Dhole: viaggio sensoriale attraverso i sapori del mondo
Dhole: il ristorante fusion e cocktail bar dal fascino esotico e contemporaneo dove il Giappone incontra il Sudamerica
Nel cuore pulsante di Milano, città cosmopolita alla costante ricerca di nuovi spunti e ispirazioni, in via Girolamo Tiraboschi, tra le strade che raccontano storie di incontri e contaminazioni culturali, si trova Dhole, un ristorante veramente speciale, dove vivere esperienze sensoriali uniche.
Un luogo dove arte culinaria nipponica e sudamericana si fondono in armonia con influenze mediterranee, capace di trasportare i suoi ospiti lontano dalla frenesia cittadina. Un tempio del gusto dove provare una cucina etnica, rivisitata in ottica creativa, raffinata e di gran classe. Non una semplice esperienza fusion, ma un sorprendente viaggio tra sapori e suggestioni intorno al mondo.
La location: un luogo magico e accogliente

Aperto nel 2018, il ristorante si distingue per un design raffinato e suggestivo: boiserie in legno scuro e carte da parati tropicali che evocano il fascino delle antiche dimore coloniali asiatiche. Luci soffuse, divanetti, teche illuminate e verde rigoglioso rendono l’ambiente caldo, accogliente e familiare. Di sera, il dehor si illumina con mille piccole luci e caminetti scenografici, che contribuiscono a creare un’atmosfera fiabesca che invita gli avventori ad entrare o a sedersi ad uno dei tavolini all’esterno. A creare un mood divertente e spensierato, che coinvolge tutti i sensi, contribuisce anche la musica: un mix equilibrato di pop giapponese e suoni che accarezzano l’anima. Il sottofondo perfetto per una serata di scoperta, il contesto ideale per rilassarsi e preparare la mente ad intraprendere un appassionante viaggio sensoriale che porta lontano, fatto di sapori, profumi e suggestioni.
Un menù che sorprende e delizia
Il menù è un’esplosione di colori e suggestioni, che mescolano in modo inedito e fantasioso la tradizione culinaria giapponese con influenze latino-americane e ingredienti mediterranei, senza mai tradire l’anima autentica dei sapori. Sotto la guida dello chef colombiano Archie Wilches, la cucina propone piatti che stupiscono per creatività e armonia nei sapori, risultato di un meticoloso lavoro di ricerca sulle materie prime e di sperimentazione dei vari abbinamenti.
A partire da gennaio 2025, Dhole si rinnova con un menù che esalta la sua identità fusion, abbracciando le tradizioni e i sapori Nikkei, un incontro unico tra la cultura gastronomica giapponese e quella sudamericana.
Tra le nuove proposte spiccano l’Ebi-Che, un’esplosione di freschezza grazie ai gamberi di Sanremo marinati in ceviche con agrumi e aji amarillo, e il Roll Kyabetsu, una proposta interattiva di involtini fai-da-te con maialino CBT e funghi enoki, pensata per chi ama un’esperienza culinaria immersiva. Il Salmone Violet, con la sua marinatura al cavolo rosso e crema di patate viola, diventa il piatto simbolo della capacità dello chef di unire estetica e sapore in un’armonia unica.
Una cocktail experience unica e coinvolgente

