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Devodier, la capacità di trasformare ogni prosciutto in un capolavoro di gusto

Devodier: la nuova generazione del Prosciutto di Parma tra artigianalità, visione internazionale e innovazione di gusto                    

In un settore legato alle radici del territorio come quello del Prosciutto di Parma, la parola innovazione sembra quasi un ossimoro. Eppure, è proprio in questa apparente contraddizione che si muove Devodier, storico marchio della salumeria emiliana oggi guidato dalla terza generazione della famiglia. Al timone c’è Michele Devodier, under 40, che sta traghettando l’azienda verso mercati nuovi e opportunità internazionali, mantenendo intatta la purezza del metodo artigianale che ha reso il brand un punto di riferimento. Michele rappresenta quella new wave del made in Italy agroalimentare capace di parlare un linguaggio globale senza rinunciare a ciò che rende unica la tradizione. Una leadership giovane che non cerca scorciatoie, ma che punta su qualità, tecnica, ricerca sensoriale e storytelling autentico.

I riconoscimenti

Devodier è stato premiato come Miglior Prosciuttificio d’Italia per due anni consecutivi, 2024 e 2025, agli Italy Food Awards, una manifestazione che celebra le eccellenze agroalimentari italiane. L’azienda di Parma ha ricevuto il prestigioso riconoscimento per la sua grande attenzione alla qualità e alla tradizione, oltre che per gli investimenti in innovazione e sostenibilità, come dimostra anche la certificazione “Made Green in Italy“.

La forza di un’identità che si rinnova

Devodier nasce e cresce nelle “Antiche Cantine”, ambienti sotterranei intrisi di aromi, costruiti in legno d’abete e posati su fonti di acqua naturale. Un microclima raro, che non si replica artificiosamente e che permette una fermentazione aromatica delicatissima. Il Prosciutto Devodier 24 mesi è l’emblema di questo approccio purista: solo carne 100% italiana e sale marino, nessun additivo, nessuna forzatura. La dolcezza, la suadenza e la lunga persistenza aromatica sono il risultato di una conoscenza familiare tramandata e perfezionata in decenni di lavoro. Ma la vera sfida della generazione di Michele è far dialogare questo patrimonio con altre culture gastronomiche, con consumatori internazionali attenti e con chef e mercati che cercano emozioni nuove senza sacrificare l’autenticità.

Il matrimonio tra due eccellenze: Prosciutto 24 mesi e Tartufo

Un esempio emblematico di questa visione è la fusione tra il Prosciutto 24 mesi Devodier e il tartufo della tradizione umbra. Un incontro fra due icone italiane – una delle salumerie più rinomate dell’Emilia e una delle materie prime più preziose del nostro patrimonio gastronomico – che nasce da una domanda audace, ovvero come far convivere due identità aromatiche tanto forti senza che una sovrasti l’altra.

L’esperimento è avvenuto all’interno delle antiche cantine in legno, dove una tecnica di fusione unica ha permesso alle note intense del tartufo di armonizzarsi con la dolcezza del prosciutto stagionato. Il risultato è un prodotto inedito, caratterizzato da un equilibrio sorprendente: il tartufo non “aggredisce”, ma entra nella fibra del prosciutto con finezza, creando un’esperienza sensoriale nuova, avvolgente e al tempo stesso vibrante. Un vero laboratorio del gusto, capace di parlare sia agli appassionati della tradizione sia ai foodies curiosi di frontiere gastronomiche inesplorate.

La Verticale delle Antiche Cantine: il tempo come ingrediente

Per chi vuole comprendere la filosofia Devodier nel modo più autentico, la casa propone la Verticale di Prosciutto “Antiche Cantine”, un cofanetto dal design registrato che raccoglie tre stagionature: 24, 30 e 36 mesi.

È una degustazione che racconta come il tempo, nelle mani del mastro stagionatore, diventi un ingrediente a tutti gli effetti:

  • 24 mesi – Dolcezza setosa, grasso burroso, profumi puliti.
  • 30 mesi – Aromi potenti ma eleganti, quasi cristallini: una fase di grande equilibrio.
  • 36 mesi – Il vertice: sapori intensi, profondi, complessi, con una nobiltà rara e un carattere regale.

Ogni mese aggiuntivo di stagionatura non è un semplice passaggio temporale, ma una trasformazione culturale e sensoriale: il prosciutto crea sapori nuovi, scava nella sua stessa identità, sorprende con note inattese.

Michele Devodier: ritratto di un innovatore con i piedi per terra

Raccontare Devodier oggi significa raccontare Michele. Un imprenditore che ha ereditato un sapere antico, ma con la lucidità e l’ambizione di chi vede nel mercato globale non una minaccia ma una straordinaria opportunità. La sua forza sta nella capacità di dialogare con chef e buyer internazionali senza perdere sobrietà emiliana, investire in ricerca sensoriale e sostenibilità senza cedere alla moda del momento, innovare attraverso il gusto, non attraverso la scorciatoia dell’industria e custodire l’identità familiare aprendola al tempo stesso al futuro. È la rappresentazione perfetta di una generazione che non vuole scegliere tra passato e avanguardia: vuole rileggerli insieme.

Devodier dimostra che la tradizione, quando è solida e sincera, non teme l’innovazione: la ispira. Tra prosciutti che raccontano il tempo, fusioni gastronomiche inattese e una guida giovane radicata ma visionaria, l’azienda parmigiana è oggi una delle storie più interessanti dell’agroalimentare italiano. Una storia che non smette di evolvere e che, come le sue cantine, continua a maturare profondità, talento e gusto.

Per informazioni

Devodier

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Carlo Bellino