Terre di Cerealto presenta Cerealto 2018: un vino fermo prodotto da vitigni resistenti allevati a 700 m di quota

Caratteristiche generali

Oggi vi parliamo di un vino molto particolare che rappresenta una chicca nel panorama vitivinicolo veneto nonchè una vera e propria sfida per diversi motivi.

Ceralto 2018 è un vino Bianco IGT fermo, composto da un blend di uve johanniter (60%) e bronner (40%), due vitigni provenienti dalla Germania, poco conosciuti in Italia e resistenti alle malattie funginee (in gergo tecnico PIWI), coltivati ad un altitudine di oltre 700m di quota. In particolare il johanniter è un vitigno a bacca bianca ottenuto nel 1968 da un incrocio di diversi Riesling, mentre il bronner nasce nel 1975 dall’incrocio del vitigno merzling con il sankt laurent, uva a bacca bianca vigorosa in grado di donare ai vini una buona struttura e media acidità, particolarmente resistente alla peronospora e all’oidio.

La cantina che produce questo nettare di bacco si chiama Terre di Cerealto, un’azienda piuttosto recente, nata nel 2015 dall’idea degli amici Massimo Reniero e Silvestro Cracco, supportati dall’esperienza e professionalità dell’enologo Nicola Biasi. Il nome “Terre di Ceralto” deriva dal piccolo e omonimo altopiano situato in provincia di Vicenza e collocato ai piedi delle Piccole Dolomiti dove l’azienda possiede i vitigni. Un territorio incontaminato, circondato da pascoli e cereali, situato ad un altitudine di 700 metri sopra il livello del mare e fino ad ora considerato poco vocato per il vino.

La scelta di impiantare vitigni piwi  – Terre di Ceralto è la prima realtà veneta ad andare in questa direzione -è frutto del desiderio dei fondatori di avviare una produzione biologica e sana che rispettasse quanto più possibile il fragile ecosistema pedemontano. L’elevata tolleranza alle malattie di queste due varietà di uva ha permesso di eliminare la maggior parte dei trattamenti fitosanitari e di utilizzare solamente principi attivi di origine naturale, estratti vegetali, microrganismi o insetti utili, favorendo così la sostenibilità ambientale.

L’intenzione di produrre un vino di alta qualità si ritrova anche nelle scelte di vigna e di cantina. Le uve, sottoposte a vendemmia precoce, vengono raccolte a mano in cassette da 10 kg tra fine settembre e inizio ottobre in base ai singoli cru. La vinificazione delle uve provenienti dai diversi appezzamenti avviene in modo separato e in tempi differenziati. L’affinamento ha una durata di sette mesi sulle fecce fini con frequenti battonage e di un mese in bottiglia.

L’approccio green si ritrova anche nella scelta del tappo, il Select Green della Nomacorc, un prodotto ecosostenibile composto da basi vegetali (canna da zucchero) e completamente riciclabile, caratterizzato da prestazioni di livello superiore e da un migliore controllo dell’ossigeno.

Prodotto per la prima volta nel 2017, in quantità limitata, il Cerealto è oggi disponibile sul mercato nell’annata 2018. E’ un prodotto fresco, di ottima qualità e caratterizzato da una buona sapidità, decisamente interessante.

Appunti di degustazione

Dal tenue ma luminoso colore giallo paglierino, con riflessi che virano verso il verdolino, il Ceralto 2018 è un vino che fonde la potenza e l’aromaticità del Bronner con la finezza e il carattere dello Johanniter. Delicate sfumature di fiori bianchi si mischiano con aromi di salvia che cedono il passo a sentori fruttati di agrumi, tra cui si distinguono limone e mandarino. In sottofondo accenni minerali.

Al palato risulta avvolgente e al tempo stesso dotato di sferzante freschezza, data dalla buona acidità, che si integra perfettamente in un corpo agile e vibrante. Una garbata sapidità emerge sul finale lungo e persistente con ritorni agrumati. Un lieve retrogusto di mandorla completa l’esperienza gustativa.

Abbinamenti

La vivace acidità combinata ad una buona struttura lo rendono ideale come aperitivo. L’avvolgenza al palato data dal parziale affinamento in barrique permette anche l’accostamento con piatti più strutturati come carni bianche e torte salate. Abbinamento consigliato pesce crudo , branzino al sale e verdure fresche. Ricetta d’autore consigliata: Kiwi luccio in oliocottura dello chef Leandro Luppi, Vecchia Malcesine, Malcesine (Vr).

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