La Lupinella: dalla produzione di ceramiche alla fermentazione dei vini in anfora

Vini con fermentazione e tanta sperimentazione caratterizzano questa interessante realtà vitivinicola toscana

La Lupinella è un’azienda che, grazie all’amore per il territorio misto a volontà di sperimentazione, è riuscita ad esaltare tutte le potenzialità di un angolo di Toscana ancora poco rinomato per la produzione del vino, dando vita a prodotti fermentati in anfora veramente di altissimo livello.

“Il vino è sempre il prodotto della cultura a cui appartiene, un prezioso frutto della natura che possiamo apprezzare solo grazie al lavoro dell’uomo”. In questa frase è raccolto tutto il credo de La Lupinella, azienda vitivinicola di proprietà della famiglia Bitossi, produttori di maioliche artistiche sin dal 1500: racchiude il rispetto per la natura e la centralità del lavoro dell’uomo necessario per far rendere al meglio il potenziale della materia prima.

L’attaccamento alle bellissime colline della zona di Vinci e Montespertoli, dove uomo e natura vivono in equilibrio in un contesto ancora selvaggio ed incontaminato, si evince già dalla scelta insolita del nome dell’azienda: La Lupinella è infatti una pianta tipica del posto che fiorisce vicino ai vigneti, contribuisce ad arricchire il suolo ed è utile alle vigne.

L’azienda vitivinicola fu acquistata nel 1977 da Vittorio Bitossi, ma è solo dalla fine degli anni ’90 che avviene la svolta con l’introduzione di un nuovo progetto vitivinicolo finalizzato a recuperare il valore di queste terre considerate di grande potenziale, che fino ad allora era rimasto inespresso. Sono stati così avviati interventi sia sulle vigne che nei processi di vinificazione che vengono affidati all’enologo Luca D’Attoma.

Attualmente l’azienda dispone di tredici ettari di vigneto nelle colline del Chianti tra Montespertoli e Vinci, condotti in modo biologico, dove nel rispetto della tradizione, ma con un occhio orientato alla sperimentazione, vengono coltivati quattro tipi di vitigni, tutti autoctoni, principalmente: sangiovese, poi canaiolo, colorino e trebbiano, coi quali si producono tre vini, un bianco un rosso ed un rosato, per un totale di circa 17.000 bottiglie, 12.000 delle quali di Chianti.

Principi ispiratori della gestione dell’azienda sono la ricerca della qualità, il rispetto del contesto ambientale e dei suoi equilibri nonchè dell’espressività dei vitigni autoctoni, unito ad un’innata creatività e voglia di sperimentare, nel rispetto della natura e della tradizione.

Da qualche anno è stata avviata in via sperimentale la vinificazione in anfora, una pratica del passato che richiede una grandissima attenzione sia in vigna che durante il processo produttivo, utilizzata soprattutto in Georgia ed oggi ritornata in auge grazie all’utilizzo di un approccio biodinamico.

Questa tecnica di vinificazione naturale sta già dando risultati straordinari. Una scelta motivata dal forte legame con la terra e dal rispetto verso la naturale espressione del territorio. L’utilizzo della terracotta, anziché del legno, permette, infatti, al vino di respirare, senza cedere sostanze o note vanigliate, mantenendo inalterate le qualità e l’espressività del vitigno. In questo modo è possibile produrre un vino che rispecchia il territorio ma in veste più moderna, nel rispetto delle tempistiche fisiologiche.

Durante una degustazione dei prodotti dell’azienda a Milano, tenutasi ad ottobre presso il Deux Ex Machina, è stato possibile degustare le tre diverse tipologie di vino dell’azienda – Trebbiano IGT 2018Toscana Igt Rosato “La Lupinella Rosa” 2018, Chianti Docg “La Lupinella Rossa” 2017.

 

Toscana Igt Trebbiano “La Lupinella Bianca” 2018 ottenuto da uve trebbiano provenienti da vigne di 40 anni del vigneto Sant’Ansano, situato a Vinci e allevato a Guyot. L’uva viene raccolta dopo un accurato processo di selezione che viene già iniziato in vigna e sottoposta ad una pressatura molto soffice per gravità. Viene poi fatta fermentare in anfore di terracotta. L’anfora viene riempita con i grappoli, che rimangono interi, in sospensione. Durante la fermentazione vengono aggiunti acini integri, diraspati a mano. Il liquido si deposita sul fondo dell’anfora, dove rimane a fermentare per sei mesi. Il passaggio da mosto a vino avviene molto lentamente a temperatura rigorosamente controllata (l’anfora permette di mantenere la temperatura interna di 8 e 9 gradi in modo naturale). Il risultato è un vino di un luminoso color giallo paglierino carico, che stupisce all’assaggio per il livello qualitativo e per l’intensità, l’eleganza, la freschezza e la morbidezza. Un vino di buona struttura dove prevalgono note di frutta bianca e sentori erbacei di erbe officinali e fiori secchi. Un prodotto piacevolmente inaspettato, veramente notevole.

 

Toscana Igt Rosato “La Lupinella Rosa” 2018 ottenuto da uve sangiovese provenienti da un unico vigneto, quello di Le Mandrie situato in Località Baccaiano a Montespertoli ed allevato a Cordone speronato. L’uva viene raccolta prima della maturazione. Dopo una pressatura soffice e una breve macerazione non superiore alle due ore, un terzo del mosto fermenta in anfore di terracotta per circa un mese e il rimanente in vasche d’acciaio. L’affinamento poi si svolge in acciaio per cinque mesi. Il tutto avviene sempre a temperatura controllata e dà vita ad uno dei migliori esempi di sangiovese vinificato in rosè assaggiati fino ad ora. Di un bellissimo color rosa antico di tipo provenzale, questo rosato è intenso ed elegante al naso, con sentori di frutti di bosco e fieno. Fine, sapido e fresco, risulta persistente con ritorni di frutta rossa. Ne vengono prodotte circa 3.000 bottiglie.

Chianti Docg “La Lupinella Rossa” 2017

Questa versione di Chianti si ottiene da uve Sangiovese in purezza provenienti dal vigneto Lupinella, situato in Località Baccaiano a Montespertoli ed allevato a cordone speronato. La vinificazione avviene in vasche di cemento, mentre l’affinamento si svolge in tre diverse tipologie di contenitori: un terzo in cemento, un terzo in tonneaux nuovi ed il rimanente in botti da 30 ettolitri, il tutto per una durata di dieci mesi. La stabilizzazione viene fatta in acciaio, poi rimane per altri otto mesi in bottiglia. Dal luminoso color rubino, al naso si percepiscono note di frutti rossi misti a leggeri ricordi di legno e spezie. Fresco, con bella acidità, presenta una buona persistenza con ritorni di frutta rossa. Meno impegnativo e più conviviale e morbido rispetto ad un chianti classico, è un vino di pronta beva dal gusto decisamente particolare.

 Altro dettaglio degno di nota che accomuna tutte e tre le diverse tipologie di vino degustate sono le etichette, tutte e tre veramente bellissime, disegnate dall’artista newyorchese Don Carney.

Il desiderio nel cassetto confidatoci da Manuela Marzi, che attualmente segue la parte enologica, è quello di poter utilizzare un giorno le ceramiche prodotte dall’altro filone dell’azienda di famiglia, creando così un ponte di collegamento tra le due realtà. In attesa che ciò avvenga si attende il 2021, data in cui ricorre il centenario della società, che ha in serbo molte sorprese, tra cui l’introduzione di un quarto vino, al momento ancora top secret.

Per maggiori informazioni: I VINI – LUPINELLA – Lupinella

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