Cantine d’Italia 2021: la Guida di Go Wine per l’enoturista

La guida  di Go Wine dedicata a turisti e winelovers che parla di vino partendo dalla cantina con indicazioni sull’accoglienza

Cresce la voglia di visitare le cantine

La cantina nel corso degli anni è diventata un vero e proprio luogo di accoglienza e promozione del territorio. Un posto che comunica con la sua realtà i valori e l’’identità del territorio con i suoi paesaggi, i vigneti, le storie, le tradizioni locali e borghi.

Per aiutare gli appassionati a districarsi tra le molteplici offerte l’Associazione Go Wine già da svariati anni pubblica la Guida Cantine d’Italia, nata da un’idea di Massimo Corrado, che non si rivolge solo ai wine lovers, ma punta anche a valorizzare le bellezze del territorio del Bel paese.

I numeri della Guida Cantine D’Italia 2021 di Go Wine

Questi i numeri dell’edizione 2021 di Cantine d’Italia che verrà presentata a Bologna lunedì 25 gennaio: 790 cantine segnalate, 235 “Impronte d’eccellenza” per l’Enoturismo, oltre 4.350 vini selezionati e circa 1.500 indirizzi utili per mangiare e dormire.

La guida contiene un elenco di cantine scelte in base all’esperienza diretta, con dati e riferimenti che si aggiornano ad ogni edizione.

Per ogni cantina vengono fornite una serie di notizie, quali ad esempio l’anagrafica aziendale, i dati sulla produzione, i referenti interni da contattare, i giorni e gli orari di visita, le indicazioni stradali per raggiungere la cantina e le eventuali proposte d’ospitalità nonchè il racconto delle suggestioni che la cantina e il suo contesto offrono al visitatore uniti ad una serie di utili appunti sui vini aziendali con indicazione del vino top e degli altri vini da conoscere.

Nella guida troviamo due interventi introduttivi: storytelling e comunicazione a cura di Antonio Paolini (giornalista) e vini da vitigni autoctoni e storici a cura di Vincenzo Gerbi (titolare del corso di Enologia nel corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino).

Il volume contiene, inoltre, nove interviste a uomini e donne del vino esponenti di alcune delle cantine citate: Remo Falconieri – Cieck (Piemonte), Francesco Moser – Moser (Trentino), Ornella Molon Traverso – Ornella Molon (Veneto), Stefano Pizzamiglio – La Tosa (Emilia Romagna), Miriam Caporali – Valdipiatta (Toscana), Antonio Patricelli – Collefrisio (Abruzzo), Paolo Mastroberardino – Terredora (Campania), Demetrio Stancati – Serracavallo (Calabria) e Marco Nicolosi Asmundo – Barone di Villagrande (Sicilia).

Premio “Impronte Go Wine”

Ciascuna cantina riceve, inoltre, una valutazione in stelle (da uno a cinque) per ciascuno dei seguenti fattori: sito, accoglienza e profilo produttivo.

In particolare, il sito è il luogo dove si trova la cantina, con un occhio rivolto anche all’aspetto architettonico e più in generale al patrimonio di vigneti complessivo di cui dispone la cantina. L’accoglienza è la predisposizione della cantina per attività come agriturismo, B&B, ristorazione o per iniziative culturali che denotano un atteggiamento di apertura della cantina verso il mondo esterno. Infine, il vino rappresenta il profilo produttivo dell’azienda valutato nel tempo al di là dell’exploit di una singola vendemmia, tenendo conto del carattere della produzione, dell’eccellenza di alcune etichette e di una particolare cura verso specifiche tipologie di vini.

Alle cantine che hanno conseguito il più alto punteggio nella valutazione complessiva, l’Associazione assegna il Premio “Impronte Go Wine”, che quest’anno è stato assegnato a ben 235 cantine.

Nella speciale classifica per regioni si conferma ai vertici la Toscana con 48 impronte, seguita da Piemonte (43) e Veneto (34). Complessivamente sono 15 le cantine che raggiungono il vertice delle “Tre Impronte Go Wine”: Badia a Coltibuono (Toscana); Bellavista (Lombardia); Ca’ del Bosco (Lombardia); Capezzana (Toscana); Castello Vicchiomaggio (Toscana); Ceretto (Piemonte); Donnafugata (Sicilia); Feudi di San Gregorio (Campania); Ferrari (Trentino); Florio (Sicilia); Fontanafredda (Piemonte); Lungarotti (Umbria); Malvirà (Piemonte); Masciarelli (Abruzzo); Planeta (Sicilia).

Premio “Percorsi autoctoni”

Per la seconda edizione consecutiva la guida presenta i “Percorsi Autoctoni”: il simbolo dell’acino in carrozzina identifica, infatti,  le cantine che di recente hanno rivolto particolare attenzione, svolgendo un importante lavoro di ricerca, ai vitigni autoctoni, soprattutto verso quelli rari e meno conosciuti.

Premi Speciali

La guida assegna, infine, sette “Premi Speciali” a cantine che hanno raggiunto particolari eccellenze su temi specifici: premio “Alto Confort” per il Relais aziendale dell’anno a Locanda La Raia – LA RAIA (Gavi, Piemonte); premio “Cantine Golose” per la Tavola aziendale dell’anno a Opera02 – CA’ MONTANARI (Castelvetro di Modena, Emilia Romagna); premio “Cantine Meravigliose” per l’EnoArchitettura dell’anno a D’ARAPRÌ (San Severo, Puglia); premio Enocultura al Museo del Vino – ZENI FRATELLI (Bardolino, Veneto); premio “Autoctono si nasce” a Montefalco Sagrantino 25 Anni – ARNALDO CAPRAI (Montefalco – Umbria); premio “Buono…non lo conoscevo!” a Ormeasco di Pornassio Superiore – TENUTA MAFFONE (Pieve di Teco, Liguria); premio “Vini Storici d’Italia” a Falerno del Massico Vigna Camarato – VILLA MATILDE (Cellole, Campania).

Per informazioni:

https://www.gowinet.it/

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