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TAL: la massima espressione di Cantina Bozen con produzione limitata

Compie due anni, la linea pronta a sfidare i vini di Bourdeaux e Borgogna (e ne regge il confronto)       

Continua l’inarrestabile viaggio della Cantina Bozen, una delle più prestigiose realtà altoatesine, verso l’eccellenza qualitativa ed il miglioramento continuo. A pochi giorni dal Merano Wine Festival 2024, ha debuttato la seconda annata di TAL, il capolavoro dell’enologo Stephan Filippi declinato in due vini, uno rosso ed uno bianco. Appartenente alla Linea Superior, dedicata ai vitigni che meglio esprimono l’essenza del territorio, TAL si posiziona al vertice della produzione di Cantina Bozen con un numero di bottiglie limitato, solo 2.999 bottiglie di rosso e 1.888 bottiglie di bianco.

Cantina Bolzano Kellerei Bozen © Roberta Masi 2024

Nel nome tutta l’essenza dell’Alto Adige e la personalità dei grandi vini

Il carattere fortemente identitario di queste due etichette e i rispettivi tratti salienti sono contenuti già nel nome scelto per questa linea, che lascia aperte molteplici interpretazioni. Da una parte, TAL è un acronimo di tradizione, autenticità e longevità, caratteristiche tipiche dei grandi vini, dall’altra, in tedesco significa “valle”, un termine ricco di significato che fa riferimento alla bellezza unica dell’Alto Adige.

Due vini differenti per due diverse espressioni del territorio

Due tipologie di vino che esprimono in modo diverso le due anime di un territorio fortemente vocato per la viticoltura: quella dei vitigni autoctoni nel rosso, la cui massima espressione culmina col Lagrein, e quella dei vitigni internazionali nella sua veste bianca, quali Chardonnay e Sauvignon, scelti per la loro capacità di interpretare al meglio le caratteristiche pedoclimatiche delle colline di Bolzano e dintorni.

Due date molto rappresentative per la Cantina in etichetta

TAL, appartenente alla denominazione Alto Adige Doc, identifica in modo particolare Cantina Bozen interpretando magistralmente sia la filosofia della cooperativa che esprimendone il lungo percorso fatto nel tempo per creare vini sempre più eleganti e di alta qualità. A comunicarlo è la presenza in etichetta di due numeri, in color oro per il bianco e rubino per il rosso, che si alternano con le lettere di TAL e rappresentano due date molto importanti della storia dell’azienda: 1908, associato al rosso, è la data di fondazione della prima cooperativa di Gries, mentre 1930 sancisce la creazione del consorzio di Santa Maddalena, con cui la Cantina si è, poi, definitivamente fusa nel 2001.

Da un’idea del passato la nuova vision del futuro

Questi due prodotti riassumono l’obiettivo dell’azienda di produrre vini Top in grado di posizionarsi ai vertici del mercato seguendo un processo di miglioramento continuo, che porta ad alzare sempre di più la propria asticella. Un tragitto che parte da lontano, in continuità con il passato ed il presente, per esprimere l’ambiziosa idea di futuro della cooperativa.

La linea TAL, nata da un’intuizione di molti anni prima, è frutto di studio, ricerca e sperimentazione avviati già dal 1930. Un’evoluzione che parte dalla vigna, per proseguire nel processo di vinificazione che oggi si avvale di tecniche all’avanguardia. Prodotto dalle migliori uve di vigneti di un’età che varia da 30 a 50 anni coltivate in biologico secondo criteri sostenibili nelle aree più vocate dei rispettivi vitigni (scelte sulla base di un grande lavoro di zonazione), i due vini sono vinificati all’interno della nuova Cantina ipogea, un gioiello di design, ingegneria e sostenibilità perfettamente interrata nella collina, che sfrutta il processo di gravitazione. Un adattamento continuo in itinere verso la perfezione, che nel 2021 ha portato a variare la cuvée nel TAL 1930 e a posticipare la data di raccolta delle uve nel TAL 1908, per adattarsi alle mutate condizioni ambientali dell’annata.

