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Mater Bistrot, il locale urban chic dall’eleganza informale

Mater Bistrot, locale dall’atmosfera accogliente dove la cucina di Alex Leone guida i sensi in un percorso gastronomico non convenzionale

Basta uno sguardo oltre le vetrate a tutta altezza che affacciano sulla strada, o curiosare tra i tavoli del dehors, per cogliere subito il mood di Mater Bistrot. Luci morbide e poltroncine retrò, tavoli in marmo e legno, allure vintage che incontra dettagli più ruvidi e street: il risultato è un equilibrio elegante e rilassato.

Come nei bistrot parigini più autentici, qui si mangia vicini, si allentano le cravatte, la formalità lascia spazio alla chiacchiera e alla risata leggera che si scioglie in un bicchiere di vino. Un’atmosfera di relax che, da Mater, significa anche ricercatezza: cura del dettaglio, servizio premuroso e materie prime di eccellenza trasformate in piatti capaci di sorprendere e intrigare.

Mater, tra essenza e stile

Il nome richiama la materia e la madre, il ritorno all’essenziale. Perché la vera eleganza è semplice, spontanea, mai ostentata. Mater Bistrot è questo: un ristorante contemporaneo dove convivialità e ricerca si incontrano, un luogo capace di far vivere un’esperienza gastronomica emozionante senza rinunciare al calore di sentirsi a casa.

L’anima del locale

Al centro della sala spicca il bancone affacciato sulla luminosa cucina a vista, incorniciata da una collezione di bottiglie accuratamente selezionate. Impossibile non lasciarsi catturare dai gesti rapidi ed esperti dello chef Alex Leone e della sua brigata, che tra un impiattamento e l’altro trovano persino il tempo per scambiare due parole con gli ospiti.

Inaugurato nel 2018, Mater è stato tra i primi locali di Milano a proporre vini naturali in abbinamento a una cucina creativa. L’idea nasce dall’incontro tra Leone e il duo Giuseppe Pillone e Salvatore Giannone, amici e soci accomunati dall’esperienza nel mondo creativo e da una forte passione per cibo e vino.

Una cucina giocosa e sostenibile

Il registro gastronomico disegnato da Leone passa con disinvoltura da piccoli assaggi da accompagnare al calice a un aperitivo ricco da condividere, fino alla cena più strutturata o al menù degustazione. La sua è una cucina di contrasti, vibrante nei colori e nelle geometrie, giocosa e irriverente, capace di emozionare e confortare allo stesso tempo. Alla base, una ricerca che guarda anche alla sostenibilità, ispirata ai principi della cucina circolare: scarti che diventano fermentazioni, fondi, salse, liquori; perfino l’olio delle fritture viene trasformato in carburante da un’azienda partner. Prodotti di stagione, biologici o biodinamici, e la collaborazione con piccoli produttori e artigiani completano la filosofia di Mater.

Esperienze a tavola

Oltre a una selezione di piatti istituzionali, il menù include una sezione dedicata a finger food da condividere, perfetti per l’aperitivo. C’è poi il percorso “Bendati e Guidati”, un menù degustazione che esplora tecniche e sapori diversi all’insegna del divertissement culinario.

Il vino come co-protagonista

La carta vini è il cuore pulsante del bistrot, frutto dei viaggi e degli incontri di Giuseppe e Salvatore con vignaioli in tutta Italia. Solo vini veri, senza compromessi: fermentazioni spontanee, rifermentazioni in bottiglia, pochi o nessun solfito aggiunto. Un approccio che ha portato anche alla creazione di Cat A Rat, il “vino della casa” prodotto appositamente dall’azienda agricola siciliana Gaudioso.

La degustazione

Noi abbiamo provato diverse portate dello chef. Di seguito le nostre impressioni.

Ostrica / leche de tigre / fico d’india / erba cipollina – Ostrica / olio alla n’duja / rape marinate

Si parte con l’ostrica, proposta in due versioni. La prima esalta la freschezza: la cremosità del mollusco trova slancio nella leche de tigre, si arricchisce della dolcezza pungente del fico d’India e si completa con la nota verde e aromatica dell’erba cipollina. La seconda invece mostra il lato più deciso: l’olio alla ’nduja scalda il palato con la sua piccantezza e le rape marinate ne stemperano la forza con una delicatezza vegetale.

Polpetta di cacciucco / salsa alla puttanesca – “MATERGHILI ” Polpette di vitello e maiale / salsa al chimichurri

Dal mare arriva anche la polpetta di cacciucco, che racchiude in un solo boccone la tradizione livornese, amplificata dalla sapidità intrigante della salsa alla puttanesca. Poi tocca alle “Materghili”, polpette di vitello e maiale, particolarmente gustose, in perfetto dialogo con il chimichurri, fresco e speziato, capace di bilanciare la ricchezza della carne.

In abbinamento, New Player In Town Rio Rocca Il Farneto Az.Agricola, vino bianco naturale prodotto da uve biologiche e biodinamiche realizzato con la tecnica del “Metodo Ancestrale”.

Tartare di fassona piemontese / salsa olandese al polline / cuore di lattuga

Il percorso prosegue con una tartare di fassona piemontese impreziosita da una salsa olandese al polline, che la rende vellutata e complessa, con la presenza di un cuore di lattuga a fare da contrappunto croccante e fresco.

Radicchio alla brace / salsa di tahina / gel di uva e umeboshi

Segue il radicchio alla brace, piatto che si muove tra amaro e affumicato, arrotondato dalla tahina e reso inaspettato dal gel di uva e umeboshi, dove dolcezza e acidità si incontrano.

Crudo di tonnetto alalunga / pico de gallo di melone bianco / quinoa soffiata / salsa al lime

Il mare torna protagonista col crudo di tonnetto alalunga, in cui la dolcezza del pico de gallo di melone bianco trova la croccantezza della quinoa soffiata e la freschezza decisa della salsa al lime.

Funghi fritti (porfobello e cardoncello) / mayo al ribes fermentato / salsa al dragoncello

A chiudere la sezione, i funghi fritti – portobello e cardoncello – arricchiti da una maionese al ribes fermentato e da una salsa al dragoncello, che aggiunge un tocco erbaceo e persistente.

In abbinamento, Tasi Valpop Bianco. Al naso primeggiano i sentori fruttati di mela e pera, a cui seguono lievi sensazioni floreali.

Pescato di ombrina / salsa pil pil / concentrato di datterini / insalatina di portulaca / cipolla borretana pickled / limone in salamoia

A chiudere il percorso, l’ombrina, cotta con precisione e servita con una salsa pil pil setosa, il concentrato di datterini, l’insalatina di portulaca, la cipolla borretana in agrodolce e il limone in salamoia. Un piatto che unisce Mediterraneo e tecnica, leggerezza e intensità, lasciando al palato un ricordo nitido e persistente.

In abbinamento, Rosso ‘Naked’ Weingut Heinrich, di colore rosso rubino intenso che esordisce all’olfatto con intensi rimandi fruttati.

Quello proposto dallo chef è un menù che non teme la contaminazione, che parte dalla materia prima e la porta altrove, senza dimenticare radici e identità. Un racconto gastronomico che trova nel vino non un semplice abbinamento, ma un compagno di viaggio: perché in ogni viaggio, il bello non è solo la meta, ma la strada che si percorre insieme.

Per informazioni

Mater Bistrot

Via Sottocorno 1, Milano

www.materbistrot.it

MATER BISTROT MILANO (@mater_bistrot)

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Carlo Bellino