornitori, alle iniziative per valorizzare il territorio e creare un ecosistema sostenibile.

Il Bistrot Gardenia e l’angolo gourmet di Simone Salvini

La punta di diamante della proposta gastronomica è il Bistrot Gardenia, ristorante gourmet aperto solo la sera e gratuito per gli ospiti previa prenotazione tramite app. Il Bistrot Gardenia rappresenta l’espressione più alta e raffinata della filosofia culinaria del Resort e si conferma un luogo dove vivere un’esperienza culinaria varia, autentica, etica e rispettosa dell’ambiente, tra alta cucina e tradizione.

Il menù, che cambia ogni giorno con la formula del buffet assistito, alterna cucina vegetale d’autore a quella tipica toscana reinterpretata in modo leggero, innovativo e creativo. Un intrigante quanto insolito accostamento tra “sacro” e “profano”, che offre all’ospite la possibilità di scegliere e sperimentare.

Al centro, prodotti freschi di eccellente qualità, preferibilmente a km0. Si spazia da creazioni vegane ai piatti più iconici del territorio, come la ribollita o la pappa al pomodoro, fino ad includere la carne, il pesce, gli affettati e formaggi come il Pecorino di Pienza, solo per citare alcuni esempi.

Dal 2018 a firmare le proposte del Corner Gourmet del Bistrot Gardenia è lo Chef Simone Salvini, uno dei più autorevoli interpreti della cucina vegana in Italia, rinomato per il suo approccio etico e sostenibile. I suoi menù sono espressione di una cucina 100% vegetale raffinata, basata su stagionalità, equilibrio, sperimentazione e rispetto per il pianeta.

Le sue ricette, solo apparentemente semplici, sono frutto di ore di studio, sperimentazione e lunghi tempi di realizzazione necessari per raggiungere quel perfetto equilibrio dei sapori capace di emozionare.

Tra i piatti signature che si possono trovare anche al Gardenia: Rigatoni alla nostra salsa di Pomodorini profumata al limone, frittelle di ceci con pesto di Pantelleria, Tartare di pomodoro, cetrioli e finocchi con intingolo balsamico, humus di carote, zafferano e mandorle o, uno dei piatti preferiti dello Chef, il Gazpacho di fragole e pomodori con nuvole di maionese e fiori, un’esperienza gustativa fresca e scenografica.

Chi è Simone Salvini: simbolo della cucina vegetale in Italia

Fiorentino, classe 1969, lo Chef Simone Salvini si è laureato in Lettere e filosofia all’Università degli studi di Firenze, poi, ha conseguito un dottorato in Psicologia con specializzazione Ayurvedica presso l’Università Florid College e NY College di Pisa. Ha collaborato con alcuni ristoranti di alta cucina, tra cui il Joia fondato da Pietro Leemann a Milano, primo ristorante vegetariano stellato d’Europa, di cui è stato Executive Chef. Ha lavorato, inoltre, anche da Alta Cucina Vegetale per il gruppo Organic Academy ed ha fondato Opificio Cucina Naturale. È autore di diversi libri ed è stato consulente per diverse aziende, hotel e format ristorativi legati al biologico e alla sostenibilità. Da anni collabora col brand biologico Alce Nero, con cui condivide valori e visione. Oltre a prestare i suoi servizi d’estate al Garden Resort, è docente della Scuola ALMA Alta formazione in Cucina, collabora con la Fondazione Umberto Veronesi ed è coinvolto in un importante progetto internazionale con Autogrill, nato dal comune intento di offrire ai clienti un’alimentazione plant based di alta qualità, sana, ricercata ed equilibrata.

La cucina come filosofia di vita: il cibo come nutrimento del corpo, della mente e dello spirito

Formatosi in India nei centri ayurvedici del Kerala, Salvini ha saputo fondere conoscenze millenarie con le tecniche più avanzate e innovative della cucina contemporanea e vegana, adattandole ai nostri tempi e gusti.