Oltre che per farsi deliziare dalle squisite e non convenzionali proposte dello Chef, Dhole è il luogo ideale anche per prendere uno sfizioso aperitivo con tapas e dove trascorrere piacevoli momenti dopo cena.
I cocktail al Dhole non sono semplici drink, ma autentiche opere d’arte liquide dai nomi stravaganti, che giocano con i sensi e la fantasia, capaci di stregare anche i palati più esigenti. Frutto di un lavoro di grande ricerca su ingredienti e accostamenti, ciascuna bevanda ha una sua storia da raccontare, fatta di divertenti allusioni, curiosità, giocose assonanze e può essere tranquillamente abbinata ai piatti in menù.
La nuova cocktail list “Kyomei to Tonomi” riflette la filosofia fusion, intrecciando tradizioni latinoamericane e giapponesi in una mixology originale e coinvolgente. Tra i drink spicca il Taco Mas, con mezcal Montelobos, liquore di chili chipotle affumicato e pepe di Timut, perfetto per chi cerca un aperitivo dal gusto deciso. Il Mi Nube trasporta in un viaggio sensoriale tra profumi di vetiver e mirra, mentre l’Ara Macao, con vermut de Bonarda, fernet e lime kaffir, conquista con i suoi colori vibranti e un sapore che richiama mondi lontani. Fresco e aromatico il Mata la Mula, una raffinata rivisitazione del classico Moscow Mule con gin, sherry fino, shiso e sake yuzu, che mescola storia e contemporaneità. A trasformare ogni sorso in una vera e propria esperienza, aggiungendo mistero e ritualità al bere, contribuiscono anche i contenitori, come accade nello Zaguan, un mix di di Gin Valle, Sake Umeshu, Chardonnay, Toronja e Fiori di sambuco, servito nelle eleganti tazzine usate per il miso.

Il percorso di degustazione alla scoperta del nuovo menù
Il viaggio inizia con un mini drink di benvenuto, un piccolo assaggio della grande maestria nell’arte della miscelazione del talentuoso bartender. Un incentivo a provare uno dei cocktail da abbinare a qualche appetizer, come il Mata la Mula o lo Zaguan. Ogni abbinamento sia con i cocktail che con il vino è studiato e suggerito per esaltare il percorso gastronomico, in un crescendo di sapori e sensazioni che si svelano strato dopo strato.
Un viaggio sensoriale intorno al mondo tra sapori, profumi e suggestioni
Il menù è molto ricco e presenta sia portate a base di pesce, che di carne, per soddisfare tutti i gusti. Il tutto condito con raffinato buon gusto, grande capacità di bilanciare i vari ingredienti e tanta fantasia.
Tartare di gamberi bianchi di Sanremo

Si parte con una portata che è un inno al pesce crudo: una tartare di gamberi bianchi di Sanremo su una base di barbabietola biologica condita con seltz di bergamotto, coriandolo asiatico, sake yuzo, sale affumicato e olio di avocado. A completare, un dressing di pompelmo e sesamo, guarnito con salvia e ananas. Un connubio che sorprende per la delicata freschezza ed il perfetto bilanciamento dei sapori, seppur tra loro molto diversi, oltre che per l’attraente mise en place, che conquista anche la vista. Eccellente anche da abbinare ad uno dei tanti cocktail.
Es – Tiradito

Il tiradito è una rivisitazione in chiave creativa del celebre chevice, il piatto peruviano a base di pesce crudo marinato simile al carpaccio in succo di limone e spezie, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. In questo caso lo chef usa come base filetti di sgombro rosa tagliati in forma di sashimi, scelti per il loro gusto delicato, serviti con battuta di peperoni rossi, cipolla di tropea, coriandolo fresco, aji amarillo, in “leche de tigre con olio di lino e a fiori e menta bergamotto. Ad arricchire la composizione gustativa, ravanelli e rondelle di kiwi giallo, che regalano un tocco inedito e non convenzionale. Un’esplosione di sapori veramente intrigante ed eccellentemente bilanciata tra note acidule, dolci e leggera piccantezza.
Machtu-Pichu

Il viaggio prosegue col Machtu-Pichu, un piatto che si ispira all’affascinante quanto misterioso omonimo sito del Perù situato nella Valle dell’Urubamba, uno dei tre complessi archeologici più grandi al mondo. Un piccolo capolavoro anche nella composizione, che conquista la vista oltre che il palato, composto da piccole piramidi di salmone affumicato selvatico, gamberi atlantici e filetti di ricciola, avvolte in sesamo bianco tostato e accompagnate da spicchi di cuore di palma guarniti con una maionese vegana di barbabietola homemade, germogli di ravanelli e olio evo. Un piatto sfizioso, profumato ed entusiasmante che riunisce le influenze e gli ingredienti di diversi paese, dal Perù al Brasile, dal Giappone all’Italia. Un trionfo in crescendo di sapori e sensazioni, che ammalia le pupille gustative.
Per noi uno dei piatti signature del locale che esprime al meglio il “concept” innovativo di cucina proposta dallo chef.
Octopus liguri style

