Tinazzi: una famiglia da sempre legata al vino

I tinazzi, nell’antica tradizione veronese, erano recipienti simili a botti dove si metteva l’uva pigiata a fermentare: non può che cominciare con questo curioso aneddoto la storia dei Tinazzi, che inizia alla fine degli anni sessanta a Cavaion Veronese, sulle rive del Lago di Garda, grazie all’impegno e alla passione di Eugenio Tinazzi. Gian Andrea Tinazzi, figlio del fondatore, segue subito il padre nella conduzione dell’impresa e allarga progressivamente gli orizzonti dell’azienda sia in termini di produzione che di mercati, trasforma negli anni l’azienda di famiglia da una realtà locale all’attuale importante Gruppo esteso tra Veneto e Puglia: sotto la sua guida il gruppo produce vini d’alta qualità, venduti in oltre 30 Paesi nel Mondo. Negli anni la famiglia Tinazzi ha acquisito nuove aziende e vigneti sia in Veneto che in Puglia e oggi dispone di circa 100 ettari: 7 nel Bardolino Classico, 5 in Valpolicella, 16 in Custoza e 65 in Puglia. La Cantina di Lazise, sede della Tinazzi, è l’impianto principale dell’azienda e rappresenta un importante esempio di tecnologia d’avanguardia. Qui si concentrano la lavorazione, l’imbottigliamento e lo stoccaggio dei vini prodotti in Veneto. La produzione è controllata dal winemaker Giuseppe Gallo e dal suo team in tutte le sue fasi: dal vigneto alla bottiglia. Tutte le botti, in acciaio e in legno, sono sorvegliate attraverso un sistema computerizzato ed è presente un moderno ed utilissimo laboratorio di analisi interno.

I Vini e le linee Tinazzi

Vini veneti – Ca’ de’ Rocchi

Caratterizzata da profumi e sapori morbidi, Ca de’ Rocchi è una linea definita “internazionale”, destinata, cioè, a quei palati non ancora avvezzi alle caratteristiche forti e persistenti classiche dei vini della Valpolicella e preferita dai palati più giovani. Nella linea Ca’ de’ Rocchi il vitigno principe è la Corvina Veronese, dalle cui uve si ottiene l’Amarone e il Ripasso, coltivato in tutta la provincia di Verona. Tra i vini di Ca’ de’ i Rocchi si possono assaggiare La Bastia, l’Amarone della Valpolicella Docg, il Valpolicella Classico Superiore Ripasso Monterè, il Bardolino, il Campo delle Rose Bardolino Chiaretto e altre etichette.

Vini veneti – Tenuta Valleselle

Tenuta Valleselle è la linea votata alla tradizione e dedicata al territorio di Verona e alla Valpolicella. Qui troviamo vini di uno spessore diverso, con gusti e profumi più accentuati dati da maturazioni più lunghe in botti di legno stagionato. Tra i vini di Tenuta Valleselle si possono assaggiare l’Aureum Acinum Amarone della Valpolicella Classico, il Rovertondo Valpolicella Ripasso Superiore, il Pieve San Vito Bardolino Classico, l’Arnasi Pinot Grigio delle Venezie e molti altri.

Vini veneti – Collezione di Famiglia

Collezione di Famiglia è la linea selezionata personalmente dalla famiglia Tinazzi e firmata Gian Andrea Tinazzi. È la linea dove si incontrano tradizione e innovazione, che propone un assortimento di raffinati vini della Valpolicella, del Lago di Garda e del Veneto con profumi e sapori morbidi ma allo stesso tempo piacevoli e vivaci. Nella Collezione di Famiglia Tinazzi propone, tra gli altri, l’Amarone della Valpolicella, la Corvina Verona e Opera n°3, realizzato con “una melodia di uve Italiane”.

Vini pugliesi – Cantine San Giorgio

Cantine San Giorgio è la linea dell’innovazione, data innanzitutto dalla nuova cantina, ultimata nel 2019 e dotata di sistemi di produzione all’avanguardia, unitamente a una continua ricerca e selezione di uve al fine di conferire ai vini quel quid in più, pur mantenendo la tradizione tipica dei vini dell’Alto Salento. È una linea costituita esclusivamente da vini in purezza, caratterizzati da profumi e sapori morbidi, destinati ad un pubblico esigente ad anche ai palati più giovani. Il desiderio di mettere in risalto il connubio tra storia e vino ha portato alla scelta dei nomi dei vini di Cantine San Giorgio, sono stati così selezionati nomi di poeti e storiografi che hanno esaltato la bellezza delle terre pugliesi e delle sue genti, primi tra tutti Diodoro, Primitivo di Manduria Dop, Lattanzio, Negroamaro Salento Igp, Pausania, Malvasia Nera Salento Igp e Strabone Primitivo Salento Igp.

