Capezzana, una delle realtà più rappresentative della zona del Carmignano Docg

Storia della famiglia Bonacossi, delle Tenute Capezzana e di un terroir vocato per il vino e ricco di biodiversità   

Le tenute Capezzana, una delle più antiche e rappresentative d’Italia, è situata a nord-est di Firenze, nell’area di Carmignano, una delle prime DOCG italiane.

I primi riferimenti al vino e all’olio risalgono all’anno 804 d.C.: in un antica pergamena si citava Capezzana, come luogo in cui venivano coltivati vite e ulivi.

L’azienda e i suoi vigneti si trovano all’interno di un territorio particolarmente vocato per il vino: il Barco Reale di Carmignano, un tempo tenuta di caccia dei Medici, già famoso al tempo del Gran Duca Cosimo III de Medici nel 1716 per i suoi vini che erano tra quelli preferiti della nobile famiglia fiorentina.

Oggi la tenuta, che si estende per 650 ettari – di cui 78 a vigneti, 140 dedicati alla coltivazione delle olive ed il resto boschivo e seminativo – è di proprietà della famiglia Contini Bonacossi, che l’acquistò nel 1920 e sta proseguendo la secolare tradizione di eccellenza, producendo sia olio che vino.

Vittorio Contini Bonacossi

Molto del successo di questo brand si deve anche all’ottimo lavoro di agronomo ed enologo svolto da Vittorio Contini Bonacossi, scomparso da qualche anno, considerato un vero e proprio pilastro dell’azienda.

Vittorio ha saputo, infatti, sfruttare in modo ottimale il terreno: la sua passione per la campagna, il suo rispetto del territorio e della sua biodiversità, la sua filosofia lungimirante unita alla ferma convinzione che un vino buono parte dalla vigna, hanno dato un contributo determinante allo sviluppo qualitativo dei vini dell’azienda. Secondo lui solo una vigna rispettosa dell’ambiente è in grado di regalare ai vini quel carattere unico che proviene dalla terra, dalla zona, dalla denominazione.

L’approccio biologico, il terroir e la biodiversità

Proprio grazie a Vittorio, l’azienda ha iniziato il suo percorso verso il biologico che si è completato nel 2012 con la meritata certificazione. Una scelta che non solo è servita a realizzare un prodotto salubre, ma anche a proteggere un’enorme area verde conservando la sua biodiversità, considerata un vero e proprio punto di forza del territorio, fenomeno oggetto di studio universitario.

Le vigne hanno esposizione ed età diverse. La più vecchia ha 55 anni e le più giovani sono state piantate di recente. Sono collocate in un terreno caratterizzato da una composizione del suolo che varia tra argilla, scisti e sabbia, in certi casi anche a distanza di qualche metro. Disomogeneità, complessità del terreno, ambiente pedoclimatico favorevole – grazie alla posizione a ridosso degli appennini che rinfrescano l’aria soprattutto d’estate – e grande attenzione all’ambiente e alla qualità sono le chiavi del successo dell’azienda.

A Capezzana si coltivano Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Franc, Canaiolo, Trebbiano, Chardonnay, San Colombano, Merlot e Syrah. La produzione principale è rappresentata dal Carmignano Docg, la denominazione più piccola d’italia, ma accanto ai rossi l’azienda produce anche eccellenti bianchi a base di uva trebbiano.

Complice il suolo, il micro clima, l’enorme biodiversità dei terreni e l’attenzione verso tutto il processo produttivo a partire dalla coltivazione in vigna, sia il vino che l’olio hanno un livello qualitativo superlativo. Non a caso continuano, anno dopo anno, a riscuotere un enorme successo sia a livello nazionale che internazionale.

I vini delle Tenute Capezzana

Il vino più rappresentativo è sicuramente “Villa Capezzana“, vino storico prodotto dal 1925, ma anche il Trefiano Riserva non è da meno.

Per maggiori informazioni sui prodotti e per leggere le nostre impressioni sui  vini dell’azienda che abbiamo degustato si rimanda ai nostri articoli “Le novità 2019 confermano l’eccellenza dei vini Capezzana“.

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