Vini che da una parte si presentano pronti, freschi ed immediati, dall’altra stupiscono per la loro grande capacità evolutiva, che li porta a migliorare col tempo diventando sempre più sofisticati, complessi, equilibrati ed armonici.

Degustazione alla cieca tra le due annate e comparazione con i grandi vini francesi

Presentazione della nuova linea TAL Annata 2021 Kellerei Bozen © Roberta Masi 2024

Presentata per la prima volta l’anno scorso l’annata 2020, TAL accende la sua seconda candelina e continua a convincere, sia nella versione bianca che rossa. Per dimostrare lo spessore, l’altissima qualità e l’evoluzione di questi due grandi vini è stata organizzata una degustazione alla cieca tra l’annata 2020 e 2021, con l’aggiunta di due “intrusi” come illustri rappresentanti dei vini francesi dell’area di Bordeaux e della Borgogna.

TAL 1931 – Bianco – Alto Adige DOC – Annata 2021

Un vino suadente, fresco, intenso e armonioso, che regala un ‘esperienza gustativa straordinaria, oltre a lasciar presagire un interessante potenziale evolutivo.

Metodo di produzione

Composto da 80% Chardonnay, 10% Sauvignon e 10% Pinot Grigio, TAL 1931 viene prodotto con i migliori grappoli di viti di oltre 30 anni impiantati su terreni, posizionati tra Leittach e Renon, ad un’altitudine di 400 e 700 metri. Le uve dell’annata 2021 hanno evidenziato una bassa componente zuccherina ed una bella acidità con dati di PH molto simili a quelli delle uve di Borgogna. Dopo un’accurata cernita degli acini ed una pressatura a grappolo intero viene fatta una fermentazione di 12 mesi in piccole botti di rovere e barrique, con successivo affinamento in acciaio per 14 mesi che termina in bottiglia.

Impressioni di degustazione

Nel calice, l’annata 2021 presenta un manto color giallo paglierino profondo con riflessi luminosi e bagliori dorati. Esordio al naso decisamente raffinato e caratterizzato da un ventaglio olfattivo, ampio, fine, complesso ed elegante. Incipit con sensazioni agrumate di bergamotto, lime e pompelmo rosa, che s’intrecciano in modo armonioso con riconoscimenti di mela verde e pera, sfumature di frutta esotica, tra cui litchi, mango, ananas e melone. In evidenza note erbacee con riconoscimenti di bosso. A fare da cornice sbuffi floreali di sambuco e gelsomino.

Al palato, la vibrante freschezza cede il passo ad un sorso pieno, avvolgente ed armonico, sorretto da una buona acidità, struttura e mineralità. Epilogo con ritorni citrini.

TAL 1908 – Rosso – Alto Adige DOC – Annata 2021

Un vino fruttato, dal sorso brioso, elegante, solcato da una vivace acidità e tannini morbidi ben integrati in una solida struttura.

Metodo di produzione

Simile procedimento per i rossi: 83% Lagrein, 12% Cabernet e 5% Merlot, che danno vita a TAL Cuvee 2021 prodotto da uve di vigne di circa 50 anni, cresciute nelle zone più vocate di Gries e San Maurizio. Il processo di lavorazione è simile al bianco: 14 mesi in botti di rovere barrique francesi e 15 mesi in cemento, per poi completare il suo percorso in bottiglia. La composizione cuvée del TAL rosso non ha subito variazioni rispetto all’annata precedente, anche se le uve sono state raccolte in ritardo per permettere il raggiungimento della maturità fenolica.

Impressioni di degustazione

Un vino dal bouquet intenso, elegante, suadente, complesso e ben integrato, caratterizzato da un’intrigante freschezza, sorso rotondo, struttura e mineralità. A prevalere rimane sempre il Lagrein, il principe dei vitigni a bacca rossa altoatesini, col suo carattere deciso e i suoi tannini poderosi smussati dal Merlot, che ne accresce la morbidezza e rotondità del sorso ed il Cabernet ad intensificare i profumi di spezie.