Il percorso prosegue con un Polpo alla ligure, dove ogni ingrediente danza in perfetta armonia, regalando un’alternanza di sapori e consistenze che si chiude col tocco croccante dei germogli. Un piatto meno etnico, ma dove comunque la tradizione viene rivisitata in chiave contemporanea e creativa per offrire sempre un’esperienza unica. Il piatto si compone di un mini composto di tentacoli di polpo, patate rosse, olive di cerignola, basilico ligure, tutto tagliato a punta di coltello e condito con seltz e succo di lime, concentrato di tre pomodori fatto in casa, sale maldon e olio di sesamo, servito su crema a crudo di datterini gialli, guarnito con erba pepe. Alcuni ingredienti, come il pomodoro giallo, sono stati selezionati per dare maggiore dolcezza e complessità alla creazione.
Ebi Travel

Questo piatto celebra i Gamberi rossi dell’Ecuador che vengono trattati con un’emulsione e cotti in osmosi con “leche de tigre”. Per dare una punta di salinità sono accompagnati dalle acciughe del Cantabrico a fiori, che hanno una particolarità: vengono raccolte nel periodo primaverile per favorire una migliore conservazione. A completare, un’acetosa sicula e olio di cardamomo indiano, che conferiscono un pizzico di stimolante acidità.
Ebi – Tempura

Tra le proposte più intriganti, adatte come appetizer da accompagnare l’aperitivo, i gamberi rosa a stecco, passati in pastella di riso, panati con panko e dorati, serviti con salsa a due gusti, sweet and chili e ponzu. Un gustoso alternarsi tra sapori e consistenze. Qui la croccantezza della tempura incontra la morbidezza e la carnosità del gambero, mentre la delicata acidità del ponzu si contrappone alla dolcezza del gambero, con il chili che arriva inaspettato, aggiungendo una leggera e avvolgente piccantezza.
La Carta dei Vini
In accompagnamento a tutta la cena a base di pesce, Passerina Umani di Ronchi, dai profumi persistenti di fiori selvatici e aromi di frutta a polpa gialla come pesca, albicocca e mela golden. Gusto di freschezza e sapidità che va a bilanciare una piacevole morbidezza, finale secco e intensamente fruttato. In menù anche altri vini sia rossi che bianchi, sia al calice che in bottiglia. Perfetti anche gli abbinamenti con i vari cocktail.
Sake Yuzo: il sorbetto firmato Dhole
Per pulire la bocca ed accompagnare la transazione tra pesce e carne, da provare il Sake Yuzu. Un vero e proprio irresistibile e strepitoso drink che sostituisce il classico sorbetto, dove un sorso tira l’altro.
Chancho Iberico

Tra le proposte a base di carne, il Chancho Iberico, una mini tagliata di pluma iberica cotta in piastra e caramellata con salsa fritta, servita su rondelle di patate in crosta con goma wakame arricchite e colorate con carote nere. Una pietanza molto gustosa, che mette in risalto l’eccellenza della materia prima.
Il Dessert

Le contaminazioni si ritrovano anche nei dolci. Tra le opzioni più ghiotte, Yawarakai, piccoli dischetti di pancakes farciti con crema di pistacchio verde di Bronte e matcha, serviti con ganache calda di cioccolato messicano al 100%, e Cubo Cake, quadrotti di cioccolato noir con noci dell’amazzonia, crumble con mele in osmosis di passion fruit servite con fiori di panna montata e caramello salato.
Il Gingerone come digestivo
Per concludere, il Gingerone, liquore homemade di zenzero rosso unito a pepe di sichuan servito con piccoli biscotti Dhole di sablè di pasta frolla al burro.
La vera cucina fusion a Milano
Dhole si conferma, così, una destinazione culinaria fuori dagli schemi, adatta sia all’aperitivo e al dopocena che per pranzo e cena, dove ogni dettaglio è pensato per raccontare una storia e vivere un’esperienza sensoriale unica, capace di stupire e lasciare il segno. Un viaggio tra culture e sapori senza confini, se non quelli del palato.