Convinto che la cucina debba essere gioiosa, etica e salutare, porta avanti un progetto culturale oltre che gastronomico, unendo la scienza dell’alimentazione all’arte culinaria. Ambasciatore del “cibo pacifico” celebra la non violenza, l’armonia e la consapevolezza. Secondo questo credo il cibo non deve nascere da sofferenza o morte e la cucina deve essere rigorosamente naturale e basata sui prodotti della terra o dell’orto.

Il suo stile è immediatamente riconoscibile e si traduce in piatti che oltre ad essere salutari non rinunciano mai al gusto e a celebrare il piacere dei sensi, sempre nel rispetto della natura, dell’universo e dell’ambiente: le sue creazioni, dai sapori eccellentemente ben bilanciati, nutrono il corpo, lo spirito e la mente e sono al tempo stesso buone da mangiare e belle da vedere.

Particolare importanza viene attribuita alla selezione della materia prima, con ingredienti freschi e di stagione, biologici e locali, alla quale si aggiunge un alto livello di sperimentazione, che spesso si declina in accostamenti inediti, impiego di materie prime inconsuete o tecniche innovative.

La cucina ayurvedica ed il credo degli antichi al centro della vision dello Chef Simone Salvini

Lo Chef Simone Salvini porta in tavola non solo prelibati manicaretti, elevando i vegetali ad un livello superiore, ma una vera e propria filosofia di vita che affonda le sue radici nell’antichità, a partire dalla Grecia classica. Non a caso, nell’opera Repubblica Platone fa dire a Socrate che una città giusta si nutre con cibi semplici della terra, sottolineando il parallelismo tra rettitudine e sana alimentazione. Pensatori come Pitagora, Socrate, Platone, Plutarco, infatti, vedevano nel cibo non solo un mezzo di sostentamento, ma un atto etico e spirituale. Un credo che viene ribadito anche negli antichi testi vedici alla base dell’Ayurveda, l’antica scienza medica indiana che risale a più di 5.000 anni fa. Secondo l’Ayurveda, il cibo è la prima medicina, uno strumento “sacro” fondamentale per raggiungere e mantenere l’equilibrio con effetto diretto su corpo, mente e spirito. Ogni alimento è considerato come un elemento attivo capace di generare benessere a livello fisico creando l’armonia dei cinque elementi (terra, acqua, fuoco, aria ed etere). La dieta può cambiare in base alla persona, alla stagione, all’ambiente e all’età, sempre nel rispetto della materia prima.

La cucina come messaggio e ponte tra passato, presente e futuro

Tutti questi principi si intrecciano nella visione olistica che lo Chef Salvini porta avanti, ispirata proprio ai dettami dell’ayurveda. Un approccio che si riflette anche nel suo ultimo, ambizioso obiettivo: “scomparire nella sua cucina” – come ci ha confidato durante l’intervista realizzata in occasione della nostra visita al Gardenia. Parole dense di significato, che raccontano non solo un’umiltà rara nel mondo dell’alta cucina, ma anche la volontà di mettere il proprio talento al servizio di qualcosa di più grande.

Le sue ricette diventano, così, un mezzo di comunicazione e divulgazione, veicoli di una filosofia in cui il cibo è solo uno dei tanti elementi. Una cucina che parla un linguaggio universale, un ponte per arrivare a più persone possibili, ispirarle, farle star bene, farle riflettere. Un concept in continua evoluzione, capace di rinnovarsi in modo creativo e innovativo senza mai tradire sé stessa, equilibrio tra memoria e contemporaneità, filo che unisce passato, presente e futuro, trasmettendo valori autentici e senza tempo.

A rafforzare questa visione c’è anche una forte componente sociale: la necessità di condividere, di tramandare, di affidare alle nuove generazioni non solo tecniche e saperi, ma un vero e proprio stile di vita, nel quale l’arte culinaria diventa espressione di consapevolezza e armonia.

È su queste fondamenta che si costruisce la proposta di Salvini: una cucina raffinata, profondamente ancorata alla terra e alla tradizione, capace di coniugare sapore e pensiero in un’esperienza che nutre il corpo e la mente, offrendo, al tempo stesso, piacere e meditazione.