Sua maestà il Brunello di Montalcino: il re dei vini italiani

Due parole per conoscere meglio uno dei vini più rappresentativi dell’eccellenza enoica italiana e le sue caratteristiche

Anche se questo celeberrimo vino italianosicuramente uno dei più rappresentativi dell’eccellenza enoica del Bel Paese – non ha bisogno di presentazioni, qui di seguito trovate qualche indicazione utile per approfondire la conoscenza del Re dei vini.

ll “Brunello di Montalcino“, innanzitutto, è un vino rosso fermo toscano a denominazione di origine controllata (DOCG) dal 1980, una delle più elevate e complesse espressioni del Sangiovese.

La storia del Brunello è legata a quella della famiglia Biondi Santi. Era il 1888, quando Ferruccio Biondi Santi decise di produrre il vino introducendo standard produttivi molto severi che prevedevano uve solo Sangiovese e rese limitate.

Disciplinare

Si produce con uve Sangiovese 100% – un vitigno chiamato anche “Brunello” – che vengono raccolte e lavorate nella zona di Montalcino, in provincia di Siena, e lavorate secondo le indicazioni previste nel disciplinare.

I vigneti devono essere registrati in un apposito albo e possono essere utilizzati anche per il Rosso di Montalcino.

Il “Brunello di Montalcino” può essere messo in commercio solo se confezionato in bottiglie di forma bordolese e dopo 5 anni dall’anno della vendemmia (6 anni per il tipo Riserva), con un affinamento minimo di 2 anni in legno di rovere e 4 mesi (6 mesi per il tipo Riserva) in bottiglia.

Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è pari al 12%: qualora si voglia specificare la vigna di provenienza le uve devono assicurare al vino un titolo alcolometrico volumico minimo del 12,50%.

Terroir e caratteristiche pedoclimatiche

La collina di Montalcino presenta dei terreni con caratteristiche mutevoli per costituzione e non è, quindi, semplice generalizzare le tipologie del territorio che danno vita al Brunello. In generale, la zona di Montalcino è ubicata in Toscana, più precisamente in provincia di Siena, ai confini con la Val D’Orcia, la Val d’Asso e la Val d’Ombrone. E’ protetta dal Monte Amiata a nord ed orientata verso il mare a sud. La composizione del terreno è variegata: alcune zone hanno un suolo caratterizzato da calcare, scisti, galestro e alberese, mentre altre sono formate da terreni frutto di detriti alluvionali di ere geologiche differenti.

Il clima è mediterraneo. I vigneti sono posizionati ad altitudini inferiori ai 600 m s.l.m.

Le caratteristiche organolettiche che si ritrovano nel calice derivano dalla posizione e dalle peculiarità del terreno, dalle altre caratteristiche pedoclimatiche, dalle tecniche di lavorazione e dall’andamento stagionale.

E’ possibile individuare quattro versanti, che danno vita a vini con caratteristiche diverse:

  • zona nord, dove il Brunello è più robusto e strutturato, sapido e fresco. E’ quello delle crete di Montosoli ed è caratterizzato da un clima continentale con maggiori escursioni termiche;
  • zona sud, da cui si ricava un vino con una spiccata componente alcolica;
  • zona est, dove il vino è fresco, con tannini importanti, strutturato e longevo. E’ quello della Val D’Orcia;
  • zona ovest. E’ orientata verso il mare ed ha un clima più caldo, ma ventilato, grazie alle brezze marine. Il Brunello qui è più minerale.

Caratteristiche organolettiche

Il quadro olfattivo si presenta intenso, fine e complesso. Prevalgono i sentori fruttati, speziati e balsamici con inneschi floreali e minerali e reminiscenze di legno. Profumi tipici: frutti di bosco, chiodi di garofano, vaniglia, tabacco e pepe nero.

Dal punto di vista gusto-olfattivo il Brunello è un vino secco di grande struttura e longevità, caratterizzato da corpo e buona alcolicità sostenuta da tannini e da una spalla acida importante.

Un gusto armonico e raffinato, che presenta un bilanciamento tra la ricca struttura e la freschezza acida (acidità minima di 5 grammi per litro).

Abbinamenti ideali

L’eleganza e il corpo armonico del vino permettono abbinamenti con piatti molto strutturati e compositi, quali carni rosse alla griglia o arrosto e selvaggina, eventualmente accompagnate da funghi e tartufi.

Trova abbinamento ottimale anche con piatti della cucina internazionale a base di carni o con salse e formaggi, ma può essere bevuto anche come vino da meditazione.

Produttori e stili produttivi

I produttori sono in tutto oltre 250, tra cui 200 imbottigliatori, e la produzione di bottiglie annue è di oltre 6 milioni, di cui il 60% destinato al mercato internazionale. Numeri da capogiro per un territorio così delimitato, in cui si producono anche il Rosso di Montalcino DOC e il Sant’Antimo DOC.

Pur rispettando il disciplinare, oltre al terroir, al clima e alla ventilazione, i vari produttori possono distinguersi anche per lo stile produttivo, che può variare da produttore a produttore. L’impiego di uno stile più tradizionale porta ad un vino con sentori più evoluti di terra, cuoio e tabacco, grintoso e con una buona spalla acida. Quello più moderno ha invece profumi più incentrati sulle confettura di frutta e spezie, con un colore più orientato sui toni del rubino, più morbido.

Decidere quali sono le migliori cantine di Brunello di Montalcino può essere un’impresa ardua, in quanto l’altissimo livello qualitativo è particolarmente diffuso sul territorio, tanto che in moltissime etichette si superano abbondantemente i 90 punti.

Tra le aziende vitivinicole più importanti e rinomate, ci sono ovviamente quelle storiche come Biondi Santi, da cui nacque la tradizione del Brunello stesso, oltre che Banfi, Cerbaiona, Casanova di Neri e Castello, spesso premiati dal Gambero Rosso, o le cantine delle Tenute Silvio Nardi, Pian delle Vigne e Pieve Santa Restituta elogiate dall’Associazione Italiana Sommeliers.

Migliori annate

Per chi ama i sapori e gli investimenti estremi, il top del Brunello di Montalcino è rappresentato dalle annate del 2016, 2015, 2010, 2007, 2006, 2004, 1997, 1995, 1990, 1988, 1985, 1975, 1970, 1964, 1961, 1955, 1945.

Alcune annate del Brunello hanno anche ricevuto nel tempo prestigiosi premi, attribuiti a questo rosso toscano nelle sue espressioni ottimali, come per il Brunello di Montalcino riserva 2010 Biondi Santi, a cui la rivista Wine Enthusiast ha assegnato il punteggio massimo 100/100, entrando nella classifica Top 100 Cellar Selection.

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