La Mortadella Bologna festeggia il 360° anniversario

Il Mortadella Day ha chiuso il Road Show con numerosi eventi e una raccolta fondi a favore di “Cucine Popolari”

Il 24 ottobre 2021 ha scandito 360 anni esatti dall’emanazione del Bando del Cardinal Farnese che stabiliva le regole per la produzione della Mortadella – vero e proprio precursore dell’odierno Disciplinare di produzione IGP – : è questa la data scelta per il Mortadella Day, che quest’anno celebra una svolta a tutto tondo di quella che viene chiamata la Regina Rosa dei Salumi.

Il 360° anniversario imprime, infatti, un vero e proprio cambio di rotta in tutte le direzioni: oltre al nuovo logo, più riconoscibile e capace di esprimere al meglio i valori che contraddistinguono la Mortadella Bologna, cambia anche il nome del Consorzio, che con i termini “italiano” e “tutela” sottolinea due valori essenziali sempre più apprezzati dal consumatore. Il 2021 si contraddistingue, poi, per la proposta di cambio del Disciplinare di produzione per migliorare il prodotto dal punto di vista organolettico.

Notevole, infine, l’impegno prodotto nell’ambito della comunicazione, con una campagna TV e stampa, il nuovo sito web e il nuovo concept di eventi, che per la prima volta trasforma il Mortadella Day in un Road Show per l’Italia: dopo le due prime tappe di Milano e Roma il tour si è concluso domenica 24 ottobre a Bologna. Qui, in Piazza Galvani, c’è stata una grande partecipazione di pubblico, venuto non solo per degustare la Mortadella Bologna ma anche per assistere agli showcooking e alle masterclass tenute da quattro importanti chef del panorama nazionale: Marisa Maffeo, Marcello Ferrarini, Daniele Reponi e Lorenzo Biagiarelli.

In particolare, Marcello Ferrarini ha svelato i segreti della pasta ripiena tradizionale con “Il ripieno per tutti”, Daniele Reponi ha guidato i presenti alla scoperta di piccoli piatti, finger food e aperitivi con “Italian Tapas”, Marisa Maffeo, con “Tradizionalmente moderna”, ha realizzato uno showcooking combinando innovazione e tradizione in cucina e, infine, Lorenzo Biagiarelli, lasciandosi ispirare dal motto “Godersi la vita” ha presentato dal vivo tre idee originali dai nomi esotici per un aperitivo perfetto: Morr(tadell)a Cinese (insalata di patate, mortadella e pepe di Sichuan), Antispam Musubi (tortino di riso, mortadella laccata e alga Nori) e Marconi-Hanoi (involtino vietnamita con mortadella, crudité e salsa di squacquerone e pistacchi).

Ai Mortadella Days regali un pasto caldo a chi non ce l’ha

“Dal momento che crediamo che il motto “Godersi la vita” debba essere valido sempre e per tutti, abbiamo pensato che fosse giusto vivere queste occasioni di gioia e condivisione, quale è il Mortadella Day, insieme ai meno fortunati e a coloro che, anche a seguito della pandemia, stanno soffrendo per la chiusura forzata della propria attività economica o per la perdita del lavoro – afferma Corradino Marconi, Presidente del Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna che prosegue – per questo abbiamo deciso di scendere in campo, in tutte le tappe del Mortadella Day, a fianco di Roberto Morgantini e della Onlus da lui fondata. Quindi, anche nella tappa finale di Bologna, chiunque acquisti presso lo stand dell’evento un panino con la Mortadella Bologna contribuirà alla raccolta fondi destinata alla Onlus “Cucine Popolari”, impegnata a fornire tutti i giorni un pasto caldo a chi ne ha più bisogno”.

Due parole sulla Mortadella

La famosissima Bologna o mortadella, che ha ottenuto nel 1998 l’indicazione geografica protetta, deve il suo nome probabilmente o al mortaio, usato dai Romani per tritare finemente le carni suine (murtatum) mischiandole alle spezie, o a quello che i Romani chiamavano farcimen mirtatum, un insaccato di carne suina di grossa taglia cotto a secco condita con bacche di mirto triturata al mortaio.

I salumai bolognesi, riuniti nella Corporazione di Salaroli dal 1376, avevano adottato come stemma proprio un mortaio e un pestello e Boccaccio, intorno al 1350, cita nel Decamerone l’insaccato chiamandolo “mortadello”. Le prime regole per la produzione di questo salume risalgono al seicento all’epoca del Cardinale Farnese che, fra l’altro, prescrisse l’utilizzo esclusivo di carne di maiale.

A differenza della mortadella normale, la Igp di Bologna si contraddistingue per la composizione delle carni: contiene solo carne suina senza aggiunta di proteine e la fetta, di un bel colore rosa brillante, mostra quadretti di grasso in una percentuale minima del 15%. Può essere di forma ovale o cilindrica con involucro naturale o sintetico e, oltre alla qualità e al gusto, presenta caratteristiche uniche ad alto valore nutritivo, con una composizione di minerali e grassi insaturi in linea con le più attuali scienze nutrizionali: oggi, infatti, è molto meno grassa rispetto al passato, tanto da poter affermare che cento grammi di prodotto hanno la stessa quantità di colesterolo di un branzino.

Il Consorzio Mortadella Bologna raggruppa una trentina di aziende che producono Mortadella Bologna Igp – ubicate tra Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, provincia di Trento, Toscana, Marche e Lazio – e garantisce tutta la filiera attraverso il controllo, la garanzia del prodotto e l’elevata qualità, che è il risultato del lavoro di operatori qualificati di grande professionalità che hanno trasmesso da generazione in generazione la ricetta e la passione per questo salume.

Per informazioni

www.mortadellabologna.com

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