Castello la Leccia – Le varie declinazioni del Chianti e del Sangiovese

Tra paesaggi mozzafiato, colline e castelli nascono etichette di Chianti Classico biologico tutte da scoprire, espressione della biodiversità del territorio

Secondo gli ultimi dati del Consorzio Vino Chianti continua a rafforzarsi il trend positivo di vendite del Chianti, registrando un +14% rispetto allo stesso periodo del 2020 e un +8% sul periodo gennaio-maggio del 2019 pre pandemia. Un chiaro segnale che testimonia l’apprezzamento a livello Italiano e internazionale per questo grande vino toscano, che ha anche il vantaggio di essere prodotto in una zona particolarmente affascinante della Toscana, ricca di tenute storiche e dimore di pregio.

Molte le aziende che si sono già organizzate per accogliere i winelovers, come Castello La Leccia, situata nella zona di Castellina in Chianti in un piccolo angolo di paradiso proprio nel cuore del Chianti, che propone diverse declinazioni di Sangiovese e Chianti.

La storia dell’azienda e del Castello da cui prende il nome

L’azienda, fondata nel 1920, ha la sua sede in un antico maniero, il Castello La Leccia che risale al 1077, recentemente ristrutturato e trasformato in lussuosa villa.

Punto di forza della tenuta è sicuramente la posizione sulla sommità di un colle che regala una vista mozzafiato sulla valle circostante, che si estende fino a Siena, l’Amiata, San Gimignano e Colle Val d’Elsa. Qui è stato creato un lussuoso agriturismo con 12 suites, che vale la pena visitare, con piscina con affaccio diretto sui vigneti e vista strepitosa.

Il Castello, un tempo di proprietà della famiglia Ricasoli, fu bombardato ed occupato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, venne rilevato nel 1920 da Francesco Daddi, che avviò i lavori di restauro, per, poi, passare all’imprenditore svizzero Rolf Sonderegger.

La filosofia aziendale

L’azienda Castello La Leccia, certificata biologica dal 2013, si estende per circa 170 ettari, di cui 17 vitati e 10 di oliveti dove si coltivano Leccino, Moraiolo e Correggiolo.

I vigneti, disposti in cinque diverse aree collocate intorno al Castello, sono esposti a sud-ovest e posizionati ad un’altitudine variabile tra 300 e 450 metri sul livello del mare. La composizione del terreno è piuttosto eterogenea ed è caratterizzata da argilla, calcare e galestro. Tra i vari appezzamenti è stato individuato anche un cru, le cui uve sono impiegate nella produzione del vino di punta dell’azienda, il Chianti Classico Gran Selezione DOCG.

I vitigni e le tecniche di produzione

Nei vari possedimenti si coltivano in prevalenza Sangiovese, Malvasia Nera e Syrah che danno vita a quattro etichette, tutte a base di Sangiovese, il vitigno più rappresentativo della Toscana.

L’attenzione per l’ambiente, la sostenibilità e la biodiversità

L’azienda persegue una filosofia di viticultura etica e sostenibile ed è impegnata a promuovere la biodiversità, uno dei valori aggiunti di questo territorio, e a preservare la vitalità del suolo. Tutto parte dalla convinzione che per fare un buon vino si parte innanzitutto dalla vigna, che deve essere sana e alimentata in modo naturale, oltre che dal rispetto per l’ambiente.

Particolare cura è dedicata alla coltivazione della vite, all’osservazione delle condizioni di ogni singola pianta, che viene curata con estrema cura, e all’arricchimento del terreno.

Per questo motivo viene adottato un approccio naturale finalizzato a garantire il giusto apporto di sostanze organiche e vengono fatte crescere tra i filari anche orzo, trifoglio e senape, ricavando il compostè dalle vinacce e dai raspi. Il vigneto è suddiviso in parcelle, vendemmiate separatamente. L’uva si assaggia filare per filare, in modo da operare scelte mirate a massimizzare la qualità. Un approccio che, in questi tempi dove è sempre più crescente l’attenzione per l’ambiente, diventa anche uno strumento importante per garantire un elevato livello qualitativo.

Coerentemente col credo aziendale, anche le tecniche di cantina sono molto semplici ed hanno l’obiettivo di far esprimere al meglio il territorio ed il vitigno.

Guido Orzalesi, direttore dell’azienda, punta, infatti, ad una vinificazione semplice, pulita, essenziale. Le uve dei vari vigneti vengono accuratamente selezionate e sottoposte a vinificazione separata. La fermentazione, avviata dai lieviti autoctoni, si svolge in vasche di acciaio a temperatura controllata. Dopo la svinatura il vino prosegue la fermentazione malolattica. L’affinamento può essere svolto in acciaio o in legno.

