In degustazione a Bologna le etichette di champagne più prestigiose di 12 Vignerons

Una Masterclass sullo Champagne fa conoscere le eccellenze dei piccoli produttori RM e scoprire le diverse sfumature di un mito

Lunedì 6 Maggio si è tenuta a Bologna la 7a edizione della degustazione di Champagne de Vignerons, organizzata dall’Associazione del Business Francese in collaborazione col Consorzio del Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Parma.

A rappresentare tutte le zone dello Champagne, 12 piccoli viticoltori, proprietari delle vigne, che seguono tutto il processo di produzione del vino, dalla lavorazione della campagna fino alla commercializzazione: Maison poco conosciute, alcune per la prima volta presenti sul mercato italiano, ciascuna con un proprio stile, una propria interpretazione dello champagne, una propria storia da raccontare. Tutte accomunate da un unico comune denominatore: un elevato livello qualitativo con la capacità di regalare grandi emozioni.

Per l’occasione è stata organizzata una Masterclass guidata da Chiara Giovoni, Ambassadeur du Champagne 2012, durante la quale selezionati esperti di settore hanno degustato le 12 cuvée più prestigiose, fra le aziende presenti, in abbinamento a prodotti tipici della tradizione italiana, quali il parmigiano reggiano e il prosciutto di parma. A seguire è stato allestito un banco di assaggio.

Chiara Giovoni ha guidato i partecipanti in un vero e proprio appassionante viaggio sensoriale nella Regione dello Champagne, spaziando da nord a sud tra le quattro sottozone che compongono la denominazione: Montagne de Reims, Valle de la Marne, Cotes des Blancs e Aube.

La sessione è stata, inoltre, l’occasione per approfondire meglio come terroir, annate, composizione della cuvée e altre scelte produttive influiscano sul vino, dando vita a prodotti completamente diversi tra loro e unici nel loro genere.

Ogni etichetta è frutto della passione, del lavoro e dell’esperienza di vignaioli che tramandano la conoscenza e i segreti del metodo di lavorazione da padre in figlio, di generazione in generazione. Spesso molte tenute sono gestite da giovani desiderosi di affiancare, alle tecniche già consolidate, innovazione, sperimentazione e creatività, al fine di valorizzare al meglio il proprio territorio, adattandosi ai nuovi gusti della popolazione e alle mutazioni climatiche, in modo da distinguersi e fare la differenza: tutti ingredienti necessari per raggiungere eccellenti risultati.

Per permettere ai lettori una più approfondita comprensione delle diverse sfumature dello Champagne ritrovate nel calici degustati è doveroso fare una breve introduzione sulla Regione dello Champagne.

Lo champagne è un vino metodo classico che può essere unicamente prodotto con le uve provenienti dalle seguenti 4 sub-zone distribuite su 319, che coprono circa 34 mila ettari, sui quali insistono 15000 proprietari, di cui solo 5000 imbottigliano indipendentemente (Récoltant Manipulant), mentre altri sono riuniti sotto le 150 Coopérative de Manipulant, o conferiscono direttamente alle 250 Maison de Champagne (Négociant-Manipulant).

L’intera regione è caratterizzata da un clima continentale, con influsso atlantico. Una zona aperta a venti e intemperie, con gelate invernali e primaverili e caratterizzata da forti escursioni.

I diversi terroir, il clima, l’esposizione del terreno e le diverse scelte produttive, tra cui la diversa composizione delle cuvée, danno vita a prodotti che possono presentare caratteristiche organolettiche completamente diverse.

Quattro le tipologie di terreno prevalenti:

  • Gessosi nella Montagna di Reims, nella Grande Vallée de la Marne (settore orientale della Vallée), in Côte des Blancs (famose la grandi crayeres di Avize, grotte naturali nel gesso), in Côte de Sézanne e in Côte de Champagne (Montgueux);
  • Argillosi in Vallée de la Marne (settore occidentale);
  • Marnosi (argillo-calcarei) nell’Aube (pressoché identici a quelli di Chablis e in parte a quelli di Sancerre, ricchi di fossili marini del Kimmeridge);
  • Sabbioso-silicei a nord della Montagne di Reims, nei dintorni del Massif de Saint Thierry, da cui derivano vini meno concentrati e più lievi.

Le varietà principalmente coltivate sono pinot nero (38%), pinot meunier (33%) e chardonnay (28%) – i tre vitigni base utilizzati in diversa percentuale per la produzione di Champagne. Gli altri vitigni presenti sul territorio sono varietà minori, come arbanne, petit meslier, pinot blanc e fromenteau, presenti soprattutto nella zona dell’Aube.

Il pinot nero, concentrato particolarmente nella zona dell’Aube e della Vallée de la Marne, origina vini potenti con buon corpo e struttura, dall’acidità veemente e dal carattere “vinoso”. Lo chardonnay, la cui zona per eccellenza è la Cote de Blanc, produce invece vini più eleganti e aerei, con acidità spesso affilata ma più esile nell’impatto rispetto al pinot nero. Conferisce al  vino finezza, eleganza, mineralità e grande potenziale di invecchiamento.Col Pinot Meunier (varietà a bacca nera), il cui nome deriva da “mugnaio” per via della pruina bianca che ricopre il grappolo che assomiglia alla farina, si ottengono solitamente basi caratterizzate da frutto ben definito, meno giocate sull’acidità e utili negli assemblaggi, per dare rotondità.mornidezza e rotondità e ingentilire il profilo dello Champagne. Questo vitigno solitamente  resiste meglio ai freddi dell’inverno.

Durante la Master class hanno rappresentato le varie Regioni dello Champagne i seguenti prodotti (per maggiori informazioni sui vari champagne degustati e sulle differenze esistenti tra zona e zona leggi l’articolo dedicato alle quattro sottozone nella sezione diari di degustazione)

MONTAGNE DE REIMS

  • Champagne Couvreur-Prak
  • Champagne Croix d’Irval
  • Champagne Gondé-Rousseaux
  • Champagne Phal B. De Beaufort

VALLÉE DE LA MARNE

  • Champagne Auguste Huiban
  • Champagne Paul Augustin
  • Champagne Boucant-Thiery
  • Champagne R. Bourdelois

CÔTE DES BLANCS

  • Domaine Collet Champagne

CÔTE DES BAR

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