Alla vista si presenta di color rosso rubino con venature vivaci. Il naso è subito catturato dai frutti rossi e neri, lampone, fragolina di bosco, ribes e mora, che cedono il passo a tocchi speziati di pepe, chiodi di garofano, cenni di liquirizia, cacao ed echi di tabacco. In sottofondo ricordi di viola che si sommano a percezioni balsamiche appena accennate. Al palato è rotondo, morbido ed avvolgente, dotato di corpo e struttura, ma con una freschezza che riflette l’esuberanza tipica dei vini di montagna. Epilogo lungo, persistente, minerale, con ritorni fruttati e lievemente balsamici.

L’annata 2021 esibisce un sorso più brioso, snello e dinamico rispetto alla precedente, sostenuta da una trama tannica ben integrata. Un riflesso anche dell’andamento climatico dell’annata, meno calda rispetto alla precedente, che ha portato a ritardare la vendemmia per raggiungere la perfetta maturità fenolica. Un vino da tenere d’occhio per l’interessante prospettiva evolutiva. Ideale con i cibi succulenti come carne alla griglia, polenta col capriolo, piatti di tradizione di montagna con ginepro, funghi.

Un portafoglio molto ampio con vini eleganti, equilibrati, longevi e di grande qualità

La nuova linea, si aggiunge alle oltre 40 referenze che l’azienda produce, di cui 52% rossi e 48% bianchi, suddivisi in 7 categorie: superior, election, collection, classici, bio, riserva e dessert. Un portafoglio per tutti i gusti che include tutte le principali espressioni dei vitigni impiantati in Alto Adige, sia bianchi che rossi, in purezza o assemblati in cuvée, classici o riserva. Le uve sono conferite da oltre 200 soci, provenienti da vitigni e terreni dislocati in più di 10 comuni tra Bolzano dintorni fino alla Valle Isarco per un’estensione pari a circa 340 ettari, diversi per sottosuolo, posizionamento e condizioni pedoclimatiche. Vini che, pur essendo diversi tra loro e con una propria individualità, sono accomunati dalla stessa eleganza, finezza, equilibrio ed armonia sia olfattiva che gustativa. Etichette che, anno dopo anno, continuano a collezionare crescenti riconoscimenti da parte delle più autorevoli guide di settore, sia nazionali che internazionali, come Gambero Rosso, Guida Vitae dell’AIS, Robert Parker, Decanter solo per citarne alcune.

Le etichette più rappresentative

Tra i vini rossi più iconici sicuramente spicca il Lagrein Riserva Taber (vedi La Cantina Bolzano presenta a Milano il TABER, icona ed espressione del territorio | FOOD AND WINE MAGAZINE, premiato nel 2021 con il Tastevin AIS come eccellenza dell’anno per l’Alto Adige),  oltre a St. Magdalener Huck am Bach e Moar, solo per citarne alcuni. Tra i bianchi troviamo eccellenti Chardonnay, Sauvignon, Riesling e Gewürztraminer anche in versione riserva, come Stegher, Greel. Kleinstein, Hochkafler. Interessante anche il Pinot Bianco Dellago ed il Moscato Giallo Passito Quintessenz da dessert. Tutti vini eclettici e gastronomici abbinabili sia al fine dining che a specialità della tradizione, capaci di vincere la sfida del tempo ed emozionare nelle annate più vecchie.

I segreti del successo dei vini di Cantina Bozen

Tra i segreti del successo di Cantina Bozen, oltre ad un terroir molto vocato anche la capacità di fare squadra, che si aggiunge a savoir-faire, innovazione, sostenibilità, vision, competenza e determinazione. Oltre al meticoloso controllo della qualità delle uve e di tutto il processo produttivo, pregevole anche il lavoro di costante formazione fatta ai soci e l’importanza data allo scambio di opinioni, con degustazioni comparate (anche con i competitor) come stimolo e fonte di ispirazione. Lo stesso enologo affianca nelle scelte quotidiane del vigneto. Nel 1988 è stato avviato il progetto Qualità, un programma di valorizzazione dei vigneti che coinvolge 83 viticoltori per un totale di 118 vigneti, che punta su rese molto basse nonchè l’utilizzo del sovescio, di concimi organici e materiali biodegradabili per ridurre l’uso di plastica.

Un significativo esempio dell’importanza del lavoro di squadra per raggiungere traguardi sempre più alti e obiettivi sempre più sfidanti.