Vini pugliesi – Feudo Croce

Nel 2001, durante una visita in Salento, Gian Andrea Tinazzi scoprì Tenuta Feudo Croce e comprese immediatamente la potenzialità dei vitigni autoctoni locali, principalmente Primitivo, Negroamaro e Malvasia Nera. Questa linea, che richiama appunto la masseria, è la linea dedicata al territorio di Manduria e del Salento in generale e votata alla tradizione. Tradizione che si riscontra nei metodi di coltivazione dei vitigni con il tipico sistema di allevamento ad alberello e nei profumi e sapori dei vini caratterizzati da un alto grado alcolico e molto fruttati. Espressione della cantina sono Imperio LXXIV, Primitivo di Manduria Dop, Megale, Negroamaro Salento Igp, Malnera, Merlot Malvasia Nera Igp, Alèa, Malvasia Bianca Puglia Igp, Sole di Puglia, Rosso Puglia Igp.

Vini speciali: Lugana Dop “Prealta” e Rossofreddo

Prodotto da uve raccolte a perfetta maturazione nella zona di Peschiera del Garda, Lugana Dop “Prealta” è un vino che si distingue nel panorama dei vini bianchi Tinazzi per l’affinamento in botti di rovere da 3 a 6 mesi. Un bianco intenso, da invecchiamento, che si sposa con sapori decisi e piatti speziati, da degustare a tutto pasto.

“Rossofreddo” è un vino che nasce per dare il meglio di sé nelle calde giornate estive: un Rosso Salento Igp da servire a una temperatura di 10 gradi che nasce con l’intenzione di dimostrare come anche in estate si possano bere vini rossi. Di colore rosso brillante, al naso si presenta con un ampio spettro olfattivo, dove spiccano aromi floreali e fruttati arricchiti da una lieve nota balsamica, mentre al palato risulta morbido, vellutato, con un finale fresco e avvolgente. L’abbinamento è ideale con aperitivi, primi piatti, carni bianche e formaggi.

L’espressione territoriale di Tinazzi

Negli ultimi anni la passione di Gian Andrea Tinazzi si è rivolta al mondo delle aziende agricole: i vini di Tinazzi che raccontano al meglio il territorio, bottiglie di prestigio in edizione numerata da collezionare, ammirare e degustare.

L’ospitalità

La famiglia Tinazzi ha dato vita alla Tinazzi Italian Experience, esperienza di enoturismo a tutto tondo che nasce con l’obiettivo di avvicinare winelovers di tutto il mondo e di tutte le età alla vita della cantina, lasciando il piacevole ricordo di una visita unica. Oltre ai vini, gli enoturisti potranno scoprire i piaceri del cibo e della cucina, l’amicizia e la convivialità, la vita del vigneto. Diversi tipi di proposte che offrono esperienze entusiasmanti e consentono di conoscere luoghi dell’Italia di una bellezza incontaminata, dalle visite nelle vigne di Tenuta Valleselle sulle splendide colline del Lago di Garda, a Bardolino, alla Masseria Feudo Croce nell’Alto Salento. Una serie di corsi di cucina italiana, da quella della tradizione a quella più all’avanguardia, come la cucina naturale e vegetariana, completano l’esperienza enoturistica e gastronomica.

L’export

Gli importanti premi internazionali, come i riconoscimenti di rinomate riviste come Wine Spectator, Wine Enthusiast e Decanter sono solo l’ultimo tassello della storia dei vini Tinazzi nel mondo. Tinazzi ha iniziato a esportare all’estero fin dal 1984, partendo dalla Germania. Oggi la produzione si rivolge per oltre il 90% all’estero, con particolare attenzione alla Russia, dove Tinazzi si posiziona tra i primi esportatori italiani. Gli altri mercati internazionali sono, nell’ordine, USA, Svizzera, Germania, Cina, Benelux, Danimarca e Paesi Scandinavi.

I progetti speciali

Lieviti e terroir: quando la biodiversità incontra la scienza

Il progetto “lieviti e terroir”, in collaborazione con Startogen, rinomato centro di ricerca, e StarFinn, spin-off accademico dell’Università degli Studi della Basilicata, prevede la selezione di ceppi di lievito dai vitigni Corvina e Primitivo e il loro utilizzo nella fermentazione delle stesse uve. Già da tempo la ricerca scientifica ha evidenziato le potenzialità dei lieviti “autoctoni”, ovvero provenienti dalla stessa realtà vitivinicola dove viene fatto il vino, rispetto ai lieviti “commerciali” già esistenti sul mercato. Ad oggi, questi ultimi sono disponibili in una gamma circoscritta, che rischia di standardizzare le caratteristiche organolettiche del prodotto finale. L’obiettivo della ricerca è quello di scoprire un mezzo innovativo in grado di restituire un prodotto che riesca ad esaltare la tipicità dei vini provenienti da Veneto e Puglia.

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