Veganuary: un mese da vegani

Due vini e due gustose ricette della cucina tradizionale siciliana ideali per sperimentare la cucina vegana senza rinunciare al gusto

E’ gennaio, il mese dei buoni propositi dedicato al cambiamento per eccellenza, quello dove tutti cercano di trovare ogni possibile soluzione per riprendersi dagli eccessi delle feste appena trascorse e ritornare ad uno stile di vita sano e salutare.

Cos’è il Veganuary

Non è un caso che proprio in questo mese sia nato Veganuary – termine che deriva dalla fusione tra vegan e january – un’iniziativa ormai diffusa su scala globale che incoraggia le persone a provare una dieta vegana per 31 giorni a partire proprio dal primo gennaio. L’obiettivo è quello di dimostrare, tramite consigli e menù di ispirazione, quanto la dieta vegana possa essere oltre che semplice e salutare anche gustosa.

Veganuary è nato nel 2014 dall’idea di un’associazione di beneficienza inglese e negli anni sta raccogliendo sempre più proseliti a livello internazionale. Con oltre un milione di persone in 192 stati è diventato il principale movimento vegano al mondo. L’iniziativa è stata diffusa in Italia da Essere Animali, un’organizzazione no profit impegnata a difendere i diritti degli animali.

Aderire all’inziativa è semplice: basta iscriversi sul sito dedicato per ricevere dal 1 al 31 gennaio mail quotidiane con informazioni, consigli e ricette vegane da sperimentare.

Il vino biologico come elemento per esaltare la dieta vegana

Forse non tutti sanno che il vino si abbina perfettamente con il cibo vegano, in quanto è il modo migliore per esaltare i sapori naturali. Per essere in linea con la filosofia promossa dal movimento, che ha particolarmente a cuore il rispetto dell’ambiente, è tassativo, però, scegliere un vino biologico.

Per un’esperienza sensoriale appagante e completa è fondamentale scegliere il vino giusto, che si abbini in modo corretto al piatto selezionato. Diversi sono i fattori da considerare, tra cui le caratteristiche dell’ingrediente dominante e la modalità con cui il cibo viene cucinato. L’ideale, inoltre, è combinare, se possibile, cibo e vino della stessa regione.

Ecco qui di seguito una proposta di vini della Sicilia – la prima regione in Italia per superficie agricola dedicata al biologico e per numero di operatori bio nel settore agro-alimentare – da abbinare a due ricette tipiche del territorio per iniziare in bellezza quest’esperienza vegana.

Il Catarratto Lucido vegan di Cortese

Il Catarratto Lucido è un bianco, uno dei sei vini biologici e vegani prodotti dell’azienda agricola Cortese situata a Vittoria, nel meraviglioso entroterra di Ragusa, una realtà molto attenta alla biodiversità.  La sua componente speziata, le note delicate di frutta bianca combinate con una buona sapidità ed un finale ammandorlato si accompagnano perfettamente con ricette leggere e gourmet come quelle proposte dalla cucina vegana.

Come antipasto proponiamo l’abbinamento con una selezione di spring food: antipasti di verdure, asparagi bianchi in pastella, insalata di melanzane e pomodori e gazpacho di basilico, mentre, come primo piatto, hummus di ceci e cous cous di verdure, una ricetta fresca e veloce.

Per le note di degustazione si rimanda all’articolo Il nostru Cataratto Lucido

Il Cerasuolo di Vittoria docg vegan di Santa Tresa

Per gli amanti del vino rosso proponiamo il Cerasuolo di Vittoria Docg di Santa Tresa, un vino biologico e vegan che nasce da un blend di Nero d’Avola e di Frappato. Si tratta di un vino profumato ed avvolgente di grande struttura e persistenza, ma con un tannino morbido e delicato, da abbinare ad un primo di pasta integrale al pesto di pistacchi e mandorle e ad una caponata di melanzane e pomodori, due ingredienti fondamentali della cucina siciliana.

Per le note di degustazione si rimanda all’articolo Il Cerasuolo di Vittoria di Santa Tresa – il vino della tradizione ragusana

 

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