La degustazione delle quattro etichette dell’azienda

Obiettivo dell’azienda è quello di dare assoluto rilievo al sangiovese, vitigno simbolo del Chianti, in modo da far cogliere le diverse sfumature che può assumere col variare della composizione del terreno e delle condizioni pedo-climatiche.

Tra i vini degustati presso il Ristorante Liberty di Milano in occasione della presentazione dell’azienda ci sono:

  • il “Vivaio del Cavaliere” (Toscana IGT);
  • il Chianti Classico DOCG;
  • il Chianti Classico Riserva DOCG;
  • il Chianti Classico Gran Selezione DOCG “Bruciagna”.

Il Vivaio del Cavaliere – Toscana IGT

Il Vivaio del Cavaliere, prodotto dal 1980, è composto in prevalenza da Sangiovese con piccole percentuali di Malvasia nera, Syrah e Ciliegiolo. Dopo un accurata selezione, le uve vengono diraspate e pigiate, per, poi, essere trasferite in vasche di acciaio e cemento dove avviene la crio-macerazione. La fermentazione prosegue, poi, a temperatura controllata con brevi e frequenti rimontaggi. Il vino è sottoposto, infine, anche a malolattica.

Esame visivo: manto color rosso rubino dai toni vivaci.

Esame olfattivo: intenso ed elegante, il bouquet olfattivo è caratterizzato da predominanti sentori di frutta rossa, soprattutto ciliegia, mista a frutti di bosco e prugna.

Esame gusto-olfattivo: buon equilibrio tra morbidezza, struttura e acidità. Fresco, sapido e con tannini morbidi e addomesticati, nel complesso risulta un vino piacevole e di pronta beva, ideale per accompagnare occasioni conviviali.

Abbinamenti: ideale con salumi, primi di carne, carni bianche.

Il Chianti Classico DOCG

Questo Chianti Classico è composto da Sangiovese in purezza. Anche in questo caso la tecnica di vinificazione è caratterizzata da crio-macerazione, fermentazione in acciaio e malolattica. I maggiori tempi di macerazione conferiscono un colore più intenso. In aggiunta, la maturazione avviene in botti di rovere per 12 mesi.

Esame visivo: color rosso rubino pieno, brillante e luminoso.

Esame olfattivo: all’olfatto regala aromi intensi ma armoniosi di frutta rossa, tra cui ciliegia e mora, con tocchi di sottobosco e spezie.

Esame gusto-olfattivo: al palato, invece, è rotondo e sorprendentemente fresco con acidità equilibrata.

Abbinamenti: ottimo con primi di carne, arrosti e agnello.

Il Chianti Classico Riserva

Secondo noi il migliore dei quattro. Prodotto con Sangiovese e una piccola percentuale di Malvasia Nera, affina per 18 mesi in botti di rovere francese prima di essere imbottigliato.

Esame visivo: colore rosso rubino.

Esame olfattivo: al naso sprigiona profumi intensi di violetta intrecciati a petali di rosa e sentori di frutta rossa matura, a cui seguono note speziate e boisè.

Esame gusto-olfattivo: fine, elegante e persistente, al palato risulta morbido, mentre i tannini, finemente cesellati e setosi, si integrano perfettamente all’interno di una buona matrice sapida ben bilanciata con freschezza e struttura. I sentori del legno, già percepiti all’olfatto, ritornano anche in bocca, ma risultano gradevoli e ben integrati.

Abbinamenti: ideale con carni rosse e selvaggina.

Il Chianti Classico Gran Selezione DOCG “Bruciagna”

Questo vino prende il nome dal vigneto Bruciagna, il cru dell’azienda situato a 450 metri s.l.m., sulla parte più alta della collina. Viene prodotto solo con le uve migliori – 100% Sangiovese – e conquista per la sua suadente complessità.

Esame visivo: rosso rubino intenso.

Esame olfattivo: spettro olfattivo abbastanza complesso. Al naso si colgono profumi floreali, soprattutto viola e rosa appassita, uniti ad evidenti note di frutti rossi, tra cui riconoscimenti di mirtillo rosso, lampone e ciliegia, e sentori di sottobosco. In sottofondo emergono nuance di spezie dolci, vaniglia, bacche di ginepro e tabacco, uniti ad altri sentori terziari indotti dalla maturazione in legno.

Esame gusto-olfattivo: l’ingresso in bocca è pieno e morbido, nonostante i tannini ancora vivaci. L’esuberante freschezza lascia intendere la sua potenziale longevità. Finale persistente con ritorni di vaniglia e cannella.

Abbinamenti: ottimo con carni rosse, da provare con bistecca alla fiorentina.

Per informazioni

Castello La Leccia- Azienda Agricola

https://www.castellolaleccia.com/

Loc. La Leccia 53011 Castellina in Chianti ( SI)

info@castellolaleccia.com

booking@castellolaleccia.com

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